riforma pensioni

Con la Legge di Stabilità 2017 si prevede di render operativo il corposo “pacchetto” sulla Riforma Pensioni.

Ma che cosa cambierà, concretamente, per chi vuole andare in pensione il prossimi anno?

Per saperne di più si consiglia RIFORMA PENSIONI: GUIDA ALLE NOVITÀ


In settimana è atteso l’annuncio ufficiale del via libera al ‘pacchetto’ contenente le misure in materia previdenziale.

Di seguito, si riporta, la guida sui principali punti di riforma previsti in tema di pensioni: dall’anticipo pensionistico, alla quota 41, fino all’ampliamento della quattordicesima e della no tax area.

Pensione anticipata: APE

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Il fulcro della riforma pensioni 2017 è l’anticipo pensionistico, detto APE, attraverso il quale viene introdotta la possibilità per tutti i lavoratori, dipendenti ed autonomi, di accedere alla pensione anticipata a 63 anni, fino a un massimo di 3 anni e 7 mesi prima rispetto all’ordinaria pensione di vecchiaia.

Questo Anticipo funzionerebbe come un vero e proprio prestito bancario e non come una normale misura di salvaguardia: in tal senso, l’APE (pari fino a un massimo del 95% dell’intero importo) dovrà essere restituito a rate non appena si raggiungono i requisiti maturati per il pensionamento.

Come andare prima in pensione? Quanto bisogna pagare?

Per l’anticipo pensionistico, il prestito erogato dalle banche dovrà essere reso in 20 anni, dopodiché la pensione tornerà integra. I lavoratori, quindi, usufruendo del provvedimento, dovranno anche accettare un taglio della pensione che potrà variare a seconda dell’importo dell’APE richiesto e degli anni di anticipo pattuiti.

Come anticipato dai tecnici del Governo, la penalizzazione media sarà pari al 5-6% dell’assegno di pensione; tuttavia, per chi va in pensione a 63 anni usufruendo di tutti i vantaggi previsti, la cifra massima potrà aggirarsi intorno al 20 o 25%.

Quando la pensione anticipata non costa nulla

L’APE sarà a carico dello Stato per quanto riguarda i lavoratori che si trovano nelle condizioni più disagiate: in questo caso si parla di APE social. Infatti, chi percepisce redditi molto bassi, è disoccupato senza ammortizzatori sociali, svolge lavori rischiosi o usuranti o ancora, più genericamente, si trova “in condizioni soggettive di bisogno” non dovrà pagare né il capitale anticipato né assicurazione ed interessi.

Precoci e Quota 41: cosa cambierà

Anche la richiestissima “quota 41” per i lavoratori precoci, i cittadini che hanno iniziato a lavorare ad età molto basse maturando svariati anni di contributi prima degli altri lavoratori, è ufficialmente in dirittura d’arrivo.

Grazie alla riforma pensioni, infatti, i precoci potranno andare in pensione raggiunti i 41 anni di contributi, a prescindere dall’età anagrafica. Attenzione, però, perché sarà necessario aver lavorato (e versato i contributi) per almeno 12 mesi prima dei 19 anni.

Considerando che, ad oggi, il requisito per accedere alla pensione anticipata è pari a 41 anni 10 mesi di contributi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini, la quota 41 garantirebbe quindi uno sconto di 10 mesi per le donne e di 1 anno e 10 mesi per gli uomini.

Pensione anticipata lavori usuranti: cosa cambierà

Nel pacchetto pensioni della prossima Legge di Stabilità si prevede anche di inserire una pensione anticipata per chi svolge lavori particolarmente faticosi e usuranti, oppure a turno notturno per almeno 78 giorni l’anno.

Con la nuova misura si dovrebbe semplificare la documentazione da esibire all’INPS e si dovrebbe cancellare il requisito, oggi invece richiesto, di essere stato impiegato in un lavoro usurante nel corso dell’ultimo anno di contribuzione prima della pensione.

Inoltre, tale agevolazione prevede l’eliminazione del periodo di attesa di maturazione dei requisiti di 12 o 18 mesi.

Pensioni minime e Quattordicesima: cosa cambierà

Ad oggi, la quattordicesima spetta ai pensionati che hanno un’età pari o superiore a 64 anni e un reddito personale non superiore a una volta e mezzo il trattamento minimo, ricalcolato annualmente. La soglia annuale corrispondente a una volta e mezzo il trattamento minimo, oggi, è pari a 9.786,86 euro e il valore massimo della quattordicesima è di 504 euro.

Con l’ampliamento previsto nella pacchetto di riforma pensioni della Legge di Stabilità 2017 tale beneficio dovrebbe essere esteso ai pensionati che percepiscono fino a 13mila euro lordi di pensione annua; oltre a ciò, poi, l’importo dovrebbe aumentare fino a 600 euro.

No tax area: cosa cambierà

Infine, con il nuovo pacchetto pensioni, è previsto anche un ampliamento della cosiddetta “no tax area”, la soglia al di sotto della quale non si pagano le tasse, a 8.124 euro lordi l’anno.

Attualmente, il limite è di 7.750 euro per i pensionati al di sotto dei 75 anni e di 8mila euro per tutti gli altri; l’aumento a 8.124 euro porterebbe la soglia allo stesso livello dei lavoratori dipendenti. Inoltre, l’innalzamento della soglia avrebbe effetto anche su tutti i pensionati, e non soltanto su coloro che hanno un reddito inferiore agli 8.124 euro.

Infatti, l’esenzione dalle tasse riguarda la prima parte del reddito per tutti i contribuenti che percepiscono fino a 55mila euro lordi l’anno.


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20 COMMENTI

  1. salve io dovrei essere uno dei precoci avendo lavorato in… . francia ….dal 1976 avevo 17anni poi sono entato in comune vincitore del concorso dal 1980 poi cio 9mesi da riscattare posso accedere alla pensione con i 41 anni saluti

  2. è evidente che i pensionati votano è forse per questo che nei loro confronti la politica è perticolarmente attenta e solidale con i contributi di chi lavora e i diritti accuisiti ,anche se sono privilegi ,non si toccano

  3. io vado in pensione con 42 anni e 10 mesi con l’anno solare 1 maggio 2017 posso esserne sicuro a INPS mi hanno detto di no preoccuparti posso essere sicuro’?

  4. Si parla tanto di ape ape social che sono tutte e due peggiori della legge Fornero, che uno debba andare in pensione chiedendo un prestito in banca con i miei soldi,a mio avviso mi sembra una grossa fregatura.
    Poi volevo dire che non si parla di chi a dei veri problemi,ad esempio per chi a dei problemi di salute come me 31 anni di contributi 58 anni di età invalido civile,tutti noi saremo nella merda.Perchè lo stato e i sindacati non ne hanno mai parlato.

  5. Non è: il NO !, oppure, il SI ! che cambia, modifica, migliora o peggiora il nostro stato giuridico e la nostra vita. Affatto ! E’ l’Essere Umano che determina il funzionamento del Sistema. Appunto: in un sistema, comunque complesso, tutti gli elementi che lo compongono hanno una funzione essenziale per il fine e ed il godimento dei valori della Vita. Uno solo di questi elementi “drogato”, danneggia significativamente tutto il Sistema. Dobbiamo mirare a puntare sulla sostituzione dell’elemento affinché il sistema riprenda la sua regolare attività di essere utile a tutti. Non, per forza dio cose dobbiamo buttar via l’intero Sistema, chi lo ha progettato ha tratto i principi della sua composizione dalla personale esperienza di vita vissuta e non dalla “tramandata” enunciazione di fatti accaduti nel recente passato prossimo e remoto. La fame, chi è stato Padre Costituente, grazie a Dio, l’ha realmente saggiata, pertanto, pur volendo, conscio e consapevole della patita sofferenza, non avrebbe mai potuto legiferare una Costituzione irrispettosa dei diritti umani e del Popolo Italiano.
    Una Democrazia è sana e bella, ed è di tutti e per tutti, quando la partecipazione è unanime; di diversificata composizione sociale, politica, religiosa ed etnica, purché Viva e rispettosa di ogni singolo essere umano. Non abbiamo bisogno di cambiare il Sistema, abbiamo l’assoluta necessità di indottrinare in ogni individuo i Valori Veri della Vita per un vivere sereni e felici. Siamo di passaggio in questo mondo, costruiamo insieme il giardino per la gioia di vivere e non soffrire la sopravvivenza: e a che scopo? per far felice, arricchire e gioire pochi? Tutti abbiamo il diritto di vivere felici e sereni e non con angosce.

  6. Per il mio modo di vedere l’Ape non è una vaccata,non sono obbligato anzi è una opportunita in più !!!Disastro INPS non è colpa di Renzi ma di chi da20 anni a questa parte ha governato!Votare no non risolve il problema ITALIA lo rimanderà di altri 20 anni e poi basta vedere chi sono i fautori del no,tutti coloro che hanno prima affossatto il paese ed ora dicono di avere la ricetta per farlo risorgere!!!Liberi di crederci io no !!Per questo voto SI!!

  7. Questo governo non ha capito nulla,non ha capito che le persone che hanno lavorato una vita e pagato vogliono andare in pensione senza pagare un mutuo a vita,hanno fatto due proposte una piu’ demente dell’altra,il TFR in busta paga e il Parte-time a 63 anni accettato da quanto so da 150 lavoratori” un bel successo”,in una trasmissione televisiva il ministro Poletti ad una domanda del giornalista neanche lui sapeva cosa rispondere dicendo “vedremo i risultati” OTTIMI A QUANTO SEMBRA.
    Quando era entrata in vigore la quota 97 mi sembrava un miraggio ora che ho raggiunto e superato questo traguardo mi hanno alzato l’asticella per cosi’ dire fino a 110 (avete capito) premetto che ho 61,5 anni e 39 di contribuzione ed ora se voglio andare in pensione con L’APE o un motorino mi chiedono di farmi decurtare su una pensione lorda di 1650,00 euro ed andare a prendere 1050,00 euro e pagare per 20 anni un prestito che non ho mai preso in vita mia.
    Scusate lo sfogo ma al 4 dicembre sicuramente ci sara’ un NO

  8. Non c’è una soluzione concreta, siamo indebitati oltre il collo ma non possiamo fallire. L’Europa ci vuole gestire per farci sopravvivere e allora ci ricatta. Questa riforma referendaria del Si/No serve all’Europa per velocizzare le riforme che servono al loro progetto di sottomissione dei popoli. Renzi non ha sapienza che per se stesso e per il suo ego infantile. Oggi non c’è un uomo politico coraggioso che ci possa rappresentare per fronteggiare questa arroganza europea. Bisogna essere disposti a rischiare tutto per un bene superiore…una rivolta sociale seria sarebbe la soluzione, ma quanti sono disposti nei fatti a trovarsi di punto in bianco a scendere in piazza seriamente e bloccare tutti gli interessi di profitto imprenditoriale? Quale sarebbe il rischio? Il blocco delle banche! Non poter ritirare soldi dai bancomat. Sono loro che gestiscono la nostra vita.

  9. Ho riflettuto a lungo, prima di accingermi ad esplicitare questa mia riflessione, in merito alle opinioni che, con l’ausilio di questo strumento, molti hanno espresso e continuano ad esprimere in piena libertà. Ed è a tal proposito, “piena libertà”, che, suggerisco, si ponesse attenzione da parte di tutti. Ognuno, ad oggi, nel nostro paese, ha la libertà di esprimere la propria opinione: appunto di assenso, dissenso, condivisione o meno. E’ un diritto inalienabile, sancito dalla Nostra Carta Costituzione. Ma non è questo l’argomento di cui intendo esporre la mia riflessione: .. “il rispetto del mio pensiero è tale, ed è dovuto dalla correttezza di chi, pur non condividendolo, ha la capacità ed ha l’obbligo/dovere, per il ruolo istituzionale che ricopre e per mandato “democratico” conferitogli, di farlo valere, tanto, quanto chi ha idee differenti” … E’ la capacità di sintesi che manca; manca la capacità di semplificare gli aspetti di vita quotidiana della gente, della gente semplice, della gente comune, di coloro che muovono il mondo per pochi eletti; è la mancanza di una corretta ed equa distribuzione della ricchezza prodotta da uomini e donne semplici, ma non per questo, persone stupide. Se guardassimo il Mondo dall’alto, dalla Luna per esempio, nel silenzio cosmico, noi, osservando attentamente ciò che accade sulla Terra, sicuramente ci verrebbe da porci una domanda: … ma dove stiamo andando, dove corriamo, che necessità abbiamo di vivere la vita con tanta frenesia. Dobbiamo mirare a goderci la vita e non per forza di cose dopo un evento “bellico” o “calamitoso, perché siffatta esperienza ci porta a riflettere il “Vero Valore della Vita”, ma, con la presa di coscienza che la “Vita” è unica e bella e va vissuta godendocela in tutto il suo splendore. Proponiamoci positivamente nell’indirizzo di una condivisione del bene comune, ognuno con le proprie idee, religione, etnie e diversità, senza distoglierci dal condividere una cosa fondamentale: il rispetto della persona in tutte le sue esigenze di vita.

  10. cara lauretti abbiamo capito che devi votare no, nn ripeterlo tante volte altrimenti nn sei credibbile

  11. mi chiamo domenico io ho iniziato a lavorare il 6luglio1978 ,sono nato il10aprili 1960 nella nuova legge posso avere dei benefici?

  12. ma quelli che hanno 59 anni, hanno perso il lavoro e hanno versato contributi inps per 40 anni ??? se li dimenticano tutti ??’ dai 59 ai 63 anni vivono d’aria ???? agevoliamo i pochi di 63 anni che non sono ancora andati in pensione, agevoliamo chi non ha mai pagato contributi inps o li ha versati per pochi annni (20 anni ) e gli aumentiamo la 14ma ??’ bravi le ingiustizie aumentano sempre ………………, nel creare disuguaglianze questi ultimi governi sono stati eccellenti………….

  13. Loro sono buffoni e truffatori, noi un popolo di pecore. Dovremmo andare tutti a fare la marcia su Roma e andare a rompere le corna a tutti

  14. Il 4 dicembre per RENZI A CASA il NO è la nostra ultima possibilità per sconfiggere le inutili e dannose riforme costituzionali perpetrate da renzi, Verdini, Zanetti, Morando, Nannicini, Padoan, Boschi, Poletti ecc..a favore di BANCHE e ASSICURAZIONI attraverso l’imbroglio/truffa dell’APE….

  15. Purtroppo la MALEDETTA LEGGE FORNERO continuerà a fare disastri tra la gente ancora per tanto tempo perché questo governo di furbi non ha avuto il coraggio di correggerla ma in compenso ci ha regalato …l’imbroglio/truffa dell’APE….e noi il 4 dicembre regaleremo loro, per RENZI A CASA un bellissimo NO alle inutili e dannose riforme cos

  16. ” ……..riforma pensioni, ……….., i precoci potranno andare in pensione raggiunti i 41 anni di contributi, a prescindere dall’età anagrafica. Attenzione, però, perché sarà necessario aver lavorato (e versato i contributi) per almeno 12 mesi prima dei 19 anni……. ” – A riguardo, per aver maggior chiarezza e comprendere bene l’argomento nello specifico: si ipotizza la soglia dei 41 anni, poi si segnala: … “attenzione, però”… . Come bisogna interpretare questa soluzione per coloro che, prima dei 19 anni, non hanno versato i contributi per almeno 12 mesi ? Per meglio specificare, io ho iniziato a lavorare il 5 aprile 1980 (dipendente P.A. ), ed avevo quasi 20 anni, sono nato il 21 aprile 1960; compio 41 anni di servizio e contribuzione (“mista”), il 5 aprile 2021, età anagrafica 60 anni, 11 mesi e 5 giorni, non ho il requisito del 12 mesi prima dei 19 anni di età: posso andare in pensione, oppure no; ed ancora, è prevista, in ogni caso, una applicazione del tipo APE?

  17. Notizia di oggi. Prepensionamenti ai bancari della BNL con scivolo di 5-7 anni e lo stato parteciperà con 150 milioni di euro. C’è chi può e chi non può. Altri soldi dei contribuenti italiani a favore delle banche private che dopo le truffe ai clienti e ai milionari compensi di manager fallimentari fanno il segno del gomito ai lavoratori che sgobbano da 40 anni e non possono ancora andare in pensione.

  18. L’APE è l’imbroglio/truffa che questo governo di furbi o di incapaci hanno regalato al popolo che, per lor signori, merita questo trattamento…. il 4 dicembre il popolo h

  19. FRA LE NOVITA’ NON SI PARLA DI ANTICIPO PENSIONE PER I GENITORI DI FIGLI CON HANDICP GRAVE AI SENSI L.104/92 CHE HANNO USUFRUITO DI CONGEDO STRAORDINARIO (3GG/MESE) NEL 2011.
    QUALCUNO SA QUALCOSA IN MERITO ???????????
    MA PERCHE’ NON HANNO FATTO UNA RIFORMA MOLTO SEMPLICE COME AD ESEMPIO IL REQUISITO DI 100 O 102 PER TUTTI (SOMMA ETA’ + CONTRIBUTI) ????????????????????
    GRAZIE

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