TAV Torino-Lione, il testo della legge con l’accordo tra Italia e Francia

    LEGGE 23 aprile 2014, n. 71

    Ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra il Governo  della  Repubblica italiana e il Governo della Repubblica francese per la  realizzazione e l’esercizio  di  una  nuova  linea  ferroviaria  Torino-Lione,  con Allegati, fatto a Roma il 30 gennaio 2012. (14G00083)  

    Vigente al: 8-5-2014

    La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della  Repubblica  hanno approvato;

    IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

    Promulga  la seguente legge:

    Art. 1    Autorizzazione alla ratifica

    1.  Il Presidente  della  Repubblica  e’  autorizzato  a  ratificare l’Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica francese per la realizzazione e l’esercizio di  una  nuova linea ferroviaria Torino-Lione, con Allegati,  fatto  a  Roma  il  30 gennaio 2012.

    Art. 2    Ordine di esecuzione

    1.     Piena  ed  intera  esecuzione  e’  data  all’Accordo   di   cui all’articolo 1 della presente legge, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformita’ a quanto disposto dall’articolo  28 dell’Accordo stesso.

    Art. 3    Nomina del  direttore  generale  e  del  direttore  amministrativo  e finanziario del Promotore pubblico

    1. Ai fini dell’attuazione dell’articolo 6.4  dell’Accordo  di  cui all’articolo 1 della presente  legge,  il  direttore  generale  e  il direttore amministrativo e finanziario del  Promotore  pubblico  sono nominati   previa   comunicazione   alle   Commissioni   parlamentari competenti.

    Art. 4    Adempimenti finanziari

    1.             Dall’attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.  2. Con successivo Protocollo  addizionale,  da  adottare  ai  sensi dell’articolo 1, terzo comma,  dell’Accordo  di  cui  all’articolo  1 della presente legge, e’ disciplinato  l’avvio  dei  lavori  connessi alla realizzazione della sezione transfrontaliera della parte comune. Alla copertura degli oneri derivanti dal  Protocollo  addizionale  si provvedera’ con la relativa legge di autorizzazione alla ratifica.  Art. 5    Entrata in vigore  1.                La presente legge entra in vigore il giorno successivo a  quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.  La presente legge, munita del sigillo dello Stato,  sara’  inserita nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

    Data a Roma, addi’ 23 aprile 2014

    NAPOLITANO

    Renzi, Presidente del  Consiglio  dei ministri

    Mogherini,  Ministro   degli affari esteri  Lupi, Ministro delle infrastrutture e dei trasporti

    Visto, il Guardasigilli: Orlando

    Titolo I
    Disposizioni generali

    Oggetto  ACCORDO tra il Governo della Repubblica italiana e il  Governo  della Repubblica francese per la realizzazione e l’esercizio di  una  nuova linea ferroviaria Torino-Lione

    Il Governo della Repubblica italiana e  Il Governo della Repubblica francese, qui di seguito  designati  le Parti,  Vista la Direttiva 91/440/CEE  modificata  del  Consiglio,  del  29 luglio 1991, relativa allo sviluppo delle ferrovie comunitarie,    Vista  la  Direttiva  2001/14/CE  del  Parlamento  europeo  e   del Consiglio del 26 febbraio  2001,  relativa  alla  ripartizione  della capacita’ di infrastruttura ferroviaria e all’imposizione dei diritti per l’utilizzo dell’infrastruttura ferroviaria,      Vista  la  Direttiva  2004/17/CE  del  Parlamento  europeo  e   del Consiglio del 31 marzo 2004, che coordina  le  procedure  di  appalto degli enti erogatori di acqua e di energia, degli enti che forniscono servizi di trasporto e servizi postali,      Vista  la  Direttiva  2004/49/CE  del  Parlamento  europeo  e   del Consiglio del 29 aprile 2004, relativa alla sicurezza delle  ferrovie comunitarie,      Vista  la  Direttiva  2008/57/CE  del  Parlamento  europeo  e   del Consiglio del  17  giugno  2008  relativa  all’interoperabilita’  del sistema ferroviario comunitario,      Vista la Convenzione del 29 gennaio  1951  relativa  alle  stazioni internazionali di Modane  e  Ventimiglia  e  ai  tratti  di  ferrovia compresi tra le stazioni e le frontiere d’Italia e di Francia,      Considerato l’Accordo firmato il 15 gennaio 1996 a Parigi, relativo alla  costituzione  della   Commissione   intergovernativa   per   la preparazione della realizzazione di una nuova linea  ferroviaria  tra Torino e Lione,      Considerato l’Accordo firmato il 29 gennaio 2001 a  Torino  per  la realizzazione di una nuova linea ferroviaria Torino-Lione,      Considerato l’Accordo firmato a  Roma  il  3  dicembre  2004  sulla sicurezza negli  studi  per  la  realizzazione  di  una  nuova  linea ferroviaria Torino-Lione,      Convinti della necessita’ di inserire gli spostamenti di persone  e il trasporto di merci attraverso l’Arco alpino in una prospettiva  di sviluppo sostenibile finalizzata a favorire le modalita’ di trasporto piu’ rispettose dell’ambiente,      Convinti  che,  per  conseguire  tale  obiettivo,   il   potenziale rappresentato dalla modalita’  ferroviaria,  quale  complemento  alla modalita’ marittima, merita di essere maggiormente sfruttato,  e  che lo sviluppo dei servizi da essa  offerti  per  soddisfare  i  bisogni sociali  ed  economici  permettera’  di  mettere   in   atto   misure volontaristiche  tese  ad  orientare  gli  spostamenti   verso   tale modalita’,      Desiderosi di dare  un  contributo  significativo  all’applicazione della Convenzione sulla protezione delle Alpi  (convenzione  alpina), firmata a Salisburgo il 7 novembre 1991,      Desiderosi  di  condurre  tale  operazione  coerentemente  con   lo sviluppo delle reti transeuropee di trasporto,      Prendendo atto delle proposte della  Commissione  intergovernativa, Hanno convenuto le seguenti disposizioni:    Articolo 1  Le  Parti  stabiliscono  con  il  presente   protocollo   addizionale all’Accordo sottoscritto a Torino il 29 gennaio 2001 le condizioni di realizzazione  del  progetto  di   collegamento   ferroviario   misto merci-viaggiatori tra  Torino  e  Lione,  nonche’  le  condizioni  di esercizio di tale opera, una volta realizzata.  Le Parti stabiliscono inoltre con il presente Accordo  le  condizioni di un migliore utilizzo della linea storica del Frejus, definendo  in particolare le misure di accompagnamento del progetto e le misure  di sicurezza.  Il presente Accordo non costituisce uno  dei  protocolli  addizionali previsti all’articolo 4 dell’Accordo firmato a Torino tra  i  Governi italiano e francese il 29 gennaio 2001. In particolare, non  ha  come oggetto di permettere  l’avvio  dei  lavori  definitivi  della  parte comune  italo-francese,  che   richiedera’   l’approvazione   di   un protocollo addizionale separato, tenendo conto in  particolare  della partecipazione definitiva dell’Unione europea al progetto.                               Articolo 2                                 Definizioni      Ai fini del presente Accordo, si intende per:    a)      «sezione internazionale», l’insieme delle opere, degli  impianti e  delle  attrezzature  ferroviari  costruiti  e  da  costruire   tra Saint-Didier de-la-Tour e il nodo ferroviario di Torino.      Essa e’ costituita da tre parti:      la parte francese, tra i dintorni di  Saint-Didier-de-la-Tour  e  i dintorni di Montmelian  ;  la  parte  comune  italo-francese,  tra  i dintorni di’ Montmelian in Francia e di Chiusa S. Michele  in  Italia (di seguito «la parte comune italo-francese») ;      la parte italiana, dai dintorni di Chiusa S.  Michele  al  nodo  di Torino.    b)            «sezione  transfrontaliera»:  la  sezione  della  parte  comune compresa tra Saint-Jean-de Maurienne in Francia e Susa – Bussoleno in Italia;c  ) «CIG», la Commissione intergovernativa  italo-francese  istituita dall’Accordo del 15 gennaio 1996;  d)     «Promotore pubblico»,  organo  comune,  dotato  di  personalita’ giuridica, costituito e controllato in modo  paritetico  dagli  Stati italiano e francese al fine di  realizzare  le  missioni  specificate nell’articolo 6 del presente Accordo;  e)      «Linea storica del  Frejus»,  il  tratto  di  linea  ferroviaria situato tra le stazioni di Modane e di Bardonecchia, ivi compresa  la galleria storica del Frejus, ad esclusione delle stazioni.    Articolo 3  Principi generali  Le Parti decidono di porre sotto il loro  controllo  paritetico  il progetto della nuova linea ferroviaria Torino-Lione e di adottare una governance del progetto e del Promotore pubblico mirante da una parte ad affidare la responsabilita’ operativa del  progetto  al  Promotore pubblico e dall’altra, attraverso un controllo del suddetto Promotore pubblico, assicurare la qualita’, la tracciabilita’,  l’imparzialita’ e la coerenza dell’attivita’ del Promotore pubblico e la  performance complessiva dell’operazione e nel rispetto  del  calendario  e  dello stanziamento di  bilancio  assegnato,  nonche’  l’applicazione  della sicurezza.    Articolo 4  Parte comune italo-francese  La  parte  comune  italo-francese  della  nuova  linea  ferroviaria Torino-Lione e’ costituita, secondo la mappa riportata  nell’allegato 1 del  presente  Accordo  (tale  allegato  e’  parte  integrante  del presente Accordo):  a)              in Francia, una sezione di 33  chilometri  circa  attraverso  il massiccio di Belledonne e  comprendente  i  tunnel  a  due  canne  di Belledonne e di Glandon;  b)             da  un  tunnel  a  due  canne  di  circa  57   chilometri   tra Saint-Jean-de-Maurienne  in  Francia  e  Susa-Bussoleno  in   Italia, scavato  sotto  le  Alpi  in  territorio  italiano   e   francese   e comprendente tre aree di sicurezza a La Praz, Modane e Clarea;    c)                da una sezione all’aperto di circa 3  chilometri  in  territorio italiano a Susa;  d)   da un tunnel a due canne di circa 19,5 chilometri.  situato  sul territorio italiano, tra Susa e Chiusa San Michele;  e)       in Italia ed in Francia  dalle  opere  di  raccordo  alla  linea storica;  f)        nonche’ da tutte le opere annesse (stazioni, impianti elettrici, ecc.))  necessarie  all’esercizio  ferroviario  e   da   quelle   che successivamente  le  Parti  potranno  ritenere  che  debbano   essere comprese in detta parte comune italo-francese.      Tali opere saranno realizzate in diverse fasi funzionali.      In una prima fase, oggetto di questo Accordo, sara’  realizzata  la sezione   transfrontaliera,   che   comprende    le    stazioni    di Saint-Jean-de-Maurienne e di Susa,  nonche’  i  raccordi  alle  linee esistenti secondo la mappa allegata.      In aggiunta, Rete  Ferroviaria  Italiana  (qui  di  seguito  “RFI”) realizzera’ dei lavori di miglioramento della capacita’  sulla  linea storica tra Avigliana e Bussoleno.      La consistenza delle fasi successive  sara’  definita  dalle  Parti nell’ambito di accordi ulteriori.                                   Articolo 5    Messa in opera  Il  titolo  II  del  presente  Accordo  definisce  le  disposizioni relative alla governance del progetto e al diritto applicabile.  Il titolo III precisa alcune disposizioni relative alla  conduzione degli  studi  e   dei   lavori   preliminari   della   parte   comune italo-francese.      Il titolo IV definisce le disposizioni relative alle  modalita’  di realizzazione del progetto.      Il titolo V definisce le disposizioni  applicabili  alla  messa  in servizio ed esercizio della sezione transfrontaliera.      Il titolo VI definisce le misure di accompagnamento del progetto.      Infine, il titolo VII definisce  le  disposizioni  finali  relative all’entrata in vigore e alla revisione del presente Accordo,  nonche’ quelle relative alla risoluzione delle controversie.      Conformemente alle disposizioni dell’articolo 4 dell’Accordo del 29 gennaio 2001, un nuovo Protocollo addizionale  completera’  l’Accordo cosi’ modificato per  definire  le  modalita’  di  avvio  dei  lavori definitivi della sezione comune italo-francese.      Titolo II
    Governance del progetto – Diritto applicabile Articolo 6  Ruolo del Promotore pubblico  6.1       II Promotore pubblico e’ un ente aggiudicatore ai  sensi  della direttiva 2004/17/CE del 31 marzo  2004,  istituito  dalle  Parti  in conformita’  ai  principi  definiti  dall’articolo  3  del   presente Accordo.      Esso e’ l’unico responsabile della conclusione e  del  monitoraggio dell’esecuzione dei contratti, richiesti dalla  progettazione,  dalla realizzazione  e  dall’esercizio   della   sezione   transfrontaliera dell’opera.      Esso assicura la direzione strategica e operativa del  progetto  ed e’ responsabile del  suo  buon  fine  nei  confronti  delle  Parti  e dell’Unione europea.      Esso e’ altresi’ competente ad effettuare qualsiasi  operazione  in grado di facilitare o  completare  la  realizzazione  delle  missioni sopra elencate.      La sede del Promotore pubblico e’  fissata  a  Chambery  (Francia), dove  sara’  allocata  almeno  la  meta’  del  personale,  mentre  la Direzione operativa e’ fissata a Torino (Italia).    6.2.            Il  Promotore   pubblico   ha   la   qualifica   di   gestore dell’infrastruttura della sezione  transfrontaliera  ai  sensi  della direttiva 2001/14/CE e potra’ delegare tutte o alcune delle  missioni che gli sono affidate in tale qualita’, concludendo accordi con altri gestori di infrastrutture dei due Stati.  Nell’ipotesi in cui il Promotore pubblico decidesse di procedere  a tale delega  dalla  messa  in  servizio  dell’opera,  tale  decisione dovrebbe essere presa almeno 2 anni prima della messa in servizio.  6.3.            Lo statuto e il regolamento  interno  del  Promotore  pubblico recepiscono le disposizioni del presente Accordo  per  consentire  la sua attuazione.  Il Promotore pubblico e’ responsabile, nei  confronti  delle  Parti del presente Accordo, del rispetto  delle  direttive  applicabili  al progetto.  6.4                La composizione del Consiglio di amministrazione del  Promotore pubblico e’ paritaria tra i due Stati. Il  Direttore  Generale  e  il Direttore Amministrativo e  Finanziario  sono  nominati  dalla  Parte italiana.  Il  Presidente  del  Consiglio  di   amministrazione,   il Presidente della  Commissione  dei  contratti  e  il  Presidente  del Servizio permanente di controllo sono nominati dalla Parte  francese. Il direttore generale e’ assistito da un direttore giuridico  che  e’ nominato dalla Parte francese.      E’ membro del Consiglio di Amministrazione un rappresentante  della Commissione europea, che partecipa alle  riunioni  senza  diritto  di voto.      Dei rappresentanti della  Regione  Rodano-Alpi  (Francia)  e  della Regione Piemonte (Italia) possono assistere, alle condizioni previste dallo statuto del  Promotore  pubblico,  alle  riunioni  del  CdA  in qualita’ di osservatori senza diritto di voto.      Il Direttore Generale viene nominato dalla  Parte  italiana  tra  i consiglieri di amministrazione. Allo stesso saranno delegate tutte le responsabilita’ operative della societa’ ivi comprese: la definizione dell’organigramma societario, delle risorse  umane,  del  bilancio  e dell’attivita’ finanziaria.      Tutti gli effettivi saranno scelti esclusivamente sulla base  delle competenze dei candidati.      La durata del mandato del Presidente e del Direttore Generale e’ di 6 anni. Tali mandati sono rinnovabili.    6.5         A   prescindere   da   qualsiasi   disposizione    contraria, incompatibile o piu’ restrittiva rispetto alla legislazione nazionale applicabile al Promotore pubblico:    il Promotore pubblico puo’ concludere tutti i tipi  di  contratto per la realizzazione della sua missione,  se  sono  consentiti  dalla direttiva 2004/17/CE e rispettano i  principi,  gli  obiettivi  e  le disposizioni da essa contemplati;  per l’aggiudicazione di  tali  contratti  il  Promotore  pubblico rispetta i principi di liberta’ di accesso alla commessa pubblica, di parita’ di trattamento dei candidati e di trasparenza delle procedure e applica tutti i principi menzionati nell’articolo 7.1 del  presente Accordo, nonche’ gli obiettivi e le  norme  imposti  dalla  direttiva 89/665/CEE del Consiglio del 21 dicembre 1989  recante  coordinamento delle  disposizioni  legislative,  regolamentari  ed   amministrative relative all’applicazione delle procedure di ricorso  in  materia  di aggiudicazione di  appalti  di  forniture  e  di  lavori,  modificata segnatamente dalla direttiva 2007/66/CE.      Per quanto concerne le condizioni di aggiudicazione e di esecuzione dei contratti  relativi  ai  lavori,  alle  forniture  e  ai  servizi necessari alla  realizzazione  delle  proprie  missioni  legate  alla progettazione,  alla  realizzazione  e  all’esercizio  della  sezione transfrontaliera  dell’opera,  il  Promotore   pubblico   e’   tenuto all’osservanza della Costituzione francese oltre che dei  regolamenti e  delle  direttive  comunitarie,  con  specifico  riferimento   alla direttiva 2004/17/CE. Sulla base  della  supremazia  della  normativa comunitaria si disapplicano le norme di diritto nazionale nei casi in cui  quest’ultimo  si  rilevasse  contrario,  incompatibile  o   piu’ restrittivo rispetto alla direttiva indicata. Il  Promotore  pubblico puo’ mettere in atto le procedure di diritto  nazionale  che  ritiene adeguate, a condizione che  siano  strettamente  compatibili  con  il diritto comunitario.      Le direttive comunitarie menzionate dal presente Accordo riguardano anche le direttive successive aventi il medesimo oggetto.      Per quanto riguarda le misure di accompagnamento dei  cantieri,  il Promotore pubblico applica, per la parte francese la “Demarche  Grand Chantier” e per la parte italiana la  legge  della  Regione  Piemonte “Promozione di interventi a favore dei  territori  interessati  dalla realizzazione           di           grandi           infrastrutture. Cantieri-Sviluppo-Territorio”, per quanto compatibili con il presente Accordo.      Articolo 7  Commissione dei contratti  7.1            E’ istituita una Commissione dei contratti in seno al Promotore pubblico, per  garantire  i  principi  menzionati  all’art.  6.5  del presente Accordo e le esigenze di scelta dell’offerta  economicamente piu’  vantaggiosa  e  di  rigore  finanziario   nell’esecuzione   dei contratti.      La Commissione dei contratti e’  competente  esclusivamente  per  i contratti di servizi,  lavori  e  forniture  la  cui  conclusione  e’ obbligatoriamente soggetta a una procedura con pubblicita’ del  bando e indizione di gara, formalizzata  in  applicazione  della  direttiva 2004/17/CE.      La Commissione dei contratti si  compone  di  esperti  indipendenti riconosciuti per le loro competenze negli aspetti tecnici, giuridici, economici e  finanziari  dell’aggiudicazione  e  dell’esecuzione  dei suddetti contratti, stipulati dal Promotore  pubblico.  Tali  esperti non possono essere membri del Consiglio di amministrazione.      La Commissione dei contratti e’ composta di 12 membri, nominati per meta’ da ogni Parte.      Ogni Parte notifica il nome di ciascun membro della Commissione che intende designare all’altra Parte,  che  dispone  di  un  termine  di quindici giorni per fare conoscere la propria decisione.  In  assenza di obiezioni entro tale termine, e’ ritenuto che l’altra Parte  abbia approvato la designazione. Un membro puo’ essere ricusato  unicamente per giusta causa, motivata per iscritto. In caso di  ricusazione,  la Parte interessata deve designare un altro  candidato,  che  non  puo’ piu’ essere ricusato.      Il Presidente della Commissione dei  contratti  e’  nominato  dalla Parte francese; egli ha voto preponderante in caso di parita’.      Il mandato dei membri della Commissione dei contratti ha una durata di’ 5 anni ed e’ rinnovabile.      La Commissione dei contratti delibera validamente solo a condizione che la meta’ dei membri sia presente o rappresentata.    7.2       Prima  dell’avvio  di  una  procedura  di  aggiudicazione  dei contratti, la  Commissione  dei  contratti  verifica  la  sufficiente determinazione  dei   fabbisogni,   il   rispetto   della   direttiva 2004/17/CE, la pertinenza della  procedura  adottata  e  dei  criteri prescelti per la selezione delle candidature e delle offerte, nonche’ la pertinenza del fascicolo di consultazione delle aziende.      Su tali questioni  la  Commissione  formula  un  parere  giuridico, tecnico, economico e finanziario, prima della pubblicazione del bando di gara pubblico.      La Commissione riceve un  resoconto  del  contenuto  dei  fascicoli delle candidature e delle offerte.      La Commissione controlla il contenuto delle  negoziazioni,  per  le quali riceve un resoconto regolare. L’insieme o una parte dei  membri della Commissione possono  essere  associati  alle  negoziazioni  dei contratti   o   ai   dialoghi   competitivi    che    ne    precedono l’aggiudicazione.      Ogni membro della Commissione dei  contratti,  tenuto  al  rispetto della riservatezza delle offerte e delle procedure di  aggiudicazione degli appalti, gode di un diritto di disponibilita’ dei  documenti  e di consultazione in loco dei  fascicoli  delle  candidature  e  delle offerte dei candidati e, piu’  in  generale,  di  tutti  i  documenti elaborati dal Promotore  pubblico  dai  candidati  nell’ambito  della procedura.      La   Commissione   dei    contratti    controlla    la    validita’ dell’eliminazione delle  candidature  e  delle  offerte,  nonche’  la pertinenza delle analisi e  delle  proposte  del  Promotore  pubblico relative alle offerte. Formula il proprio  parere  preventivamente  a ogni decisione relativa alle candidature, alle  offerte,  al  mancato esito,  alla  dichiarazione  senza  seguito  o,  piu’  in   generale, all’eventuale interruzione della procedura nonche’ alla scelta finale dell’aggiudicatario dell’appalto.    7.3    Sara’ costituita una Commissione di valutazione  che  svolgera’ un preliminare lavoro istruttorio sulle offerte finali ricevute.    I  membri  di  tale  Commissione  sono   nominati   successivamente all’arrivo  delle  offerte  finali  da  parte  dei  concorrenti,  dal Presidente  della  Commissione  dei  contratti,  scegliendo   tra   i componenti della stessa in composizione paritetica tra i  due  Stati, motivando la scelta  sulla  base  delle  specifiche  professionalita’ degli esperti indicati.      Il Presidente della Commissione  di  valutazione  e’  nominato  dal Presidente  della  Commissione  dei  contratti;  il   suo   voto   e’ preponderante in caso di parita’.      La Commissione sara’ composta da 6 membri, che parteciperanno  alle deliberazioni e  al  voto  della  Commissione  dei  contratti  quando discutera’  del  parere  che   deve   esprimere   sull’aggiudicazione dell’appalto. Alla fine dell’istruttoria  che  avra’  effettuato,  la Commissione  di  valutazione  consegna  una  relazione  tecnica  alla Commissione dei contratti  in  seduta  plenaria.  La  Commissione  di valutazione formulera’  nella  suddetta  relazione  una  proposta  di parere  sull’aggiudicazione  dell’appalto,  che  la  Commissione  dei contratti  dovra’  esprimere  al  Direttore  Generale  del  Promotore pubblico.    7.4                Durante l’esecuzione dei contratti, sara’ adita la  Commissione dei contratti per eventuali reclami o richieste di modifiche avanzati dai titolari dei contratti conclusi dal Promotore pubblico, per bozze di clausole aggiuntive,  bozze  di  conto  generale  e  definitivo  o documento equivalente, e per qualsiasi progetto di transazione con  i titolari  dei  contratti  conclusi   dal   Promotore   pubblico.   La Commissione  dei  contratti  formula  il  proprio  parere  prima   di qualsiasi modifica sostanziale dei contratti, prima  della  firma  di eventuali clausole aggiuntive, dell’accettazione totale o parziale di eventuali reclami, della  notifica  di  qualsiasi  conto  generale  e definitivo o  di  eventuale  documento  sostitutivo  e  di  eventuali transazioni.      La Commissione e’ informata immediatamente di eventuali contenziosi contrattuali.    7.5      I  pareri  formulati  dalla  Commissione  dei  contratti  e  la proposta  di  parere  formulata  dalla  Commissione  di   valutazione prevista all’articolo 7.3 del  presente  Accordo  sono  motivati  sul piano tecnico, giuridico, economico e finanziario. La Commissione dei contratti sara’ adita in tempo utile, per permetterle di  istruire  e formulare pareri motivati.  Puo’  esprimere  un  parere,  generale  o specifico, sulle condizioni della consultazione.      La Commissione dei contratti formula il  proprio  parere  entro  un termine di 90 giorni liberi a decorrere dalla data in  cui  e’  stata adita. Questo termine decorre solo a partire  dalla  trasmissione  di tutti i documenti che le  permettono  di  deliberare.  Il  Presidente della Commissione dei contratti rivolge senza  indugio  al  Direttore Generale qualsiasi richiesta di documenti complementari.      Entro i termini summenzionati, in funzione dell’importanza e  della portata del contratto sottoposto al suo  esame,  la  Commissione  dei contratti puo’ decidere di non formulare  un  parere.  Il  Presidente della  Commissione  dei   contratti   comunica   l’intenzione   della Commissione al Direttore Generale. In questa  ipotesi,  la  procedura segue  il  suo  corso,  nel  rispetto  delle  competenze   attribuite rispettivamente   al   Direttore   Generale   e   al   Consiglio   di amministrazione del Promotore pubblico.      In caso di parere favorevole alla proposta del Direttore  Generale, la procedura segue il suo corso in conformita’ di quanto esposto  nel parere e nel rispetto delle competenze attribuite rispettivamente  al Direttore Generale e al Consiglio di  amministrazione  del  Promotore pubblico.      In caso di parere negativo alla proposta del Direttore  Generale  o se la Commissione dei contratti non e’ stata in grado di formulare il proprio parere entro i termini  previsti  al  secondo  capoverso  del presente articolo, il  Direttore  Generale  puo’  portare  avanti  la procedura  solo  chiedendo   obbligatoriamente   l’approvazione   del Consiglio di amministrazione che delibera a  maggioranza  qualificata fissata dallo statuto del Promotore pubblico che preveda l’accordo di piu’ della meta’ dei membri del CdA nominati da ciascuna Parte. Se il Direttore Generale fa la scelta  di  agire  conformemente  al  parere negativo della Commissione dei contratti, presenta  al  Consiglio  un nuovo progetto che tenga  conto  delle  motivazioni  di  tale  parere negativo.      Le Parti del presente Accordo, il Direttore Generale e i membri del Consiglio di amministrazione diventano immediatamente destinatari  di qualsiasi parere formulato dalla Commissione dei contratti.    7.6    Il Promotore pubblico provvede  affinche’  la  Commissione  dei contratti disponga in permanenza dei  mezzi  materiali  e  finanziari sufficienti a permetterne il corretto funzionamento. A tal  fine,  il Presidente della Commissione propone un budget annuale  al  Consiglio di amministrazione; tale budget puo’ essere  respinto  solo  con  una maggioranza qualificata fissata dallo statuto del Promotore  pubblico che preveda l’accordo di piu’ della meta’ dei membri del CdA nominati da ciascuna Parte.      Nel rispetto del suo budget, la Commissione dei contratti puo’ fare appello agli esperti di sua scelta  per  la  realizzazione  di  studi specifici e, piu’ in generale, per assisterla  nell’elaborazione  dei pareri che deve formulare.      Il Presidente della Commissione dei contratti e’ il solo  a  potere disporre dei mezzi assegnati  alla  Commissione  per  permetterle  di compiere  la  sua  missione.  L’aggiudicazione  e  l’esecuzione   dei contratti conclusi a tal fine sono assicurate  dal  Presidente  della Commissione dei contratti a nome del  Promotore  pubblico,  ai  sensi della direttiva 2004/17/CE. I contratti sono firmati  dal  Presidente della  Commissione  nel  rispetto  delle  soglie  di  competenza  del Consiglio di amministrazione, che puo’ rifiutarsi di  autorizzare  la firma del contratto solo  con  una  maggioranza  qualificata  fissata dallo statuto del Promotore pubblico che preveda  l’accordo  di  piu’ della meta’  dei  membri  del  CdA  nominati  da  ciascuna  Parte.  I contratti  firmati  sono   trasmessi   immediatamente   al   Servizio permanente di controllo.      Il  Presidente  della  Commissione  dei  contratti   rende   conto, periodicamente, dell’uso dei mezzi della Commissione dei contratti al Consiglio  di  amministrazione,  Direttore  Generale,   al   Servizio permanente di controllo e  alle  altre  autorita’  di  controllo  del Promotore pubblico.    7.7   Le modalita’ pratiche di funzionamento  della  Commissione  dei contratti sono previste, conformemente alle disposizioni del presente articolo, dallo statuto  e  dal  regolamento  interno  del  Promotore pubblico.    Articolo 8  Servizio permanente di controllo  8.1                Oltre alle autorita’ di controllo istituite dalla  legislazione nazionale  applicabile  al  Promotore  pubblico,  si  istituisce   un Servizio permanente di controllo.      Il Servizio  permanente  di  controllo  provvede  al  rispetto  del corretto  impiego  dei  fondi  pubblici,  all’efficienza   economica, finanziaria  e  tecnica  del  Promotore   pubblico,   alla   corretta esecuzione  del  progetto  e,  a  livello  piu’  generale,  al   buon funzionamento del Promotore pubblico, nel rispetto del  suo  statuto, del  suo  regolamento  interno  e  delle  disposizioni  del  presente Accordo.      Il Servizio permanente di  controllo  si  compone  di  esperti  nei settori interessati dall’attivita’ del Promotore pubblico.      Il Servizio permanente  di  controllo  e’  composto  da  12  membri nominati da ciascuna Parte a meta’. Ogni Parte notifica  il  nome  di ciascun membro del Servizio che intende  designare  all’altra  Parte, che dispone di un termine di quindici giorni per  fare  conoscere  la propria decisione. In assenza di obiezioni  entro  tale  termine,  e’ ritenuto che  l’altra  Parte  abbia  approvato  la  designazione.  La ricusazione di un membro deve  essere  giustificata  e  motivata  per iscritto. In caso di ricusazione, la Parte interessata deve designare un altro candidato, che non puo’ piu’ essere ricusato.      Il Presidente del Servizio  permanente  di  controllo  e’  nominato dalla Parte francese; ha voto preponderante in caso di parita’.      Il mandato dei membri del Servizio permanente di controllo  ha  una durata di 5 anni ed e’ rinnovabile.      Il  Servizio   permanente   di   controllo   delibera   validamente sull’adozione dei rapporti e note di avvertimento solo  a  condizione che la meta’ dei membri sia presente o rappresentata.      Le persone che ricoprono o hanno ricoperto la posizione  di  membro del Consiglio di amministrazione o di membro  della  Commissione  dei contratti del Promotore pubblico che esercitano  o  hanno  esercitato funzioni direttive all’interno del  Promotore  pubblico  non  possono essere membri del Servizio permanente di controllo.    8.2        Il Servizio permanente di controllo presenta relazioni  e  note di avvertimento su tutti gli aspetti dell’esecuzione del progetto  da parte del Promotore pubblico. Gode dei piu’ ampi poteri investigativi di disponibilita’ dei documenti e di consultazione in  loco.  Se  del caso, formula raccomandazioni motivate per migliorare l’efficacia del Promotore pubblico.  Il Servizio permanente di controllo puo’ essere adito dal Consiglio di amministrazione,  anche  su  richiesta  del  rappresentante  della Commissione europea che assiste alle sue riunioni, da una delle Parti firmatarie, dal Direttore Generale o dal Presidente della Commissione dei contratti. Puo’  altresi’  decidere  di  occuparsi  di  eventuali questioni che ritiene utili per l’esercizio della propria missione.  Le relazioni e le note di avvertimento del Servizio  permanente  di controllo sono  trasmesse  immediatamente  all’autorita’  che  lo  ha investito della  questione  e  alle  Parti  firmatarie  del  presente Accordo.  8.3    Il Servizio permanente di  controllo  e’  collocato  presso  il Promotore pubblico che, sotto il controllo delle Parti, fa si’ che il Servizio disponga costantemente  dei  mezzi  materiali  e  finanziari sufficienti a permetterne il corretto funzionamento. A tal  fine,  il Presidente del Servizio permanente di  controllo  propone  un  budget annuale al Consiglio di  amministrazione;  tale  budget  puo’  essere respinto solo con una maggioranza qualificata fissata  dallo  statuto del Promotore pubblico che preveda l’accordo di piu’ della meta’  dei membri del CdA nominati da ciascuna Parte.  Nel rispetto del suo budget, il Servizio  permanente  di  controllo puo’ fare appello agli esperti di sua scelta per la realizzazione  di studi specifici  e,  piu’  in  generale,  per  assisterlo  nella  sua missione e nell’elaborazione delle relazioni che deve presentare.  Il Presidente del Servizio permanente di controllo e’ il solo  a  potere disporre dei mezzi destinati al Servizio per permettergli di compiere la  sua  missione.  L’aggiudicazione  e  l’esecuzione  dei  contratti conclusi a tal fine  sono  assicurate  dal  Presidente  del  Servizio permanente di controllo a nome del Promotore pubblico, ai sensi della direttiva 2004/17/CE. I contratti sono  firmati  dal  Presidente  del Servizio  permanente  di  controllo  nel  rispetto  delle  soglie  di competenza del Consiglio di amministrazione, che puo’  rifiutarsi  di autorizzare la  firma  di  un  contratto  solo  con  una  maggioranza qualificata fissata dallo statuto del Promotore pubblico che  preveda l’accordo di piu’ della meta’ dei membri del CdA nominati da ciascuna Parte.  I contratti firmati sono trasmessi immediatamente alla  Commissione dei contratti.  Il Presidente del Servizio  permanente  di  controllo  rende  conto periodicamente  dell’uso  dei  mezzi  del  Servizio  alle  Parti,  al Consiglio di amministrazione e al Direttore  Generale,  nonche’  alle altre autorita’ di controllo del Promotore pubblico.  8.4             Le modalita’ pratiche di funzionamento del Servizio  permanente di controllo  sono  previste,  conformemente  alle  disposizioni  del presente articolo,  dallo  statuto  e  dal  regolamento  interno  del Promotore pubblico.    Articolo 9  Commissione intergovernativa, Comitati di sicurezza (tecnica e ASAT), Organismi di controllo e regolamentazione  9.1                Commissione intergovernativa    9.1.1   La  Commissione  intergovernativa   e’   composta   da   due delegazioni nominate rispettivamente da ciascuna  delle  Parti.  Ogni delegazione e’ composta da un massimo di sette rappresentanti.  La delegazione francese e’ composta da rappresentanti dei  Ministri incaricati degli Affari Esteri, dell’Ambiente, delle Infrastrutture e dei  Trasporti,  dell’Economia  e  delle  Finanze,  del  Bilancio   e dell’Interno.      La delegazione italiana e’ composta da rappresentanti dei  Ministri incaricati degli Affari Esteri, dell’Ambiente, delle Infrastrutture e dei Trasporti, dell’Economia e delle Finanze e dell’Interno.      E’ membro  della  Commissione  intergovernativa  un  rappresentante della Commissione europea, che partecipa alle riunioni senza  diritto di voto.      I Capi di ognuna delle delegazioni presiedono  alternativamente  la Commissione per la durata di un anno.    9.1.2     Per la fase  di  studi,  ricognizioni  e  lavori  preliminari menzionati all’articolo 5 dell’Accordo del 29 gennaio 2001 e fino  al suo completamento, le competenze della  Commissione  intergovernativa relative a tale fase,’ descritte  all’articolo  9  di  questo  stesso Accordo, restano in vigore.    9.1.3           Per   la   realizzazione   dei   lavori    della    sezione transfrontaliera vengono attribuite alla Commissione intergovernativa le seguenti competenze :  a)     esprimere pareri e raccomandazioni nei riguardi delle Parti,  in particolare sullo svolgimento e  sull’avanzamento  dell’operazione  e sulla gestione della sezione transfrontaliera e della  linea  storica del Frejus; la Commissione intergovernativa viene,  a  tal  riguardo, regolarmente informata dal Promotore pubblico per poter effettuare il monitoraggio della sua attivita’;  b)   seguire per conto delle  Parti  tutte  le  questioni  specifiche riguardanti la  sezione  transfrontaliera  e  la  linea  storica  del Frejus, in particolare ai fini  di  un  miglior  coordinamento  degli operatori;  c) elaborare  la  bozza   di   Protocollo   addizionale   previsto dall’articolo 4 dell’Accordo del 29 gennaio 2001;  d)     informare gli enti territoriali francesi e italiani  interessati dell’avanzamento degli studi e lavori, considerando  che  le  Regioni Piemonte e Rodano-Alpi sono associate  ai  lavori  della  Commissione intergovernativa;  e)         occuparsi, nell’ambito delle competenze del  Promotore  pubblico risultanti dal presente Accordo,  dell’adeguato  coordinamento  delle procedure nazionali  di  concertazione  e  di  consultazione  che  le autorita’ responsabili sono incaricate di condurre, conformemente  al rispettivo ordinamento giuridico di ciascuna delle  Parti  e  fornire tutte le informazioni necessarie per il loro svolgimento;  f)         coordinare e convalidare le norme particolari  applicabili  alla sezione  transfrontaliera  e  alla  linea  storica  del  Frejus,   in particolare nel campo dell’esercizio ferroviario, della  sicurezza  e della sicurezza antiterrorismo-antisabotaggio da applicare in fase di progettazione, di realizzazione e di esercizio;    g)    verificare il buon  coordinamento  dei  lavori  delle  Autorita’ nazionali  di  sicurezza  ferroviaria,  in  particolare  per   quanto riguarda la consegna da parte delle  Autorita’  delle  autorizzazioni per la sicurezza, dei  certificati  di  sicurezza  parte  B  e  delle autorizzazioni per l’utilizzo della nuova opera e della linea storica del Frejus;    h)     convalidare,  prima  della  loro  messa  in  opera,   i   piani d’intervento e di soccorso, il piano  di  soccorso  binazionale  e  i programmi di esercitazioni di sicurezza o di soccorso proposti  sulla sezione transfrontaliera o sulla linea storica del Frejus;  i)                favorire il coordinamento tra i servizi di polizia e  di  dogana dei due Stati.  9.1.4               Per eseguire  i  compiti  ad  essa  attribuiti  dal  presente Accordo, la Commissione intergovernativa:  a) stabilisce il proprio regolamento interno e lo approva;  b) dispone di due Segretariati nazionali;  c) crea un Comitato di sicurezza che l’assista nelle decisioni  che propone alle Parti relativamente alla sicurezza  tecnica  dell’opera, in fase di progettazione, realizzazione e gestione;  d) crea  un  comitato  di  sicurezza  antisabotaggio/antiterrorismo (ASAT) che l’assiste nelle decisioni  che  essa  propone  alle  Parti relative alle questioni legate alla sicurezza ASAT;  e) si avvale della collaborazione delle Amministrazioni di ciascuna Parte;  f) consulta gli  esercenti  della  rete  ferroviaria  nazionale  di ognuno dei due Stati sui risultati degli studi, sulle conclusioni che ne trae e sulle  sue  proposte,  nell’ambito  di  un  Comitato  degli esercenti ferroviari nazionali istituito ad hoc;  g) e’ regolarmente informata delle decisioni  prese  dal  Promotore pubblico.  9.1.5     Ciascuna  delle  Parti  si  fa   carico   delle   spese   di funzionamento della propria  delegazione  in  seno  alla  Commissione intergovernativa.  Il  controllo  delle  spese  effettuate  da   ogni delegazione e’ assicurato seguendo le regole di gestione della  Parte interessata. Questa disposizione entrera’  in  vigore  il  1  gennaio dell’armo successivo all’entrata in vigore del presente Accordo.    9.2                Comitato di Sicurezza tecnica    9.2.1      La Commissione intergovernativa istituisce nel proprio ambito un Comitato di sicurezza tecnica  composto  da  esperti  di  ciascuna delle Parti nei settori:  a)  della sicurezza delle infrastrutture  e  della  circolazione  in campo ferroviario;  b)    della sicurezza civile e dei soccorsi.    Le autorita’ nazionali di sicurezza ferroviaria dei due Stati  sono rappresentate nel Comitato di sicurezza tecnica.Il  Il suddetto Comitato e’ consultivo. Puo’  essere  consultato  dalla Commissione intergovernativa per qualsiasi questione inerente ai suoi ambiti di competenza.  9.2.2  Il Comitato ha in particolare le seguenti missioni:    a) esprimere pareri o proposte alla CIG, di  propria  iniziativa  o dietro richiesta di quest’ultima;  b) vigilare sulla conformita’ delle  norme  e  dei  dispositivi  di sicurezza del collegamento  ferroviario,  nel  rispetto  delle  norme nazionali ed europee;  c) essere l’interlocutore  del  Promotore  pubblico,  del  Servizio permanente di controllo, della Commissione dei contratti  e,  se  del caso, degli  operatori  interessati  per  l’insieme  delle  questioni relative alla sicurezza;  d) effettuare il lavoro istruttorio relativamente  all’insieme  dei documenti  relativi  alla  sicurezza  per   la   CIG,   e   acquisire l’esperienza dai casi di guasti e di incidenti;      e) trasmettere le istruzioni della CIG, accertarsi della loro messa in  opera,  ottenere  qualsiasi  informazione  o   documento   utile, realizzare  su  richiesta  della  CIG  i  controlli  e  le  verifiche corrispondenti, predisporre l’ispezione dei lavori;f)      f) proporre  la  politica  e  il  tema  delle  esercitazioni  e  di sottoporre  alla  CIG  le  conclusioni  derivanti  delle   esperienze acquisite.      Per portare a buon fine le sue missioni, il Comitato  di  sicurezza tecnica puo’ ricorrere alla collaborazione delle  Amministrazioni  di ciascuna Parte, senza oneri aggiuntivi.    9.3        Comitato di sicurezza ASAT    9.3.1          La Commissione intergovernativa istituisce nel proprio ambito un Comitato di sicurezza antisabotaggio – antiterrorismo composto  di esperti di ciascuna delle Parti in quel settore.  Il suddetto Comitato e’ consultivo. Puo’  essere  consultato  dalla Commissione intergovernativa per qualsiasi questione inerente ai suoi ambiti di competenza.  9.3.2               II Comitato ha come compiti in particolare:    a) di emettere pareri o proposte alla CIG, di sua  iniziativa  o  a richiesta della CIG;  b)   di essere l’interlocutore del Promotore pubblico,  del  Servizio permanente di  controllo,  della  Commissione  dei  contratti  e,  se necessario, degli operatori interessati per le questioni afferenti la sicurezza ASAT;  c)              di istruire per la CIG tutti i documenti relativi alla sicurezza ASAT;  d)      di trasmettere le istruzione della  CIG,  di  assicurarsi  della loro attuazione, di ottenere ogni informazione o documento utile,  di realizzare  su  richiesta  della  CIG  i  controlli  e  le  ispezioni corrispondenti, di organizzare l’ispezione dei lavori.  Per i suoi compiti il Comitato di  sicurezza  ASAT  puo’  ricorrere alla  collaborazione  delle  Direzioni  competenti  in   materia   di sicurezza in seno alle Amministrazioni di ciascuna Parte senza  oneri finanziari aggiuntivi.    9.4            Organismi di controllo e di regolamentazione    9.4.1    Senza pregiudizio dell’articolo 25 del  presente  Accordo  le normative italiana e francese relative alla regolazione ferroviaria e all’accesso alla rete sono applicabili  rispettivamente  sulla  parte italiana e sulla parte francese della sezione transfrontaliera.  9.4.2   Le legislazioni nazionali possono prevedere  la  formulazione di pareri da parte degli organismi di controllo nazionale  creati  in applicazione dell’articolo 30 della direttiva 2001/14/CE. Allorquando riguardano la sezione transfrontaliera o la linea storica del Frejus, i pareri degli organismi di  controllo  nazionali  possono  riferirsi all’insieme della sezione interessata e  non  unicamente  alla  parte situata sul proprio territorio nazionale. I pareri di ogni  organismo di controllo sono elaborati in concertazione stretta con  l’organismo dell’altro Stato. Tali pareri non hanno carattere vincolante.  9.4.3  Nel  caso  in  cui  non  siano  riconducibili  ad  un  unico territorio nazionale, i  ricorsi  a  titolo  dell’articolo  30  della direttiva 2001/14/CE che riguardano la sezione transfrontaliera o  la linea storica del Frejus, vengono presentati di fronte all’organo  di controllo francese  incaricato  di  istruirli.  Questo  organismo  di controllo  deve  ricevere  il  parere  conforme   dell’organismo   di controllo italiano prima di rendere le proprie decisioni.      Nel caso dovesse emergere durante l’istruttoria che i due organismi di controllo non riescono a trovare un  accordo,  essi  costituiscono immediatamente un  comitato  di  conciliazione.  Questo  comitato  e’ composto di due  membri  di  ogni  organismo  di  controllo.  Il  suo Presidente ha voto preponderante in caso di parita’. La presidenza e’ esercitata alternativamente  con  cadenza  annuale  dalla  Francia  e dall’Italia. Questo comitato deve rendere il proprio parere entro  un mese, periodo  durante  il  quale  il  termine  dell’istruttoria  del ricorso  viene  sospeso.  L’organismo  di  controllo  francese   deve prendere la sua decisione conformemente al parere di questo comitato.    9.4.4            Qualsiasi ricorso  contro  una  decisione  dell’organismo  di controllo  italiano   o   francese   e’   presentato   dinanzi   alla giurisdizione competente  dello  Stato  dell’organismo  di  controllo interessato.    9.4.5          Senza pregiudizio delle  disposizioni  9.4.3.  e  9.4.4.  del presente articolo, gli organismi di controllo francese e italiano  si concertano  al  fine  di  stabilire  una  condotta  comune  per  ogni questione riguardante la sezione transfrontaliera o la linea  storica del Frejus ed in particole preventivamente a qualsiasi decisione.    Articolo 10  Diritto applicabile  10.1     Tenuto conto dell’unita’ fisica  e  funzionale  della  sezione transfrontaliera:  a) l’aggiudicazione e l’esecuzione dei contratti relativi a lavori, servizi e forniture conclusi dal Promotore pubblico per  l’esecuzione della propria missione, fatte salve le disposizioni dell’articolo 6.5 del presente Accordo, sono disciplinate dal diritto pubblico francese e, fatte salve le disposizioni di cui al punto b) sotto  indicato,  i contenziosi  relativi  sono   di   competenza   della   giurisdizione amministrativa francese. Tuttavia l’aggiudicazione e l’esecuzione dei contratti, senza legame diretto con la  progettazione,  realizzazione ed esercizio delle opere della sezione transfrontaliera e che debbono essere eseguiti unicamente sul territorio italiano,  sono  sottoposte al diritto italiano e le sentenze afferenti sono di competenza  delle giurisdizioni italiane;      b)  i  contratti  stipulati  dal  Promotore  pubblico   riguardanti direttamente  la  costruzione,  l’installazione  degli   impianti   e l’esercizio  delle  opere  della  sezione  transfrontaliera  dovranno stabilire  che,  salvo   decisione   contraria   del   Consiglio   di amministrazione  del   Promotore   pubblico   presa   a   maggioranza qualificata fissata dallo statuto del Promotore pubblico che  preveda l’accordo di piu’ della meta’ dei membri del CdA nominati da ciascuna Parte,   le   controversie   relative   alla   loro   esecuzione    e interpretazione sono di competenza del  Tribunale  arbitrale  di  cui all’articolo 27 del presente Accordo, il  quale  applica  il  diritto pubblico francese, fatte salve le stipulazioni dell’articolo 6.5  del presente Accordo;      c) l’adempimento delle procedure di autorizzazione, segnatamente in materia di ambiente, urbanistica e assetto fondiario  necessarie  per la realizzazione della sezione transfrontaliera e’  disciplinato  dal diritto francese per  la  parte  dell’opera  situata  sul  territorio francese e dal diritto italiano per la parte dell’opera  situata  sul territorio italiano;      d) fatte salve  le  stipulazioni  dell’articolo  10.2,  il  diritto applicabile  per  i  danni  causati  a  chiunque,  a   motivo   della costruzione, l’esistenza, la manutenzione, l’esercizio, la  sicurezza e la sicurezza ASAT delle opere  della  sezione  transfrontaliera  e’ quello dello Stato francese.    10.2                Tenuto  conto  delle  caratteristiche  citate  della  sezione transfrontaliera,  senza   pregiudizio   delle   disposizioni   della Direttiva 96/71/CE, sono applicate le norme seguenti  in  materia  di condizioni di lavoro e di occupazione:    a)                Conformemente al diritto comune,  il  diritto  applicabile  alle condizioni di lavoro e di occupazione  del  personale  sulla  sezione transfrontaliera e’ il diritto territorialmente applicabile.  b)            Fanno eccezione alle disposizioni del precedente comma:    i)               I lavori di opere civili realizzati nel corso  dello  scavo  del tunnel a partire dai punti di attacco situati su ambo  i  lati  della frontiera sono ritenuti eseguiti  interamente  sul  territorio  dello Stato a partire dal  quale  sono  stati  avviati  fino  al  punto  di giunzione con i lavori realizzati a partire dall’altro Stato,  ii)            L’esecuzione degli appalti aventi per  oggetto  l’installazione delle attrezzature dell’opera prima della sua messa  in  servizio  e’ disciplinata dal diritto francese.  c)       Per l’applicazione delle eccezioni previste ai punti  i)  e  ii) del comma precedente, i funzionari  del  corpo  degli  ispettori  del lavoro territorialmente competenti dei due Stati possono  effettuare, ove necessario, delle missioni ispettive e investigative sull’insieme della sezione transfrontaliera per constatare il rispetto del diritto applicabile. Le missioni sono congiunte quando i servizi di uno Stato intervengono sul territorio  dell’altro  Stato.  Ciascun  ispettorato applica le proprie norme di procedura.    Le  infrazioni  constatate  conformemente  alle  disposizioni   del precedente  comma  sono  perseguite  e  giudicate   dalle   autorita’ competenti dello Stato il cui  diritto  del  lavoro  e’  applicabile, conformemente alla legislazione di quest’ultimo.    d)          Il Promotore pubblico e’ tenuto a  prevedere  tra  gli  elementi costitutivi dell’appalto come minimo le norme specifiche  in  materia di salute  e  sicurezza  sul  lavoro,  quali  risultano  dagli  studi effettuati in previsione del cantiere di  costruzione  della  sezione transfrontaliera  da  parte  dei  servizi  di  ispezione  del  lavoro italiani e francesi, accompagnate da penalita’ finanziarie in caso di mancato rispetto da parte delle imprese fornitrici.  I servizi italiani e francesi dell’ispettorato del lavoro informano il Promotore pubblico di qualsiasi constatazione di inadempimento  di tali norme comuni, affinche’ possa adottare  ogni  misura  necessaria per fare cessare tali inadempimenti e, se  del  caso,  sanzionare  le imprese responsabili.  Le autorita’ italiane e francesi  competenti  conducono  azioni  di cooperazione per vigilare  sul  rispetto  dei  principi  sanciti  nei precedenti commi.  10.3 Il Promotore pubblico e’ soggetto  alla  legislazione  e  alle disposizioni fiscali applicabili in Francia.    Articolo 11  Proprieta’ delle opere  Le  opere  costitutive  della  sezione  transfrontaliera  diventano proprieta’  del  Promotore  pubblico  fatte  salve  le   stipulazioni particolari e temporanee dei contratti conclusi da  quest’ultimo  per la realizzazione e l’esercizio delle suddette opere.      All’estinzione del Promotore pubblico, le opere di  sua  proprieta’ diventano di proprieta’ dello Stato sul cui territorio sono  situate. Un  accordo  tra  le  Parti  disciplina  le  conseguenze  di   questa scomparsa.      Articolo 12  Ricapitalizzazione  Nonostante le disposizioni  del  diritto  francese  applicabili  al Promotore pubblico, nell’ipotesi in cui il Promotore  pubblico  fosse dotato di un capitale  sociale,  tale  capitale  sociale  non  potra’ essere  modificato  senza  l’accordo  delle  Parti  o  del  Promotore pubblico.    Articolo 13  Futuro di LTF  Il Promotore pubblico potra’ ricevere entro i 12 mesi  a  decorrere dalla  sua  costituzione,  secondo  tutte  le  modalita’   giuridiche appropriate, se del caso a titolo gratuito, la totalita’ o una  parte dei diritti e obblighi di LTF SAS. A partire da questo trasferimento, si  sostituisce  a  LTF  SAS  nell’esercizio   delle   missioni   che corrispondono a questi diritti ed obblighi. Tale  trasferimento,  che porti o meno all’estinzione della persona giuridica di LTF  SAS,  non da’ luogo alla riscossione di nessuna imposta,  diritto  o  tassa  di qualunque natura. Inoltre, in qualsiasi materia fiscale, il Promotore pubblico, se gli viene  trasferita  la  totalita’  o  una  parte  del patrimonio di LTF SAS, e’  considerato  come  il  continuatore  della personalita’  di  LTF  SAS,  i  cui  diritti   e   vantaggi   fiscali anteriormente  acquisiti  non  potranno,  per  effetto  del  suddetto trasferimento, essere rimessi in discussione.      Titolo III
    Conduzione di studi, ricognizioni e lavori preliminari Articolo 14  Oggetto e durata  Il presente  titolo  ha  lo  scopo  di  definire  le  modalita’  di finanziamento tra le Parti delle  prestazioni  relative  agli  studi, alle  ricognizioni  e  ai  lavori  preliminari  realizzati   per   la conduzione del progetto, quali definiti al punto b)  dell’articolo  5 dell’Accordo  del  29  gennaio  2001  fino  alla  promulgazione   del Protocollo addizionale, previsto all’articolo 4 dell’Accordo  del  29 gennaio 2001.      Articolo 15  Finanziamento    In  accordo  con  le  disposizioni   del   comma   a)   dell’art.10 dell’Accordo del 29 gennaio 2001,  ovvero  che  “gli  studi  generali della sezione internazionale del progetto  Torino-Lione,  nonche’  il progetto ed i lavori della parte italo-francese di tale  collegamento inscritti nel programma della prima fase, sono  finanziati  in  parti uguali dai due Paesi”.      Tuttavia in via del tutto eccezionale i  sovracosti  derivanti  dal cambiamento del tracciato in Italia rispetto all’originario  progetto “Sinistra Dora” saranno sostenuti totalmente  dalla  Parte  italiana, che beneficera’ della globalita’ del relativo finanziamento  europeo, segnatamente per coprire:      a) i costi per la revisione del progetto preliminare  e  definitivo dell’opera;      b) i costi per la realizzazione  del  cunicolo  geognostico  de  La Maddalena, valutati sulla base del progetto definitivo approvato  dal CIPE il 18 novembre 2010;      c) i costi per la realizzazione dei sondaggi  in  Italia,  valutati sulla  base  del  Piano  dei  sondaggi  approvato  dalla  Commissione intergovernativa.      Per la quantificazione dei suddetti sovracosti a  carico  esclusivo dell’Italia, le Parti convengono di riferirsi al bilancio predisposto da LTF  SAS  ed  approvato  dalla  Commissione  intergovernativa  nel dicembre 2010.      Titolo IV
    Modalita’ di realizzazione del progetto oltre gli studi, le indagini
    ed i lavori preliminari Articolo 16  Principi  Il presente titolo  ha  lo  scopo  di  precisare  le  modalita’  di finanziamento tra le Parti delle prestazioni  realizzate  durante  la realizzazione   delle   opere   definitive   della    parte    comune italo-francese.      La  disponibilita’   del   finanziamento   sara’   una   condizione preliminare per l’avvio dei  lavori  delle  varie  fasi  della  parte comune italo-francese  della  sezione  internazionale.  Le  Parti  si rivolgeranno all’Unione europea per ottenere una sovvenzione pari  al tasso massimo possibile per questo tipo di opera.      Inoltre, le Parti auspicano che i principi  di  tariffazione  della linea ferroviaria tra Torino e Lione tengano conto, per ogni sezione, dell’utilita’ che le imprese ferroviarie potranno  trarre  dalla  sua realizzazione permettendo in tal modo  sia  di  aumentare  l’utilita’ dell’opera  per  i  due  Stati  sia  di  aumentare  la  capacita’  di autofinanziamento delle diverse opere.      Per la prima  fase,  riguardante  la  realizzazione  della  sezione transfrontaliera, le modalita’  di  finanziamento  vengono  precisate all’articolo 18 del presente Accordo.      Per  le  fasi  successive,  ogni  Parte   finanzia,   con   l’aiuto dell’Unione  europea,   le   infrastrutture   situate   sul   proprio territorio.                                   Articolo 17    Principi per il montaggio giuridico, economico e finanziario  Il montaggio giuridico, economico e  finanziario  del  progetto  si ispira ai principi enunciati dall’allegato 2 del presente Accordo che e’ parte integrante di quest’ultimo.    Articolo 18  Finanziamento del Promotore  pubblico  e  della  realizzazione  della sezione transfrontaliera  Sottratto il contributo dell’Unione europea e la  parte  finanziata dai pedaggi versati dalle imprese ferroviarie, per i costi  di  prima fase, la chiave di ripartizione scelta e’  del  57,9%  per  la  Parte italiana e del 42,1% per la Parte  francese,  nei  limiti  del  costo stimato nel progetto definitivo, certificato  da  un  terzo  esterno. Oltre questo importo certificato, i costi saranno ripartiti al  50  e 50 tra la Parte italiana e la Parte francese.  Fanno eccezione le acquisizioni fondiarie, le interferenze di  reti e le misure di accompagnamento, che sono a carico di  ciascuna  delle Parti in funzione del territorio sul quale si trovano.  Nel limite della stima dei lavori di miglioramento della  capacita’ sulla linea storica tra Avigliana e Bussoleno realizzata da  LTF  nel suo studio di fasaggio della parte comune italo-francese, cioe’ 81  M €, il finanziamento  di  tali  lavori  sara’  assicurato  nell’ambito complessivo  del  finanziamento  della  prima  fase.  Gli   eventuali sovracosti saranno totalmente a carico della Parte italiana.      Articolo 19  Disposizioni demaniali e fondiarie  Ciascuno delle  Parti  si  impegna  ad  acquisire  per  metterli  a disposizione del Promotore pubblico i terreni necessari, sul  proprio territorio, per la costruzione delle opere costitutive della  sezione transfrontaliera.    Titolo V
    Messa in servizio ed esercizio della sezione transfrontaliera Articolo 20  Oggetto  Il presente titolo ha lo scopo di indicare i principi relativi alla gestione  della  sezione  transfrontaliera  e  al  coordinamento  dei soggetti interessati a seguito della sua messa in servizio.    Articolo 21  Sicurezza, organizzazione dei soccorsi e circostanze eccezionali  21.1     Autorita’ competenti per la sicurezza ferroviaria    Le Autorita’ nazionali di sicurezza ferroviaria sono competenti sul loro territorio nazionale.  Sotto il  controllo  della  Commissione  intergovernativa  previsto all’articolo  9.1.3,  g),  del  presente  Accordo,  esse   coordinano l’esercizio   delle   loro    missioni    relative    alla    sezione transfrontaliera  e  alla   linea   storica   del   Frejus.   Tengono costantemente informata la Commissione  intergovernativa  delle  loro decisioni relative a queste opere e le trasmettono ogni  informazione che le riguarda.    Le  richieste  di  autorizzazione  di  sicurezza  per  la   sezione transfrontaliera o per la linea storica del Frejus sono rivolte  alle due Autorita’ nazionali di sicurezza ferroviaria, che  si  coordinano ed esprimono una decisione congiunta.      Le richieste di certificato di sicurezza parte  B  ai  sensi  della lettera b) del punto 2 dell’articolo 10 della direttiva 2004/49/CE  e dell’autorizzazione  per  il  materiale  rotabile  per   la   sezione transfrontaliera o per la linea storica del Frejus sono rivolte  alle due Autorita’ nazionali di sicurezza ferroviaria, che  si  coordinano ed esprimono una decisione congiunta.      Le autorita’ nazionali di  sicurezza  ferroviaria  si  sforzano  di avvicinare i loro punti di vista quando devono rendere una  decisione congiunta. Tale. decisione  e’  motivata.  Ciascuna  delle  autorita’ nazionali di sicurezza ferroviaria precisa particolarmente le ragioni per le quali, in considerazione delle caratteristiche della rete  sul suo territorio, le domande presentate vengono accettate o respinte.    21.2          Piani  di  intervento  e  di  sicurezza  dei  gestori   delle infrastrutture  I gestori delle infrastrutture definiscono, ciascuno di loro per la sezione che li riguarda, le procedure relative alla prevenzione e  ai piani di intervento e di sicurezza in caso di guasto o di  incidente, che devono essere conformi al piano di soccorso  binazionale  di  cui all’articolo 21.3 del presente Accordo e  devono  essere  convalidati dalla Commissione intergovernativa, previo  parere  del  Comitato  di sicurezza  Le procedure di prevenzione e i piani di intervento e di  sicurezza sono trasmessi alle  Autorita’  nazionali  di  sicurezza  ferroviaria competenti.  21.3     Organizzazione dei soccorsi esterni    I Prefetti italiano  e  francese  competenti  dal  punto  di  vista territoriale stabiliscono  un  piano  di  soccorso  binazionale,  che definisce    l’organizzazione    dei    soccorsi    sulla     sezione transfrontaliera.  Il  piano  e  le  sue  modifiche  successive  sono convalidate dalla Commissione  intergovernativa,  previo  parere  del Comitato di sicurezza.      I soccorsi in caso di  incidente  o  di  catastrofe  sulla  sezione transfrontaliera sono organizzati dalle  Autorita’  incaricate  della sicurezza  civile,  prendendo  in   considerazione   prioritariamente l’evacuazione   delle    persone,    l’accessibilita’.    al    luogo dell’incidente  e  la  rapidita’  dell’intervento  dei   servizi   di soccorso, qualunque sia lo Stato sul cui territorio si e’  verificato l’incidente. A tal fine, le Parti decidono di autorizzare le  squadre di  soccorso  dell’altro  Stato  ad  attraversare  la  frontiera,  se richiesto dall’emergenza, al di fuori dei  punti  di  attraversamento autorizzati.      Il comando  e  la  direzione  delle  operazioni  di  soccorso  sono garantiti   dalle   Autorita’   nazionali   competenti,   a   seconda dell’ubicazione del sinistro. In caso di  incertezza  circa  il  lato della frontiera interessato, i servizi di soccorso di ogni  Stato  si impegnano in un primo tempo  come  se  l’evento  fosse  accaduto  sul proprio territorio rispettivo, per assicurare un tempestivo  soccorso ottimale. Dal momento in cui la localizzazione esatta dell’evento  e’ nota, il comando spetta  alle  autorita’  nazionali  territorialmente competenti. Se l’evento si situa esattamente al punto  di  frontiera, il comando e’ assicurato conformemente alle indicazioni del piano  di soccorso binazionale in vigore al momento dell’evento.    21.4     In tutti i casi di circostanze  eccezionali  quali  catastrofi naturali o civili, atti di terrorismo, conflitti armati o minacce  di tali situazioni, assembramenti pericolosi agli accessi  diretti  alle opere,   ogni   Parte,   dopo   consultazione    dell’altra,    salvo impossibilita’,  puo’  intraprendere  delle  misure  in  deroga  alle obbligazioni imputategli dal presente Accordo, ed in particolare puo’ decidere per il  tempo  strettamente  necessario  la  chiusura  o  la limitazione del traffico in tutta o una parte dell’opera.      L’introduzione di tali misure non comporta alcun diritto  a  favore del Promotore pubblico o dell’altra Parte.      Articolo 22  Cooperazione tra gli Stati, polizia e controlli di frontiera  22.1                Le modalita’ di cooperazione tra i servizi competenti dei  due Stati  in  caso  in  cui  tale  cooperazione   sia   necessaria   per l’esecuzione del presente Accordo  saranno  oggetto  di  uno  o  piu’ protocolli addizionali.    22.2          Tale o tali protocolli determineranno in particolare:    a)            le norme e le modalita’ di controllo  relativi  al  diritto  del lavoro, all’impiego di personale, cosi’  come  alla  salute  ed  alla sicurezza dei lavoratori sulla sezione transfrontaliera;  b)         le modalita’ di controllo di sicurezza, di polizia e di dogana;  c)        le modalita’ di constatazione delle infrazioni,  d’interpello  e di arresto sul territorio di  ogni  Stato  situato  da  una  parte  e dall’altra della sezione transfrontaliera eseguiti dagli  agenti  dei due Stati, anche a bordo dei treni.  I controlli sono organizzati in maniera da conciliare,  per  quanto possibile, la fluidita’ e la celerita’ del traffico  con  l’efficacia di tali controlli.  Ogni Parte e’ responsabile del pagamento o  della  riscossione  dei costi relativi ai controlli di competenza.    Titolo VI
    Misure di accompagnamento del progetto Articolo 23  Principi relativi alle misure di trasferimento modale adottati  23.1                Le Parti conducono congiuntamente una politica tesa a favorire il trasferimento modale del  trasporto  dalla  strada  alla  ferrovia nelle Alpi, al fine  di  preservare  l’ambiente  di  questa  regione, conformemente agli obiettivi della Convenzione alpina.  23.2           Conformemente all’allegato 3 del presente Accordo che e’ parte integrante di quest’ultimo, la  suddetta  politica  di  trasferimento modale riguardera’  da  un  lato  il  migliore  utilizzo  della  rete ferroviaria esistente, in particolare della linea storica del Frejus, ‘e dall’altro lato la regolazione della circolazione delle  merci  su strada, utilizzando gli strumenti tariffari o normativi  appropriati, nel  rispetto  della  legislazione  europea,  subordinatamente   alla disponibilita’ di adeguata capacita’ ferroviaria.      23.3 Le Parti ricercheranno insieme agli altri Stati alpini e  alla Commissione europea un  accordo  su  dei  principi  e  un  calendario progressivo per  la  messa  in  opera  di  meccanismi  coordinati  di regolazione  e  di  riduzione  dei  flussi  stradali  transalpini  in concomitanza con la messa in servizio  dei  progetti  ferroviari  che porteranno a un rilevante aumento della capacita’ di tale modalita’.      Articolo 24  Modifica della Convenzione del 29 gennaio 1951  Nel termine  di  due  anni  dopo  la  sottoscrizione  del  presente Accordo, le Parti si impegnano ad apportare le modifiche  utili  alla Convenzione del 29 gennaio 1951 relativa alle stazioni internazionali di Modane e di Ventimiglia e alle sezioni  ferroviarie  comprese  tra tali stazioni e le frontiere dell’Italia e della Francia, al fine  in particolare di stabilire le  misure  d’accompagnamento  necessarie  a garantire lo sviluppo del traffico merci sul corridoio Torino-Lione e soprattutto a trasferire al Promotore pubblico il  ruolo  di  gestore d’infrastruttura della linea storica del Frejus.    Questa  modifica  portera’  alla  creazione  di  un   Comitato   di sicurezza, anche per il tunnel storico.      Articolo 25  Tariffazione  Il Promotore pubblico  fissa  i  canoni  d’utilizzo  della  sezione transfrontaliera della nuova linea  e  della  linea  storica  tra  le interconnessioni con la nuova linea, in conformita’ con i principi di tariffazione della direttiva 2001/14/CE ed in particolare  l’articolo 8.2.    Titolo VII
    Disposizioni finali Articolo 26  Emendamenti  Il presente Accordo puo’ essere  emendato  mediante  accordo  tra  le Parti, in particolare  ai  fini  di  prevedere  la  realizzazione  di prestazioni supplementari minori, che si rivelino complementari e  di cui le Parti constatino l’utilita’ e ne auspichino la  realizzazione. Le condizioni di  entrata  in  vigore  di  tali  emendamenti  saranno stabilite da ogni accordo.  Articolo 27  Risoluzione delle controversie, tribunale arbitrale 27.1 Un tribunale arbitrale e’ costituito per risolvere:  a) le controversie tra le Parti, o tra il Promotore pubblico e  una delle Parti, derivanti dall’interpretazione e  dall’applicazione  del presente Accordo, che non siano state risolte per via negoziale entro tre mesi dall’insorgere della controversia;  b) le controversie tra il  Promotore  pubblico  e  i  titolari  dei contratti relativi alla costruzione e all’esercizio delle opere della sezione transfrontaliera, conformemente al paragrafo b) dell’articolo 10.1 del presente Accordo.  27.2               Il Tribunale arbitrale sara’ composto per  ogni  vertenza  nel modo seguente: 27.2.1 Per le controversie  tra  le  Parti  o  tra  il Promotore pubblico e una delle Parti:  a) Ciascuna delle parti della controversia nomina un arbitro  entro due mesi dalla richiesta di arbitrato;  b) I due arbitri, entro due mesi dalla nomina del secondo  arbitro, designano di comune accordo un terzo arbitro, cittadino di uno  Stato terzo, per presiedere il tribunale arbitrale;  c) Qualora una delle due nomine non sia effettuata entro i  termini qui indicati, una parte puo’, in assenza di qualsiasi altro  accordo, chiedere al Presidente della Corte di giustizia  dell’Unione  europea di procedere alla nomina necessaria;  d) Qualora il  Presidente  della  Corte  di  giustizia  dell’Unione europea sia cittadino di uno dei due  Stati,  o,  se,  per  qualsiasi altra ragione, sia  impossibilitato,  le  nomine  sono  richieste  ai Presidenti di Camera della suddetta Corte, in ordine di anzianita’;  e) Se questi ultimi sono cittadini di uno  dei  due  Stati  o  sono ugualmente impossibilitati, le nomine  sono  effettuate  dal  giudice piu’ anziano della Corte che non e’  cittadino  di  nessuno  dei  due Stati e che non ha nessun altro impedimento.  27.2.2    Per le controversie tra  il  Promotore  pubblico  e  i  suoi cocontraenti:  a)            Ogni cocontraente parte della  controversia  ha  il  diritto  di nominare un arbitro entro due mesi dalla  domanda  di  arbitrato.  Il Promotore pubblico nomina tanti arbitri quanti sono  quelli  nominati dal o dai cocontraenti parti della controversia;  b)     Gli arbitri cosi nominati designano  un  arbitro  supplementare, che presiede il tribunale arbitrale. In assenza  di  accordo  tra  di loro entro due mesi dalla nomina dell’ultimo arbitro,  il  Presidente e’ nominato dal  Presidente  della  Corte  di  giustizia  dell’Unione europea.  27.3         Per i punti non coperti dal presente  articolo,  il  tribunale arbitrale adotta la propria procedura.  27.4              11 Tribunale arbitrale decide  a  maggioranza  dei  voti.  Gli arbitri non possono astenersi. Il Presidente del Tribunale  arbitrale ha voto preponderante in caso  di  parita’  dei  voti.  Il  Tribunale arbitrale  puo’,  dietro  richiesta  di   una   delle   Parti   della controversia, interpretare le proprie  decisioni.  Le  decisioni  del Tribunale arbitrale sono definitive e vincolanti per le  Parti  della controversia.    27.5           Le parti della controversia e gli arbitri utilizzano la lingua italiana o la lingua francese durante  l’arbitraggio.  Ogni  sentenza resa dal tribunale arbitrale e’ redatta in italiano ed in francese.    27.6           Ogni Parte della controversia sostiene le  spese  dell’arbitro da essa nominato o nominato a suo nome e divide con l’altra parte  le spese del Presidente; le altre spese di arbitrato sono sostenute  nel modo che verra’ determinato dal Tribunale arbitrale.    Articolo 28  Ratifica, entrata in vigore  Ciascuna delle Parti  notifica  all’altra  parte  il  completamento delle procedure costituzionali previste per quanto  la  concerne  per l’entrata in vigore del presente Accordo, che ha validita’  il  primo giorno del primo mese successivo  al  giorno  della  ricezione  della seconda notifica.  Le disposizioni del presente Accordo abrogano quelle degli  Accordi del 15 gennaio 1996 e del 29 gennaio 2001 nella misura in cui sono ad esse contrarie.  In fede che, i rappresentanti delle Parti, debitamente  autorizzati a tale scopo, hanno firmato il presente Accordo e vi hanno apposto il loro sigillo.  Fatto a Roma, il 30 gennaio 2012 in due copie in lingua italiana  e francese, i due testi facenti ugualmente fede.         Per il Governo                       Per il Governo      della Repubblica italiana            della Repubblica francese         (firma illeggibile)                  (firma illeggibile)      ALLEGATO 1  Parte di provvedimento in formato grafico   ALLEGATO 2  Principi del montaggio giuridico, economico e finanziario  Il montaggio giuridico e finanziario del  progetto  deve  mirare  a fornire  un  servizio  ferroviario  di  grande   qualita’   sull’asse Torino-Lione, al minor costo per la collettivita’.      L’elevato costo di realizzazione del progetto rende  essenziale  la ricerca di ogni forma di ottimizzazione dei  costi,  tesa  a  ridurre l’impatto finanziario di lungo periodo sui bilanci statali italiano e francese e sui  bilanci  degli  enti  pubblici  locali  eventualmente partecipanti al finanziamento.    A.          Ottimizzazione dei costi      A tale scopo, si ricerchera’ un trasferimento ottimale  dei  rischi tra il settore pubblico e  quello  privato,  per  quanto  concerne  i rischi legati alla progettazione, alla costruzione, al finanziamento, all’esercizio, alla manutenzione e al rinnovo dell’opera e delle  sue installazioni. E’ quindi fondamentale prendere in  considerazione  il ciclo  di  vita  dell’insieme  del  progetto,  fin  dalla   fase   di progettazione.      D’altro canto, si ricercheranno le condizioni di concorrenza quanto piu’ possibile efficace, per ottenere i migliori  livelli  di  prezzo offerti dagli imprenditori privati, in  funzione  delle  esigenze  in materia di prestazioni, affidabilita’ e qualita’ attese.  E  pertanto fondamentale  favorire  l’espressione  del   mercato   mediante   una procedura di  aggiudicazione  che  consenta  il  massimo  livello  di concorrenza tra i candidati, sia  per  quanto  riguarda  gli  aspetti tecnici, che finanziari.    B.           Riduzione dell’impatto sul bilancio    Al  fine  di  limitare  l’incidenza  sulle  finanze  pubbliche,  il montaggio finanziario del progetto dovra’ ricercare il  miglior  modo di mobilitare i capitali privati. E’ pertanto fondamentale  stimolare i conferimenti finanziari del settore privato e  degli  organismi  di credito specializzati, vigilando nel contempo a ottenere le  somme  e la ripartizione temporale ottimali rispetto  ai  costi  specifici  di questo tipo di finanziamento.    D’altra  parte,  si  ricercheranno  il  livello  e   la   struttura tariffaria adeguati, atti a consentire di mobilitare  nel  modo  piu’ efficace  i  ricavi  provenienti  dal  tragico  senza  gravare  sugli obiettivi di competitivita’ della nuova  infrastruttura.  E  pertanto fondamentale fissare una tariffazione attraente, che contribuisca  in modo significativo  a  coprire  i  costi  del  progetto  in  fase  di esercizio, favorendo lo sviluppo dei traffici ferroviari.      Occorrera’  infine  prestare  attenzione  alle  incidenze  che   le modalita’ contrattuali adottate (ripartizione dei rischi,  proprieta’ degli asset,  dispositivi  di  garanzia,  ecc)  possono  avere  sulla contabilita’  pubblica  nazionale  dei   due   Stati.   E’   pertanto fondamentale  valutare  tempestivamente  l’impatto  delle   modalita’ contrattuali del progetto sulle traiettorie delle  finanze  pubbliche italiane e francesi, per ridurne gli effetti sia sul breve.  che  sul lungo  periodo,  in  particolare  per  quanto  concerne  il   deficit pubblico, il debito pubblico, la fiscalita’ e il rispetto  del  Patto di stabilita’ e di crescita dell’Unione europea.                                                                 ALLEGATO 3      Promozione del trasferimento modale per i passaggi italo-francesi    Principi  Le Parti confermano il loro impegno a condurre  congiuntamente  una politica tesa a favorire il trasferimento modale del trasporto  dalla strada alla ferrovia nelle Alpi, al fine di preservare l’ambiente  di questa regione, conformemente agli obiettivi della Convenzione  delle Alpi.  Esse adotteranno inoltre una  posizione  concertata  e  comune  nei confronti dei loro partner dell’Arco alpino, al  fine  di  rafforzare l’attrattivita’ dell’attraversamento delle Alpi seguendo l’itinerario ferroviario Torino-Lione. L’aumento dei pedaggi stradali e  la  messa in atto di misure normative potranno contribuire  in  particolare  al rafforzamento di tale attrattivita’.  A.         Proposte per il breve e medio termine    In una prima fase, le  Parti’  vigileranno  sul  migliore  utilizzo della rete ferroviaria  esistente  e  segnatamente  della  linea  del Frejus, la cui sagoma e’ stata  recentemente  allargata,  permettendo cosi’ di offrire una  capacita’  supplementare  per  il  servizio  di autostrada ferroviaria alpina.  Al termine della procedura di consultazione in  corso,  l’obiettivo e’ quello di disporre di un nuovo servizio, operativo nel 2012, e  di accrescere progressivamente il numero delle navette andata-ritorno  a partire dai terminal esistenti e, nel 2014, di disporre di  un  nuovo terminal nella regione lionese.  Il trasferimento  modale  dalla  strada  alla  ferrovia  dovra’  in particolare riguardare la circolazione delle merci pericolose.  A.1.            Evoluzione delle tariffe nelle  gallerie  stradali  del  Monte Bianco  e  del  Frejus,  legata  al  finanziamento  del  cunicolo  di sicurezza della galleria del Frejus  Nell’ambito del finanziamento dei lavori del cunicolo di  sicurezza del tunnel del Frejus, la dichiarazione  congiunta  del  24  febbraio 2009 dei Ministri  francese  ed  italiano  incaricati  dei  trasporti prevede l’aumento del 3,5% dei pedaggi  per  5  anni  consecutivi,  a partire  dal  1°  gennaio  2010  in  piu’  della  media   dei   tassi d’inflazione dei due Stati. Gli introiti  eccedenti  potranno  essere devoluti ai progetti che favoriscono l’intermodalita’,  nel  rispetto degli obblighi comunitari e costituzionali di ciascuna Parte.    A.2.    Disciplina della circolazione delle merci su strada      Le Parti convengono di promuovere un programma di  misure  concrete di regolazione, tenendo conto in  particolare  delle  caratteristiche tecniche  delle  gallerie,  delle  esigenze  di  sicurezza  e   delle prestazioni  ambientali  dei  veicoli  (norme  Euro),  nonche’  delle conseguenze sull’equilibrio delle concessioni delle societa’ titolari delle autostrade e dei tunnel.      Esse intendono segnatamente stabilire delle norme per  disciplinare il traffico stradale delle merci per fasi  successive  adeguate  alle capacita’ rese progressivamente disponibili  nei  modi  di  trasporto alternativi, in particolare ferroviari.      Inoltre, le merci pericolose devono transitare attraverso  le  Alpi in condizioni di sicurezza tali da  indurre  a  privilegiare  i  modi alternativi alla strada.      Sentito   il   parere   delle   societa’   concessionarie   e   dei trasportatori,   le   commissioni   intergovernative   italo-francesi competenti rispettivamente per il controllo della  galleria  stradale del Monte Bianco  e  della  galleria  stradale  del  Frejus,  saranno invitate ad orientare, nell’anno successivo alla data della firma del presente Accordo, il traffico dei mezzi pesanti verso le classi  Euro meno inquinanti, modulando i pedaggi in funzione di tali  classi  nel rispetto  del  diritto  in  vigore  nei  due  Stati,  trattandosi  in particolare di regime di concessioni stradali. I trasporti  di  merci pericolose  saranno  inoltre  oggetto   di   modulazioni   tariffarie adeguate.      Tenendo  conto  della  disponibilita’  dei  servizi  di   trasporto ferroviario alternativo, in particolare  di  autostrada  ferroviaria, potranno inoltre essere prospettate ai tunnel del Monte Bianco e  del Frejus  delle  restrizioni   e   persino,   se   le   condizioni   lo permetteranno,  delle  interdizioni  del  traffico  di  alcuni  mezzi pesanti. Queste potranno riguardare    i mezzi pesanti di classe Euro I, eventualmente Euro 2;  i trasporti di merci pericolose.    Le restrizioni di accesso potranno anche riguardare alcuni  periodi notturni o alcuni week-end particolarmente congestionati.  Saranno contemporaneamente definite delle misure atte  ad  impedire il trasferimento del traffico dei mezzi pesanti dai tunnel del  Monte Bianco e del Frejus verso il valico  di  Ventimiglia,  tenendo  conto delle  capacita’  offerte  da  modalita’  alternative  ferroviarie  e marittime.  Le  migliori  condizioni  di   regolamentazione   saranno studiate insieme agli spedizionieri, ai trasportatori e alle societa’ concessionarie.      Le modalita’ di applicazione dell’insieme di tali  misure  terranno conto   del   loro   impatto   sull’equilibrio   delle    concessioni interressate,  nonche’  del  contesto  economico  dei   trasportatori stradali in Italia e in Francia.    A.3.    Applicazione della direttiva Eurovignette    Al fine di incentivare il trasferimento modale—tenuto  conto  in particolare  dell’alternativa  offerta,  per   le   brevi   e   medie percorrenze,  dal   futuro   servizio   di   autostrada   ferroviaria italo-francese  –  le  Parti  studieranno  o  chiederanno  alle   CIG competenti di studiare, tenuto conto delle  condizioni  economiche  e dopo analisi degli effetti  delle  misure  gia’  prese,  l’attuazione progressiva delle disposizioni tariffarie – previste con la direttiva Eurovignette n. 1999/62/CEE modificata del Parlamento europeo  e  del Consiglio,  del  17  giugno  I999,  relativa   alla   tassazione   di autoveicoli  pesanti  per  l’uso  di  talune  infrastrutture  –  agli itinerari stradali che attraversano le Alpi, per i tunnel del  Monte. Bianco e del Frejus o per l’asse di Ventimiglia.      In applicazione della direttiva precitata, i ricavi  corrispondenti saranno, in tutto o in parte, destinati al finanziamento della  nuova linea ferroviaria Torino Lione.      Le modalita’ applicative di tali misure  terranno  conto  del  loro impatto sull’equilibrio finanziario  delle  concessioni  interessate, nonche’ del contesto economico dei trasportatori stradali in Italia e in Francia.    A.4.          Coordinamento sulla linea storica      Le Parti sostengono la proposta di creare un servizio unificato  di gestione delle motrici di spinta  sulle  zone  di  maggiore  pendenza lungo l’itinerario Saint-Jean-de-Maurienne/Orbassano, coordinato  con i gestori dell’infrastruttura e tenendo conto  dei  vincoli  tecnici, infrastrutturali, logistici e regolamentari, nel contesto comunitario della liberalizzazione del settore ferroviario.      Uno dei fattori chiave per  un  miglioramento  del  servizio  sulla linea, esistente e’ l’attuazione di una governane adeguata  e  di  un programma di lavoro sulla cui messa in opera vigilera’ la CIG.      Da questi lavori risulteranno degli obiettivi  di  performance  che saranno iscritti nei documenti di riferimento dei gestori  nazionali, i  quali  ricercheranno,  segnatamente  nell’ambito  della  rete   di cooperazione europea Rail Net Europe,  il  rafforzamento  della  loro cooperazione transfrontaliera in materia di offerta di capacita’ e di offerta  di  circolazione  sull’itinerario  Chambery-Torino,   e   la riduzione dell’effetto  frontiera  alla  stazione  internazionale  di Modane per tutti gli atti che ad esso contribuiscono.    A.5.    Autostrade del mare    Per accrescere le possibilita’  di  una  diminuzione  del  traffico pesante al valico di Ventimiglia,  largamente  indotto  dagli  scambi economici con la penisola iberica, le Parti convengono  di  ricercare con  la  Spagna  le  condizioni  di  uno  sviluppo  dei  collegamenti marittimi di aggiramento delle Alpi, da potenziare entro il 2015  per offrire delle alternative credibili al passaggio  dei  mezzi  pesanti attraverso Ventimiglia.  B. Proposte a lungo termine  Cooperazione tra tutti i Paesi dell’arco alpino  Le Parti decidono di  rafforzare  la  loro  azione  nel  gruppo  di monitoraggio della Dichiarazione di Zurigo del 30 novembre  200I,  ai fini di una visione  concertata  sulla  necessaria  evoluzione  delle condizioni che soddisfano gli scambi economici attraverso le Alpi, in conformita’ con gli orientamenti della Convenzione delle Alpi.  Esse ricercheranno presso  gli  altri  paesi  alpini  e  presso  la Commissione europea un accordo sui principi  e  le  scadenze  di  una progressiva attuazione di meccanismi coordinati di regolazione  e  di riduzione dei flussi stradali transalpini all’orizzonte 2025,  tenuto conto dell’aumento della capacita’ ferroviaria.  Esse stabiliscono  segnatamente  di  ricercare  insieme,  presso  i partner alpini e la Commissione europea, le condizioni per  la  messa in opera progressiva e adeguata alle capacita’ dei  modi  alternativi di trasporto, di un contingentamento dei flussi  stradali  trasalpini che  consenta,  dopo  l’entrata  in  servizio  della  nuova  linea  e nonostante l’attesa crescita degli scambi, di moderare i traffici  ai valichi stradali italo-francesi, al fine di favorire  l’utilizzo  del modo ferroviario, piu’ rispettoso dell’ambiente.  Le Parti avvieranno altresi’ una discussione con  gli  altri  Paesi alpini e la Commissione europea, al fine di evitare che i livelli  di tariffazione  ferroviaria  assunti  in  ogni   Stato   generino   una concorrenza fra  itinerari  collettivamente  nefasta  per  i  singoli grandi progetti alternativi transalpini.