Ci siamo, il giorno del giudizio, quello più atteso sicuramente dal Silvio Berlusconi, ma anche da tutti i cittadini italiani viste le conseguenze che può avere, è arrivato; infatti questa sera la la Giunta per le elezioni del Senato voterà sulle pregiudiziali e sulle proposte del relatore Andrea Augello (Pdl), che aveva ipotizzato di confermare l’elezione di Berlusconi. Considerando i rapporti di forza politici nella Giunta, sono praticamente scontate le bocciature sia delle pregiudiziali, sia della relazione.

Dopo questa fase preliminare, intorno alle 22, dovrebbe esserci il voto finale sulladecadenza da senatore del Cavaliere per effetto della condanna a quattro anni di reclusione confermata dalla cassazione con l’accusa di frode fiscale. Questo però è solo l’inizio, saranno necessarie alcune settimane, infatti, perché il Senato, con voto segreto, confermi o smentisca l’orientamento della giunta (ieri il M5S ha presentato ufficialmente al Senato la proposta di modifica del regolamento per abolire il voto segreto).

La mattinata non  è nata sotto i migliori auspici, si è subito registrato uno scontro in Giunta sulle modalità di voto previste per stasera sulla relazione di Andrea Augello relativa alla decadenza di Silvio Berlusconi. Il Pdl propone che ci siano 3 diverse votazioni, mentre il Pd e il presidente della giunta Dario Stefàno (Sel) propongono il voto unico. Subito dopo la replica di Augello si è aperta la querelle procedurale, al termine della quale Lucio Malan ha lasciato in anticipo la seduta protestando poi con i giornalisti per il fatto che “si è finalmente capito che l’unico obiettivo è quello di eliminare dalla scena Berlusconi, l’unico in grado di sconfiggere la sinistra”.


Nel frattempo il videomessaggio dell’ex premier sarà diffuso fra pochi minuti, alle 18. A tal riguardo Stefania Pezzopane assicura che il filmato non sortirà “nessun effetto” sulle scelte dell’organismo che dovrà stabilire o meno la decadenza del Cavaliere. Secondo le indiscrezioni, il videomessaggio dura una decina di minuti e lancerebbe la nuova Forza Italia, ovviamente non manca il classico attacco frontale ai settori della magistratura, ritenuta la vera colpevole della condizione di perseguitato giuridico di Silvio Berlusconi.

Videomessaggio che è stato registrato nuovamente ieri, successivamente alla pubblicazione della sentenza della Cassazione sul Lodo Mondadori, quindi immaginiamo che l’offensiva contro la magistratura sia ancora più intensa rispetto al video iniziale, visto che il Cavaliere è stato condannato a pagare una cifra vicino ai 500 milioni per risarcire la Cir di Carlo De Benedetti.

Berlusconi definirebbe una “beffa” anche questa sentenza che confermerebbe l’obiettivo dei giudici: costringerlo ad abbandonare l’impegno politico. Secondo quest’ ultima sentenza, venticinque anni fa la Fininvest si assicurò il controllo della casa editrice Mondadori mediante la corruzione del giudice romano Vittorio Metta realizzata dall’avvocato Cesare Previti. La nuova versione del videomessaggio non conterrebbe più riferimenti positivi all’esperienza e all’attività del governo presieduto da Enrico Letta. Da qui l’ipotesi, avvalorata da alcuni ambienti del centrodestra, secondo la quale Berlusconi potrebbe staccare la spina all’esecutivo dopo essersi dimesso da senatore per propria scelta e non per effetto del voto dell’aula del Senato.

Intanto il Pdl affianca il proprio leader nel piano di difesa e continua nell’attacco a Paola Severino, ex ministro della Giustizia, ispiratrice della legge che prevede la decadenza e la non candidabilità per i politici condannati a causa di alcune tipologie di reato. Nel mirino sono finite le dichiarazioni fatte ieri a Milano nel corso di un convegno. “Eravamo tutti d’accordo nel governo Monti quando, dopo un lungo e accurato approfondimento, abbiamo varato la legge: quando si fa una legge si crede a quello che si fa, adesso la sua applicazione spetta al Parlamento”, ha affermato l’ex guardasigilli che ha aggiunto in riferimento al caso Berlusconi: “A decidere sarà il Parlamento, mi sembrerebbe estremamente inopportuno intervenire”.


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