Tra le 11 e le 12 di oggi, verrà consegnato al Tg1 un videomessaggio. Fin qui niente di strano, dunque la notizia dov’è? La notizia è che il videomessaggio è stato registrato ed ha come soggetto Silvio Berlusconi, l’ex premier che domani dovrà affrontare il voto della Giunta per le Elezioni che deciderà in merito alla sua decadenza. Le indiscrezioni sostengono che il video serva a lanciare la nuova Forza Italia e che successivamente al voto della Giunta, il Cavaliere terrà un discorso politico vero e proprio nel  quale, presumibilmente si difenderà ma confermerà di voler “rimanere in campo”, perché è l’Italia a volerlo.

Dunque una strategia di contrattacco, più che di difesa, divisa in due step quella di Berlusconi, anche se l’incertezza in merito continua a regnare sovrana. Incertezza però che non dovrebbe riguardare il lancio della nuova Forza Italia che pare certo e che il videomessaggio di oggi dovrebbe sancire definitivamente. In sostanza assistiamo ad una riedizione in chiave presente di quella discesa in campo del ’94 che collocò definitivamente il Cavaliere sulla scena politica italiana.

Non è difficile immaginare quale sarà il contenuto del videomessaggio, 20 anni di carriera politica comportano una assimilazione da parte del pubblico della retorica cui ogni politico chiede aiuto ed i leit motiv di Berlusconi sono piuttosto famosi; rimanere in campo, non mollare, che con Forza Italia proseguirà la battaglia per la libertà, per una giustizia vera, per una democrazia liberale che questo Paese ancora non ha. Non sarà l’apertura della campagna elettorale, ma certo è il lancio del soggetto politico al quale spetterà la mobilitazione permanente in vista di possibili elezioni, se non ora comunque magari nei prossimi mesi.


L’ex premier dunque non ha alcuna intenzione di staccare la spina, non solo, ma l’idea che possa essere il Pd a farlo, prendendosene responsabilità  e, probabilmente, meriti, non fa altro che alimentare in lui il desiderio di combattere  politicamente. Il Pdl, tuttavia, almeno per ora, non romperà, d’altronde, nel partito si respira un’aria pesante; infatti il sottosegretario all’Agricoltura, Pdl, Giuseppe Castiglione, a Piazza pulita ha confessato di aver parlato con Berlusconi, avvisandolo che “le elezioni non le vuole nessuno”, e che c’è un gruppo “di senatori a me più vicini” tra i quali “Gibbino, Torrisi e Pagano” pronti a non seguire Berlusconi in caso apra la crisi.

 “Se si apre una fronda, se si apre questo discorso di far cadere il governo si crea una situazione che non si riprende più” e sarebbero molti quelli che la pensano allo stesso modo, e che peraltro non condividerebbero l’affidamento del partito nelle mani dei falchi ma spingono perché sia Alfano a rimanere il segretario.

Alla luce dei fatti la strada, per le prossime settimane, sembra tracciata. Se i toni rimarranno pacati, Berlusconi ha pronta la seconda parte del suo discorso, da fare con ogni probabilità sempre per videomessaggio e rappresenterà la sua risposta a chi ha votato la decadenza in Giunta, il suo j’accuse oltre che ai magistrati ai suoi avversari del Pd che vorrebbero vederlo fuori dalla politica “con ogni mezzo”, ma sarà anche l’assicurazione che, per il bene del Paese, non sarà lui a commettere falli da reazione e a staccare la spina al governo.

Sarebbe questa la misura cautelativa di fronte alla delegazione dei ministri che gli offrirà immediatamente la disponibilità alle dimissioni: un invito ad andare avanti in ogni caso. Quel che non è dato sapere è se farà un annuncio del genere in tv o se terrà ancora coperte le carte, ma a quanto si dice le prossime mosse del Cavaliere sul suo destino giudiziario sono già decise: sceglierà di scontare la pena ai servizi sociali, e non chiederà la grazia, almeno in attesa della sentenza di appello del processo Ruby.

Ragioni tecniche, oltre che politiche, consigliano la mossa: se infatti Berlusconi ottenesse oggi la grazia e poi fosse condannato per il processo Ruby, non potrebbe più giovarsi dell’indulto. Se invece il percorso ai servizi sociali si concludesse con successo, lo sconto di pena si applicherebbe in caso di altra eventuale condanna.

Intanto Berlusconi aspetterà il voto definitivo dell’Aula sulla sua decadenza, e secondo molti – alla vigilia – potrebbe essere lui stesso a togliere le castagne dal fuoco a tutti con un gesto di “alta responsabilità e bene per il Paese”, come dicono i suoi, ovvero dimettendosi, anche se su questo ultimo passaggio, l’invito è alla cautela. Tutto può ancora succedere, in un quadro che comunque sembra sempre più condizionato dalla parola “stabilità”.


1 COOMENTO

  1. per chi sia a favore o contro Berlusconi in questo momento penso non abbia peso.l’importante sono i contenuti.che se ne dica poi che per expremier per conoscere la realta’bisognava che lo stesso sia stato catapultato in cio’che accade quotidianamenamente a noi comuni mortali.Berlusconi nel discorso HA RAGIONE BASTA RIBELLATEVI NON SE NE PUO’PIU!!!!!!!!!!!!!!!STIAMO VIVENDO IN UNA DITTATURA DELLA MAGISTRATURA,ECONOMICA E BUROCRATICA!!!!!

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