Testo Unico apprendistato, decreto legislativo 14 settembre 2011 n. 167

    Decreto Legislativo 14 settembre 2011 n. 167

    Testo unico dell’apprendistato, a norma dell’articolo 1, comma 30, della legge 24 dicembre 2007 n. 247

    (Gazzetta Ufficiale dell’10 ottobre 2011)

     

    Il Presidente della Repubblica;

    Visti gli articoli 76, 87 e 117 della Costituzione;

    Vista la legge 24 dicembre 2007, n. 247, ed in particolare

    l’articolo 1, comma 30, lettera c), come sostituito dall’articolo 46,

    comma 1, lettera b), della legge 4 novembre 2010, n. 183, nonche’ i

    commi 33 e 90;

    Vista la legge 19 gennaio 1955, n. 25;

    Visti gli articoli 8, comma 4 e 25, comma 9, della legge 23 luglio

    1991, n. 223;

    Visto l’articolo 16 della legge 24 giugno 1997, n. 196;

    Visto il decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276;

    Visto l’articolo 13 del decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124,

    come sostituito dall’articolo 33, comma 1, della legge 4 novembre

    2010, n. 183, nonche’ l’articolo 14 del citato decreto legislativo

    124 del 2004;

    Visto il decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226;

    Viste le preliminari deliberazioni del Consiglio dei Ministri,

    adottate nelle riunioni del 5 maggio e del 19 maggio 2011;

    Acquisita l’intesa della Conferenza permanente per i rapporti tra

    lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano nella

    seduta del 7 luglio 2011;

    Acquisita l’intesa con le parti sociali in data 11 luglio 2011;

    Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni parlamentari della

    Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;

    Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella

    riunione del 28 luglio 2011;

    Sulla proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali;

     

    Emana

    il seguente decreto legislativo:

     

    Art. 1 – Definizione

     

    1. L’apprendistato e’ un contratto di lavoro a tempo indeterminato

    finalizzato alla formazione e alla occupazione dei giovani.

    2. Il contratto di apprendistato e’ definito secondo le seguenti

    tipologie:

    a) apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale;

    b) apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere;

    c) apprendistato di alta formazione e ricerca.

     

     

    Art. 2 – Disciplina generale

     

    1. La disciplina del contratto di apprendistato e’ rimessa ad

    appositi accordi interconfederali ovvero ai contratti collettivi di

    lavoro stipulati a livello nazionale da associazioni dei datori e

    prestatori di lavoro comparativamente piu’ rappresentative sul piano

    nazionale nel rispetto dei seguenti principi:

    a) forma scritta del contratto, del patto di prova e del relativo

    piano formativo individuale da definire, anche sulla base di moduli e

    formulari stabiliti dalla contrattazione collettiva o dagli enti

    bilaterali, entro trenta giorni dalla stipulazione del contratto;

    b) divieto di retribuzione a cottimo;

    c) possibilita’ di inquadrare il lavoratore fino a due livelli

    inferiori rispetto alla categoria spettante, in applicazione del

    contratto collettivo nazionale di lavoro, ai lavoratori addetti a

    mansioni o funzioni che richiedono qualificazioni corrispondenti a

    quelle al conseguimento delle quali e’ finalizzato il contratto

    ovvero, in alternativa, di stabilire la retribuzione dell’apprendista

    in misura percentuale e in modo graduale alla anzianita’ di servizio;

    d) presenza di un tutore o referente aziendale;

    e) possibilita’ di finanziare i percorsi formativi aziendali

    degli apprendisti per il tramite dei fondi paritetici

    interprofessionali di cui all’articolo 118 della legge 23 dicembre

    2000, n. 388 e all’articolo 12 del decreto legislativo 10 settembre

    2003, n. 276 e successive modificazioni anche attraverso accordi con

    le Regioni;

    f) possibilita’ del riconoscimento, sulla base dei risultati

    conseguiti all’interno del percorso di formazione, esterna e interna

    alla impresa, della qualifica professionale ai fini contrattuali e

    delle competenze acquisite ai fini del proseguimento degli studi

    nonche’ nei percorsi di istruzione degli adulti;

    g) registrazione della formazione effettuata e della qualifica

    professionale a fini contrattuali eventualmente acquisita nel

    libretto formativo del cittadino di cui all’articolo 2, comma 1,

    lettera i), del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276;

    h) possibilita’ di prolungare il periodo di apprendistato in caso

    di malattia, infortunio o altra causa di sospensione involontaria del

    rapporto, superiore a trenta giorni, secondo quanto previsto dai

    contratti collettivi;

    i) possibilita’ di forme e modalita’ per la conferma in servizio,

    senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, al termine del

    percorso formativo, al fine di ulteriori assunzioni in apprendistato,

    fermo restando quanto previsto dal comma 3 del presente articolo;

    l) divieto per le parti di recedere dal contratto durante il

    periodo di formazione in assenza di una giusta causa o di un

    giustificato motivo. In caso di licenziamento privo di

    giustificazione trovano applicazione le sanzioni previste dalla

    normativa vigente;

    m) possibilita’ per le parti di recedere dal contratto con

    preavviso decorrente dal termine del periodo di formazione ai sensi

    di quanto disposto dall’articolo 2118 del codice civile. Se nessuna

    delle parti esercita la facolta’ di recesso al termine del periodo di

    formazione, il rapporto prosegue come ordinario rapporto di lavoro

    subordinato a tempo indeterminato.

    2. Per gli apprendisti l’applicazione delle norme sulla previdenza

    e assistenza sociale obbligatoria si estende alle seguenti forme:

    a) assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie

    professionali;

    b) assicurazione contro le malattie;

    c) assicurazione contro l’invalidita’ e vecchiaia;

    d) maternita’;

    e) assegno familiare.

    3. Il numero complessivo di apprendisti che un datore di lavoro

    puo’ assumere con contratto di apprendistato, direttamente o

    indirettamente per il tramite delle agenzie di somministrazione di

    lavoro ai sensi dell’articolo 20, comma 3, del decreto legislativo 10

    settembre 2003, n. 276, non puo’ superare il 100 per cento delle

    maestranze specializzate e qualificate in servizio presso il datore

    di lavoro stesso. Il datore di lavoro che non abbia alle proprie

    dipendenze lavoratori qualificati o specializzati, o che comunque ne

    abbia in numero inferiore a tre, puo’ assumere apprendisti in numero

    non superiore a tre. La disposizione di cui al presente comma non si

    applica alle imprese artigiane per le quali trovano applicazione le

    disposizioni di cui all’articolo 4 della legge 8 agosto 1985, n. 443.

     

    Art. 3 – Apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale

     

    1. Possono essere assunti con contratto di apprendistato per la

    qualifica e per il diploma professionale, in tutti i settori di

    attivita’, anche per l’assolvimento dell’obbligo di istruzione, i

    soggetti che abbiano compiuto quindici anni e fino al compimento del

    venticinquesimo anno di eta’. La durata del contratto e’ determinata

    in considerazione della qualifica o del diploma da conseguire e non

    puo’ in ogni caso essere superiore, per la sua componente formativa,

    a tre anni ovvero quattro nel caso di diploma quadriennale regionale.

    2. La regolamentazione dei profili formativi dell’apprendistato per

    la qualifica e per il diploma professionale e’ rimessa alle regioni e

    alle province autonome di Trento e Bolzano, previo accordo in

    Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le

    Province Autonome di Trento e di Bolzano, e sentite le associazioni

    dei datori di lavoro e dei prestatori di lavoro comparativamente piu’

    rappresentative sul piano nazionale, nel rispetto dei seguenti

    criteri e principi direttivi:

    a) definizione della qualifica o diploma professionale ai sensi

    del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226;

    b) previsione di un monte ore di formazione, esterna od interna

    alla azienda, congruo al conseguimento della qualifica o del diploma

    professionale in funzione di quanto stabilito al comma 1 e secondo

    standard minimi formativi definiti ai sensi del decreto legislativo

    17 ottobre 2005, n. 226;

    c) rinvio ai contratti collettivi di lavoro stipulati a livello

    nazionale, territoriale o aziendale da associazioni dei datori e

    prestatori di lavoro comparativamente piu’ rappresentative per la

    determinazione, anche all’interno degli enti bilaterali, delle

    modalita’ di erogazione della formazione aziendale nel rispetto degli

    standard generali fissati dalle regioni.

     

    Art. 4 – Apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere

     

    1. Possono essere assunti in tutti i settori di attivita’, pubblici

    o privati, con contratto di apprendistato professionalizzante o di

    mestiere per il conseguimento di una qualifica professionale a fini

    contrattuali i soggetti di eta’ compresa tra i diciotto anni e i

    ventinove anni. Per i soggetti in possesso di una qualifica

    professionale, conseguita ai sensi del decreto legislativo 17 ottobre

    2005, n. 226, il contratto di apprendistato professionalizzante o di

    mestiere puo’ essere stipulato a partire dal diciassettesimo anno di

    eta’.

    2. Gli accordi interconfederali e i contratti collettivi

    stabiliscono, in ragione dell’eta’ dell’apprendista e del tipo di

    qualificazione contrattuale da conseguire, la durata e le modalita’

    di erogazione della formazione per l’acquisizione delle competenze

    tecnico-professionali e specialistiche in funzione dei profili

    professionali stabiliti nei sistemi di classificazione e

    inquadramento del personale, nonche’ la durata, anche minima, del

    contratto che, per la sua componente formativa, non puo’ comunque

    essere superiore a tre anni ovvero cinque per le figure professionali

    dell’artigianato individuate dalla contrattazione collettiva di

    riferimento.

    3. La formazione di tipo professionalizzante e di mestiere, svolta

    sotto la responsabilita’ della azienda, e’ integrata, nei limiti

    delle risorse annualmente disponibili, dalla offerta formativa

    pubblica, interna o esterna alla azienda, finalizzata alla

    acquisizione di competenze di base e trasversali per un monte

    complessivo non superiore a centoventi ore per la durata del triennio

    e disciplinata dalle Regioni sentite le parti sociali e tenuto conto

    dell’eta’, del titolo di studio e delle competenze dell’apprendista.

    4. Le Regioni e le associazioni di categoria dei datori di lavoro

    possono definire, anche nell’ambito della bilateralita’, le modalita’

    per il riconoscimento della qualifica di maestro artigiano o di

    mestiere.

    5. Per i datori di lavoro che svolgono la propria attivita’ in

    cicli stagionali i contratti collettivi di lavoro stipulati a livello

    nazionale da associazioni dei datori e prestatori di lavoro

    comparativamente piu’ rappresentative sul piano nazionale possono

    prevedere specifiche modalita’ di svolgimento del contratto di

    apprendistato, anche a tempo determinato.

     

    Art. 5 – Apprendistato di alta formazione e di ricerca

     

    1. Possono essere assunti in tutti i settori di attivita’, pubblici

    o privati, con contratto di apprendistato per attivita’ di ricerca,

    per il conseguimento di un diploma di istruzione secondaria

    superiore, di titoli di studio universitari e della alta formazione,

    compresi i dottorati di ricerca, per la specializzazione tecnica

    superiore di cui all’articolo 69 della legge 17 maggio 1999, n. 144,

    con particolare riferimento ai diplomi relativi ai percorsi di

    specializzazione tecnologica degli istituti tecnici superiori di cui

    all’articolo 7 del decreto del Presidente del Consiglio dei

    Ministri 25 gennaio 2008, nonche’ per il praticantato per l’accesso

    alle professioni ordinistiche o per esperienze professionali i

    soggetti di eta’ compresa tra i diciotto anni e i ventinove anni. Per

    soggetti in possesso di una qualifica professionale conseguita ai

    sensi del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, il contratto

    di apprendistato di alta formazione puo’ essere stipulato a partire

    dal diciassettesimo anno di eta’.

    2. La regolamentazione e la durata del periodo di apprendistato per

    attivita’ di ricerca, per l’acquisizione di un diploma o per percorsi

    di alta formazione e’ rimessa alle Regioni, per i soli profili che

    attengono alla formazione, in accordo con le associazioni

    territoriali dei datori di lavoro e dei prestatori di lavoro

    comparativamente piu’ rappresentative sul piano nazionale, le

    universita’, gli istituti tecnici e professionali e altre istituzioni

    formative o di ricerca comprese quelle in possesso di riconoscimento

    istituzionale di rilevanza nazionale o regionale e aventi come

    oggetto la promozione delle attivita’ imprenditoriali, del lavoro,

    della formazione, della innovazione e del trasferimento tecnologico.

    3. In assenza di regolamentazioni regionali l’attivazione

    dell’apprendistato di alta formazione o ricerca e’ rimessa ad

    apposite convenzioni stipulate dai singoli datori di lavoro o dalle

    loro associazioni con le Universita’, gli istituti tecnici e

    professionali e le istituzioni formative o di ricerca di cui al comma

    che precede, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza

    pubblica.

     

    Art. 6 – Standard professionali, standard formativi e certificazione delle competenze

     

    1. Entro dodici mesi dalla entrata in vigore del presente decreto,

    il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il

    Ministero dell’istruzione, della universita’ e della ricerca, e

    previa intesa con le Regioni e le province autonome definisce, nel

    rispetto delle competenze delle Regioni e province autonome e di

    quanto stabilito nell’intesa tra Governo, Regioni e parti sociali del

    17 febbraio 2010, gli standard formativi per la verifica dei percorsi

    formativi in apprendistato per la qualifica e il diploma

    professionale e in apprendistato di alta formazione.

    2. Ai fini della verifica dei percorsi formativi in apprendistato

    professionalizzante e in apprendistato di ricerca gli standard

    professionali di riferimento sono quelli definiti nei contratti

    collettivi nazionali di categoria o, in mancanza, attraverso intese

    specifiche da sottoscrivere a livello nazionale o interconfederale

    anche in corso della vigenza contrattuale. La registrazione nel

    libretto formativo del cittadino della formazione effettuata e della

    qualifica professionale a fini contrattuali eventualmente acquisita

    e’ di competenza del datore di lavoro.

    3. Allo scopo di armonizzare le diverse qualifiche professionali

    acquisite secondo le diverse tipologie di apprendistato e consentire

    una correlazione tra standard formativi e standard professionali e’

    istituito, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza

    pubblica, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali il

    repertorio delle professioni predisposto sulla base dei sistemi di

    classificazione del personale previsti nei contratti collettivi di

    lavoro e in coerenza con quanto previsto nelle premesse dalla intesa

    tra Governo, Regioni e parti sociali del 17 febbraio 2010, da un

    apposito organismo tecnico di cui fanno parte il Ministero

    dell’istruzione, della universita’ e della ricerca, le associazioni

    dei datori e prestatori di lavoro comparativamente piu’

    rappresentative sul piano nazionale e i rappresentanti della

    Conferenza Stato-regioni.

    4. Le competenze acquisite dall’apprendista potranno essere

    certificate secondo le modalita’ definite dalle Regioni e Provincie

    Autonome di Trento e Bolzano sulla base del repertorio delle

    professioni di cui al comma 3 e registrate sul libretto formativo del

    cittadino sulla base del repertorio delle professioni di cui al comma

    3 e nel rispetto delle intese raggiunte tra Governo, Regioni e parti

    sociali nell’accordo del 17 febbraio 2010. Nelle more della

    definizione del repertorio delle professioni di cui al comma 3, si fa

    riferimento ai sistemi di standard regionali esistenti.

     

    Art. 7 – Disposizioni finali

     

    1. In caso di inadempimento nella erogazione della formazione di

    cui sia esclusivamente responsabile il datore di lavoro e che sia

    tale da impedire la realizzazione delle finalita’ di cui agli

    articoli 3, 4 e 5, il datore di lavoro e’ tenuto a versare la

    differenza tra la contribuzione versata e quella dovuta con

    riferimento al livello di inquadramento contrattuale superiore che

    sarebbe stato raggiunto dal lavoratore al termine del periodo di

    apprendistato, maggiorata del 100 per cento, con esclusione di

    qualsiasi altra sanzione per omessa contribuzione. Qualora a seguito

    di attivita’ di vigilanza sul contratto di apprendistato in corso di

    esecuzione emerga un inadempimento nella erogazione della formazione

    prevista nel piano formativo individuale, il personale ispettivo del

    Ministero del lavoro e delle politiche sociali adottera’ un

    provvedimento di disposizione, ai sensi dell’articolo 14 del decreto

    legislativo 23 aprile 2004, n. 124, assegnando un congruo termine al

    datore di lavoro per adempiere.

    2. Per ogni violazione delle disposizioni contrattuali collettive

    attuative dei principi di cui all’articolo 2, comma 1, lettere a),

    b), c) e d), il datore di lavoro e’ punito con la sanzione

    amministrativa pecuniaria da 100 a 600 euro. In caso di recidiva la

    sanzione amministrativa pecuniaria varia da 300 a 1500 euro. Alla

    contestazione delle sanzioni amministrative di cui al presente comma

    provvedono gli organi di vigilanza che effettuano accertamenti in

    materia di lavoro e previdenza nei modi e nelle forme di cui

    all’articolo 13 del decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124, come

    sostituito dall’articolo 33 della legge 4 novembre 2010, n. 183.

    Autorita’ competente a ricevere il rapporto ai sensi dell’articolo 17

    della legge 24 novembre 1981, n. 689 e’ la Direzione del lavoro

    territorialmente competente.

    3. Fatte salve specifiche previsioni di legge o di contratto

    collettivo, i lavoratori assunti con contratto di apprendistato sono

    esclusi dal computo dei limiti numerici previsti da leggi e contratti

    collettivi per l’applicazione di particolari normative e istituti.

    4. Ai fini della loro qualificazione o riqualificazione

    professionale e’ possibile assumere in apprendistato i lavoratori in

    mobilita’. Per essi trovano applicazione, in deroga alle previsioni

    di cui all’articolo 2, comma 1, lettera i), le disposizioni in

    materia di licenziamenti individuali di cui alla legge 15 luglio

    1966, n. 604, nonche’ il regime contributivo agevolato di cui

    all’articolo 25, comma 9, della legge 23 luglio 1991, n. 223 e

    l’incentivo di cui all’articolo 8, comma 4, della medesima legge.

    5. Ai fini del presente decreto legislativo per enti bilaterali si

    intendono esclusivamente quelli definiti all’articolo 2, comma 1,

    lettera h), del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276.

    6. Ferma restando la disciplina di regolazione dei contratti di

    apprendistato gia’ in essere, con l’entrata in vigore del presente

    decreto sono abrogati la legge 19 gennaio 1955, n. 25, gli articoli

    21 e 22 della legge 28 febbraio 1987, n. 56, l’articolo 16 della

    legge 24 giugno 1997, n. 196 e gli articoli da 47 a 53 del decreto

    legislativo 10 settembre 2003, n. 276.

    7. Per le Regioni e i settori ove la disciplina di cui al presente

    decreto non sia immediatamente operativa, trovano applicazione, in

    via transitoria e non oltre sei mesi dalla data di entrata in vigore

    del presente decreto, le regolazioni vigenti. In assenza della

    offerta formativa pubblica di cui all’articolo 4, comma 3, trovano

    immediata applicazione le regolazioni contrattuali vigenti.

    8. La disciplina del reclutamento e dell’accesso, nonche’

    l’applicazione del contratto di apprendistato per i settori di

    attivita’ pubblici, di cui agli articoli 4 e 5 del presente decreto,

    e’ definita con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su

    proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione

    e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con

    il Ministro dell’economia e delle finanze, sentite le parti sociali e

    la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo

    n. 281 del 1997, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore

    del presente decreto.

    9. In attesa della riforma degli incentivi alla occupazione,

    restano fermi gli attuali sistemi di incentivazione economica

    dell’apprendistato. I benefici contributivi in materia di previdenza

    e assistenza sociale sono mantenuti per un anno dalla prosecuzione

    del rapporto di lavoro al termine del periodo di formazione, con

    esclusione dei lavoratori assunti ai sensi del comma 4 del presente

    articolo.

    10. I datori di lavoro che hanno sedi in piu’ Regioni possono fare

    riferimento al percorso formativo della Regione dove e’ ubicata la

    sede legale e possono altresi’ accentrare le comunicazioni di cui

    all’articolo 1, commi 1180 e seguenti, della legge 27 dicembre 2006,

    n. 296 nel servizio informatico dove e’ ubicata la sede legale.

    11. Restano in ogni caso ferme le competenze delle Regioni a

    Statuto speciale e delle Province Autonome di Trento e di Bolzano ai

    sensi dello statuto speciale e delle relative norme di attuazione.