Pensioni, la proposta su prelievi e rivalutazioni di Giorgia Meloni

    Le proposte di legge C.1253 (Meloni ed altri) e C.1547 (Zanetti e altri) recano norme per la riduzione dei trattamenti pensionistici di importo elevato.

    La proposta di legge C.1253 (Meloni ed altri), composta di un solo articolo, prevede il ricalcolo con il metodo contributivo dei trattamenti pensionistici superiori a dieci volte il trattamento minimo INPS (pari a 64.406 euro annui).

    Il comma 1 specifica che oggetto del ricalcolo sono i trattamenti pensionistici obbligatori, integrativi e complementari, i trattamenti erogati da forme pensionistiche che garantiscono prestazioni definite in aggiunta o ad integrazione del trattamento pensionistico obbligatorio (ivi comprese quelle di cui al decreto legislativo 20 novembre 1990, n. 357, al decreto legislativo 16 settembre 1996, n. 563, e decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252), i trattamenti che assicurano prestazioni definite per i dipendenti delle regioni a statuto speciale e degli enti di cui alla legge 20 marzo 1975, n. 70 (ivi compresi quelli derivanti dalla gestione speciale ad esaurimento di cui all’articolo 75 del decreto del Presidente della Repubblica 20 dicembre 1979, n. 761) e i trattamenti erogati dalle gestioni di previdenza obbligatorie presso l’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) per il personale addetto alle imposte di consumo, per il personale dipendente dalle aziende private del gas e per il personale già addetto alle esattorie e alle ricevitorie delle imposte dirette.

    Le norme richiamate dalla proposta di legge fanno riferimento, in sostanza, al personale della Banca d’Italia, dell’UIC, degli enti pubblici creditizi, delle regioni, del c.d. parastato, del personale addetto alle imposte di consumo, delle aziende del gas, delle esattorie e delle ricevitorie (per tale aspetto la norma ricalca la formulazione dell’articolo 18, comma 22-bis, del D.L. 98/2011, su cui v.oltre).

    Sono esclusi dal ricalcolo le prestazioni di tipo assistenziale, gli assegni straordinari di sostegno del reddito, le pensioni erogate alle vittime del terrorismo e le rendite erogate dall’INAIL.

    Il ricalcolo opera anche nel caso in cui il limite di dieci volte il trattamento minimo I.N.P.S. venga superato per effetto del cumulo di più trattamenti pensionistici di cui beneficia un medesimo soggetto.

    Il ricalcolo avviene secondo il sistema contributivo di cui alla legge n. 335/1995 (c.d. riforma Dini).

    Il comma 2 introduce una misura di salvaguardia, prevedendo che l’importo dei trattamenti pensionistici, a seguito del ricalcolo, non possa essere comunque inferiore a dieci volte il trattamento minimo dell’INPS.

    Il comma 3 prevede che i risparmi di spesa conseguiti a seguito del ricalcolo vengano destinati a misure di perequazione dell’integrazione al trattamento minimo dell’INPS, dell’assegno sociale e dei trattamenti corrisposti ai sensi della legge n. 222/1984.

    La proposta di legge C.1547 (Zanetti e altri), composta di 4 articoli, introduce un contributo di solidarietà, per cinque anni, sui trattamenti pensionistici di importo superiore a 60.000 euro annui.

    L’articolo 1 prevede che il contributo di solidarietà si applica a tutti i trattamenti pensionistici erogati da enti di gestione di forme di previdenza obbligatoria, inclusi gli enti previdenziali privati (i cui conti non confluiscono nel bilancio dello Stato). Il contributo di solidarietà, calcolato in dodicesimi, è trattenuto alla fonte dal sostituto d’imposta che liquida il trattamento.

    L’articolo 2 stabilisce che il contributo di solidarietà è dovuto, con aliquote progressive per scaglioni, sul differenziale esistente tra l’ammontare del trattamento pensionistico in essere e l’ammontare del trattamento pensionistico calcolato per intero con il metodo contributivo. Il contributo di solidarietà è pari al 10% sul differenziale fino a 10.000 euro, al 20% sul differenziale da 10.001 a 50.000 euro, al 30% sul differenziale da 50.001 a 100.000 euro e al 40% sul differenziale oltre 100.000 euro. Una norma di salvaguardia prevede che l’importo del trattamento pensionistico, a seguito del contributo di solidarietà, non possa essere comunque inferiore a 60.000 euro.

     

    L’articolo 3 disciplina la destinazione delle somme derivanti dai contributi di solidarietà.

    La quota prelevata sui trattamenti pensionistici liquidati da enti i cui conti confluiscono nel bilancio dello Stato affluisce in un apposito fondo del bilancio dello Stato, utilizzabile esclusivamente a copertura di interventi finalizzati a ridurre, anche in modo selettivo, il carico fiscale e contributivo sui redditi di lavorodipendente o autonomo (nonché dell’attività d’impresa svolta in prevalenza con il lavoro del titolare), ovvero a copertura di interventi di finanziamento e di rifinanziamento di ammortizzatori sociali e degli asili nido.

    La quota prelevata sui trattamenti pensionistici liquidati da enti i cui conti non confluiscono nel bilancio dello Stato resta nella disponibilità degli enti medesimi e deve essere integralmente reimpiegata a copertura di interventi finalizzati a migliorare i trattamenti previdenziali e assistenziali degli iscritti per i quali il calcolo del montante previdenziale è effettuato per intero sulla base del metodo contributivo.

    L’articolo 4 prevede che la legge entri in vigore il 1° gennaio dell’anno successivo a quello della sua pubblicazione in Gazzetta ufficiale. Per il primo anno di applicazione la dotazione del fondo istituito ai sensi dell’articolo 3 è pari a 100 milioni di euro, mentre negli anni successivi viene alimentato dalle sole risorse derivanti dall’applicazione del contributo di solidarietà relativo ai trattamenti pensionistici liquidati da enti i cui conti confluiscono nel bilancio dello Stato.