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Il dibattito tra Governo e sindacati sulla riforma delle pensioni diventa sempre più serrato in vista della Legge di Stabilità 2017.

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Al centro della discussione continuano a esserci l’anticipo pensionistico (APE) e soprattutto le misure per i lavoratori precoci. Se, infatti, da un lato l’APE sembra ormai cosa certa, e restano soltanto da definirne le condizioni, le misure di agevolazione per i precoci potrebbero slittare all’anno successivo per mancanza di fondi.

Precoci: quali novità


I cosiddetti precoci sono i cittadini che hanno iniziato a lavorare molto presto, maturando quindi molti anni di contributi prima degli altri lavoratori. Nella maggior parte dei casi, anche a causa del fatto che solitamente non hanno completato il rispettivo percorso di studi universitario, si tratta di cittadini che svolgono lavori manuali particolarmente logoranti e faticosi.

Quota 41: una questione ancora aperta?

Nel corso del dibattito con il Governo, i sindacati hanno richiesto una “quota 41” per i lavoratori precoci. In questo modo si consentirebbe ai lavoratori di andare in pensione una volta raggiunta la quota di 41 anni di contributi, a prescindere dall’età anagrafica.

Nonostante i rappresentanti dell’Esecutivo abbiano, in passato, affermato di voler predisporre misure assistenziali per la pensione dei precoci, le attuali dichiarazioni del Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, hanno sottolineato i costi elevati della quota 41.

Sembra che una soluzione di compromesso potrebbe consistere in un bonus contributivo ridotto, compreso tra i 2 ed i 6 mesi per ogni anno di lavoro effettivo prestato prima dei 18 anni.

Anticipo pensionistico: verso l’approvazione?

Ormai assodato sembra, invece, che i lavoratori potranno usufruire dell’anticipo pensionistico dall’età di 63 anni. Qualora venisse confermato, infatti, l’APE introdurrà la possibilità di poter accedere a questa pensione anticipata per tutti i lavoratori nati tra il 1951 e il 1953.

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Nessuna differenza tra dipendenti e autonomi

Dunque, nessuna distinzione verrebbe fatta tra lavoratori dipendenti e professionisti autonomi. Tuttavia, l’anticipo sarà da restituire a rate ventennali,  non appena verranno raggiunti i requisiti maturati per il pensionamento.

Invece, per i lavoratori che si trovano nelle condizioni più disagiate tale anticipo dovrebbe essere quasi a costo zero. Chi percepisce redditi molto bassi, è disoccupato senza ammortizzatori sociali o svolge lavori rischiosi o molto faticosi non dovrà pagare né il capitale anticipato né l’assicurazione e i relativi interessi.

Gli altri lavoratori che vorranno usufruire della pensione anticipata saranno costretti, invece, a versare per vent’anni 50 o 60 euro mensili per un anno di anticipo, oppure dai 150 a 200 euro al mese per usufruire dei 3 anni di anticipo.

Riforma pensioni: sempre più vicina?

E’ previsto per il 21 settembre il prossimo incontro tra Governo e sindacati: l’obiettivo dei tecnici di Palazzo Chigi è anche quello di chiudere il dibattito entro la fine del mese. A tal proposito, il disegno di Legge di Bilancio dovrà essere presentato in Parlamento entro il 20 ottobre 2016.


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28 COMMENTI

  1. tra un mese compio 63 anni, lavoro da quando avevo 15 anni , ho lavorato in una lavanderia a secco, odore sgradevole del pelcloro , negozio di parrucchiera…tinte e decolorazioni, copisteria..nottate a battere a macchina e adesso da 30 anni lavoro nel pubblico impiego…ma non mi riposo, ho fatto pochissimi giorni di malattia, insomma ho sempre lavorato..a gennaio 2017 faccio solo 40 anni di contributi…
    Dovrei andare in pensione a 65 anni con 41 anni, 10 mesi e 23 giorni , ancora due lunghi anni….
    grazie a questo Stato, ai politici,ai sindacati, alla sinistra e alla destra…e ci metto pure i 5 stella e la lega.

  2. Io lavoro dall’eta di 15 anni, anzi, quando ho cominciato a lavorare, ne avevo 12!! Per aiutare la famiglia.. naturalmente per 3 anni non in regola , ora ho maturato 41 anni di lavoro, lavoro in una citta che non e quella in cui risiedo, mi faccio 12 ore ogni giorno, per il viaggio, piu le 8 ore di lavoro… se pretendono che vada ancora, lo stato mi dovra pagare un badante per arrivarci !!! O forse stanno tentando di farci schiattare, cosi non ce la danno proprio la pensione !!!

  3. ho inziatoa 14 anni e non ho mai smeso mi hanno rubato 4 anni in pretica nn mi hanno pagato i contributi oggi lavoro nel pubblico e ho avuto una grossa disgrazie in famiglia 6 annoi fa mia moglie si e gravemente ammalata e d ora e disabile x l’inali 65 % civile 100% vorreoi sapere se poso andare in pensione con queste problematiche

  4. io, ho inziato a 15 anni a lavorare, poi sono tornato a scuola i due anni x il diploma e attualmente ho 58 anni di eta 40 di contributi, ho circa due anni e mezzo di lavoro precoce e 30 anni che sto male con il 75% di invalidità ma quanto devo ancora lavorare (con questo vi dico a voi sta bene il fatto di non andare in pensione tanto campate fino a 90 anni e oltre guarda napolitano e tutti i politci, ne muoiono molto pochi per tanti che sono ) ( e vero la gramigna non muore mai )

  5. Consiglio a tutti i giovani, quello che dovete capire dalla nuova legge sulle pensioni è che non conviene lavorare precocemente non conviene pagare troppi contributi meglio puntare sul minimo contributivo si lavora di meno si vive di più e si è più tutelati dallo Stato .
    Questa legge è chiara , quindi comportatevi di conseguenza non rovinatevi la vita con troppo lavoro ,quando sarete vecchi qualcuno pagherà per voi…………questa e la politica italiana
    meditate gente

  6. risposta per cosimo. io ho sono entrato nel mondo del lavoro a 15 anni . e per tre volte , in seguito a varie leggi ho visto svanire la pensione . é oggi dopo 5 anni di segheria, 20 anni di lavoro in una azienda di prodozione di tubi ricavati da laminati ha freddo,6 anni di meccanico industriale con cambio stampi a caldo (il più piccolo pesava 3t mentre le temperature erano sui 200 gradi,perche non potevamo asetare che si raffredassero) à tutti e 6 di notte .e come ultimo lavoro ,10 anni di demolizioni industriali, taglio cannello con utilizzo di piattaforme aere . e ora forse andro in pensione a 58 anni. perchè le pensioni non le portano tutte a 38 anni . è per tutti intendo anche per i politici ecc.

  7. qui non bisogna scrivere ma agire perché ormai siamo stufi di queste leggi balorde capaci solo di fottere i cittadini italiani,e dico italiani perché per gli stranieri e diverso.

  8. Tutti hanno ragione, perché la MALEDETTA LEGGE FORNERO ccontinuerà a fare disastri tra la gente e questo governo di furbi ci propone l’imbroglio/truffa dell’APE….. per RENZI A CASA è necessario votare NO al REFERENDUM COSTITUZIONALE perché è la nostra ultima possibilità

  9. Penso che il limite minimo di età per andare in pensione non possa essere inferiore al compimento del 60 anno di età con un minimo di 40 anni di contributi, ossia quota 100.
    per i precoci deve valere la stessa regola perchè chi è stato meno fortunato nell’accedere al mondo del lavoro sarebbe due volte danneggiato:
    1° perché non ha guadagnato nulla in gioventù;
    2° perché riceverà dopo il trattamento pensionistico.
    In conclusione penso sia necessario tutelare tutti i cittadini ed essere equilibrati quota 100, minimo 60 anni di età e 40 di contributi potrebbe essere un utile compromesso e al crescere dell’età anagrafica decrescerebbe l’età contributiva per maturare il diritto ad andare in pensione.

  10. Si da anche il caso che c’è qualche lavoratore precoce , che ha 43 anni di lavoro fatti !! però qualche d’attore di lavoro non gli ha versato i contributi e si ritrova che deve lavorare per altri due anni in più per avere quello che gli aspetta !! Lavorando così 45 anni. Questa è l’Italia !!

  11. Il Job act è servito solo a dare soldi agli imprenditori , se volevano aiutare il lavoro, aiutavano i precoci ad andare a 41 anni in pensione creando qualche vero posto di lavoro. Ma non soddisfavano gli imprenditori e le banche. Il buon don Matteo la sa lunga.

  12. ma premiamo il lavoro : mandiamo in pensione chi ha 41 anni di contributi che sono tanti e liberiamo i posti per i nostri giovani che sono a casa – Poi chi si può permetter l’ape che è un mutuo solo vantaggioso per le pensioni più basse ci può stare ma il lavoro va premiato. IL governo dovrebbe operare in modo giusto e dare una risposta positiva a chi ha lavorato una vita intera e una speranza ai nostri ragazzi .

  13. Ho iniziato a lavorare a 14 anni…poi scuole serali x la maturità e laurea triennale…ho compiuto 41 anni di lavoro ed ho solo 56 anni…andrò a con 42 e 10 mesi…penalizzato…assurdo…che paese assurdo…che classe politica penosa..

  14. L’ape è un insetto molto utile,infatti riforaggerà le banche(vero signor Renzi)che avranno utili garantiti per venti anni potendo lucrare in danno dei lavoratori investendo denari che il signor Draghi gli elargisce ad un tasso quasi nullo.
    In questo modo noi lavoratori paghiamo due volte(forse tre)infatti con le tasse finanziamo la banca centrale europea che con i ns denari finanzia le banche che a loro volta ci faranno pagare interessi per anticiparci i ns soldi cosi il cerchio si chiude.
    L’ape è un grande insetto moooolto utile.

    Fuori tema vorrei porre una domandina a chi può rispondere,la domanda è questa:
    perchè ogni qualvolta si cerca di intervenire su vitalizi o super pensioni(alcune veramente abnormi)dovute alla somma di vari incarichi politici e manageriali di stato (vero signori ?????????? etc etc)si dice che non è possibile intervenire perchè interverebbe la corte dei conti o qualche altro organo che boccerebbe il provvedimento,mentre a me e a quelli come me con 41 anni di contributi e 63 anni di etò hanno cambiato le regole pensionistiche non ricordo piu quante volte e le suddette corti non hanno mai trovato il tempo di intervenire.Chi sa risponda per favore

  15. si ma purtroppo questa è l’italia che non crescere colpa dei governi che pensano solo a se stessi e colpa nostra che stiamo li a guardare .
    per i precoci non si fara nulla e se vuoi andare in pensione devi comprartela .
    un grazie a tutti i buffoni di corte che continuano da anni a seminare utopie

  16. Basta continuare a “logorare” i lavoratori con 40 e più di anni di contribuzione!!! Andate a toccare i militari ( polizia, carabinieri, forestali, esercito, finanza) quanti sono??? Tuttora questi godono di privilegi assurdi, vanno in pensione all’età di 50/55 anni con contributi non versati, è giusto questo??? (Siamo proprio in Italia…)

  17. X Romolo
    Si, è come dici.. per una fascia disagiata e protetta (con reddito minimo sotto i 1000 euro di pensione, disoccupati ecc..) la cosa può funzionare ed è certamente qualcosa di utile.. ma è scorretto che per tutti gli altri che non sono in queste categorie si continui a dare cifre che non hanno aderenza con la realtà.. non conviene, punto e basta! Quindi per le persone che avranno una pensione sopra i 1500 l’APE è solo una chimera e fallirà miseramente. Bisogna parlar chiaro.. altrimenti si illude la gente, anzi, peggio, la si confonde creando loro solo un danno!!!

  18. Sono un lavoratore precoce dal 1974 al 2016 sono 42 anni, questo governo e il sindacato girano attorno al problema e passa il tempo, e quanti come me aspettano, solo che nel 2017 sono 43 anni, siamo e saremo sempre presi per i fondelli tanto non cambieranno mai !

  19. Sicuramente è una salvaguardia per quelle categorie di lavoratori senza pensione senza lavoro i lavoratori edili ecc. che non hanno molte alternative ed è a costo zero gli altri lavoratori hanno la possibilità di scelta e faranno le loro valutazioni e quindi è certamente una cosa in più non certo cosi negativa come vedo in parecchi commenti . Togliete anche questa possibilità ai disoccupati sessantenni cosa gli resta quota 40 41 quando si è disoccupati non si maturano anni di versamenti.

  20. Bene lasciare andare in pensione senza o con minime penalizzazioni chi non ha più lavoro.
    E’ come se si trattasse di una specie di cassa integrazione a termine.
    Posti di lavoro, però, non se ne liberano!
    Può liberare posti per i giovani chi,pur avendo un lavoro, preferisce andarsene due o tre anni prima volontariamente.
    Se per questi ultimi le penalizzazioni resteranno quelle di cui si parla.. non andrà quasi nessuno (solo chi ha altre rendite lo farà).
    Risultato: ricambio generazionale quasi nullo e solo un ulteriore ammortizzatore sociale.
    E’ così che si punta alla ripresa del paese e a ridurre la disoccupazione giovanile??
    Totò direbbe… ma fatemi il piacere!!!

  21. Ma che articolo è? I precoci sarebbero gente che non ha completato gli studi universitari? Ma cosa scrivete!!! I precoci sono persone, che a 15-16-17 anni lavorava già e non hanno fatto nemmeno i licei. Questa è gente che non ha scaldato i banchi di scuola mantenuti dai padri. Erano essere umani che lavoravano in ambienti malsani con sostanze tossiche senza aspiratori e mascherine. Oggi si vogliono mandare in pensione chi ha solo 35 anni di contributi ma non quelli con 41. Roba da Matti.

  22. Continuate a scrivere che per tre anni un lavoratore non appartenente alle fasce protette pagherà 150-200 euro mese. Non è così!! Dipende dall’importo della pensione e dal numero di anni anticipati.
    Ad es. se uno ha 2000 euro mensili di pensione arriverà a pagare circa 376 euro al mese per 20 anni (2000*13*3=78000). (78.000 di capitale ammortizzato in 20 anni al tasso dell’1,5% dà come rata mensile 376 euro).
    Se uno, invece, prende 3000 euro di pensione al mese, il conto è assai più salato: 564 euro al mese per 20 anni (3000*13*3=117.000). (117.000 di capitale anticipato ammortizzato al tasso dell’1,5% dà, infatti, una rata mensile di € 564!!!
    Altro che 150 – 200 euro al mese!!!
    Una follia!!!!!!
    F.

  23. Io che ho fatto 40 anni di contributi,ora sono in mobilità lunga x 3 anni ne ho fatti x ora 2 quando mi manderanno in pensione,tutto ciò è giusto? (premetto ho ora 60 anni)

  24. quota 100 con minimo 35 di contributi per precoci e senza limiti d’età. Per gli usuranti regole riforma dini se no mandimoli tutti a casa governo e sindacati compresi

  25. ma quando decidiamo fessi italiani di fare un rivoluzione popolare salvini e cinque stelle in prima fila

  26. IO PENSO CHE LA PLATEA DEI LAVORATORI CHE CHIEDERANNO APE ANTICIPO PENSIONISTICO SARA MOLTO BASSA SI CONTERANNO CON LE DITA MA QUALE LAVORATORE CHIEDERA UN PRESTITO, UN MUTUO VENTENALE PER ANDARE IN PENSIONEPAGANDO INTERESSI E ASSICURAZINE SULLA VITA I LAVORATORI, ITALIANI NON SONO MICA FESSI COME DISSE UN FAMOSO POLITICO MASTELLA A CA NESSUNO E FESSO .PENSO SAREBBE PIU LOGICO MANDARE IN PENSIONE TUTTI QUEI LAVORATORI CHE HANNO 41 DICCO 41 DI CONTRIBUTI INDIFERENTEMENTE DALLE ETA CHE HANNO COMINCIATO LA CARRIERA LAVORATIVA DA MINORENNI ICOSIDETTI PRECOCI,COSI SI DAREBBE SPAZIO A TANTI GIOVANI CON TANTA VOGLIA E TANTA FORZA FRESCA SIA A LIVELLO FISICO CHE MENTALE CHE LE NOSTRE AZIENDE HANNO BISOGNO .

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