Conclusioni Avvocato Generale 3/2/2011 n. C-122/10

    CONCLUSIONI DELL’AVVOCATO GENERALE
    PAOLO MENGOZZI del 3 febbraio 2011
    sulla causa C-122/10

    – L’art. 2, lett. i), della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 11 maggio 2005, 2005/29, relativa alle pratiche commerciali sleali delle imprese nei confronti dei consumatori nel mercato interno e che modifica la direttiva del Consiglio 10 settembre 1984, 84/450/CEE, e le direttive del Parlamento europeo e del Consiglio 20 maggio 1997, 97/7/CE, 19 maggio 1998, 98/27/CE, e 23 settembre 2002, 2002/65/CE, e il regolamento (CE) del Parlamento europeo e del Consiglio 27 ottobre 2004, n. 2006, («direttiva sulle pratiche commerciali sleali») non osta a che si utilizzi, in una comunicazione commerciale, una rappresentazione orale o visiva del prodotto, che sia sufficiente per soddisfare la condizione relativa alle caratteristiche del prodotto. Esso a maggior ragione non osta neppure, in linea di principio, a che una designazione comune del prodotto sia utilizzata anche quando si può ragionevolmente desumere dalla comunicazione commerciale che il prodotto esiste in diverse versioni. Spetta tuttavia al giudice del rinvio verificare caso per caso se, tenuto conto del prodotto interessato e del mezzo di comunicazione utilizzato, la rappresentazione e la designazione comuni usate nella comunicazione commerciale consentano ad un consumatore medio, normalmente informato e ragionevolmente attento ed avveduto, di identificare il prodotto.

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