Riforma Pensioni: sì a Pensione Anticipata. Soluzione condivisa tra APE e Fondo di solidarietà?

Redazione 13/06/16
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In tema di Riforma Pensioni, tra le ipotesi attualmente al vaglio dei tecnici di Palazzo Chigi e in vista del secondo vertice tra Governo e Sindacati fissato per il prossimo 14 giugno (Leggi anche: Esodati ultime notizie, quanto manca e come funziona l’Ottava Salvaguardia), sembra che l’unico modo per poter introdurre nel vigente sistema pensionistico una maggiore flessibilità in uscita sia quello di trovare una soluzione che stia nel mezzo tra la proposta di Cesare Damiano, il nuovo meccanismo di anticipo pensionistico (Ape) e il fondo di solidarietà.

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Riforma Pensioni 2016-2017: una soluzione condivisa?

Potrebbe rivelarsi uno strumento positivo implementare un dialogo condiviso tra Esecutivo e i rappresentanti delle 3 sigle sindacali (CISL, CGIL, UIL) affinché si attivi concretamente una riforma delle pensioni, già entro il prossimo anno, che consenta a chi è rimasto ‘bloccato’ dalla Riforma Fornero del 2011 di poter accedere alla pensione in anticipo senza eccessive decurtazione del rispettivo assegno pensionistico.

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Come anticipato, infatti, proprio in vista dell’incontro del 14 giugno tra i segretari sindacali, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo e i rappresentanti del Governo, il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri Tommaso Nannicini, sembra sempre più probabile che si arrivi ad una soluzione di mezzo per consentire misure di flessibilità in uscita.

Riforma pensioni: le posizioni di Governo e sindacati

Attualmente, Governo e sindacati, in tema di flessibilità in uscita, hanno posizioni diverse. Proporre una soluzione mediana tra quanto proposta da Cesare Damiano, il prestito bancario e il fondo di solidarietà, secondo alcuni potrebbe rivelarsi lo strumento più utile per garantire la pensione alle varie categorie di lavoratori che sono rimasti in attesa.

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Un Fondo di solidarietà come per i bancari

In passato, ad esempio, il fondo di solidarietà nel settore bancario ha visto inserire nel cosiddetto fondo esuberi, con 5 anni di anticipo, più di 300mila soggetti. Questo con una contribuzione dello 0,33%, peraltro già in corso, prelevata sia dalla bilateralità, che da altri strumenti attinenti la disoccupazione. L’impresa, ppi, che utilizza tale fondo dovrebbe investirci a sua volta delle risorse.

Lavoratori precoci e Quota 41

In merito alla Quota 41, che è stata richiesta dai lavoratori precoci, stando ad alcune ultime proposte dovrebbe essere tolto il riferimento all’aspettativa di vita, facendo sì che tale categoria di lavoratori, entrati nel mondo del lavoro in giovane età, di poter andare in pensione con 40-41 anni di contributi, soprattutto per quanto riguarda chi non svolge mansioni intellettuali.

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APE, part-time agevolati e fondo esuberi

Per quanto riguarda le 3 soluzioni adottabili per la Riforma Pensioni, Ape, part-time in uscita e fondo esuberi, dovrebbero anche comportare costi contenuti  per lo Stato.

Proposta Damiano

Stesso discorso, invece, almeno inizialmete, non sembra applicabile alla proposta Damiano, la sola che implicherebbe una spesa iniziale, tuttavia nei successivi anni dalla rispettiva fruizione il costo dovrebbe estinguersi.

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