Pensioni novità: quando andare in pensione? Le proposte e le penalizzazioni previste

Redazione 24/05/16
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Le ultime ipotesi sul piano di flessibilità in uscita delle pensioni a cui stanno lavorando i tecnici di Palazzo Chigi, sotto la guida del sottosegretario alla Presidenza, Tommaso Nannicini, sono principalmente 2.

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1) Da un lato, spunta l’ipotesi di prevedere penalizzazioni medie delle pensioni del 3-4% l’anno per chi ha più di 63 anni, da misurare in base al numero di anni in cui si anticipa l’uscita dal mondo del lavoro oltre che all’entità dell’assegno percepibile una volta che si raggiunge la soglia per la pensione di vecchiaia.

A ciò si lega la previsione di trattamenti anticipati, per un arco temporale non superiore a 3 anni, grazie ad un meccanismo basato sul cosiddetto “prestito”, garantito da intermediari finanziari, quindi banche e assicurazioni, dietro una “mini” garanzia pubblica (esclusivamente per chi ha una bassa soglia di reddito pensionistico).

2) Dall’altro lato, il premier Renzi è tornato a parlare anche dell’ipotesi di allargare il bonus degli 80 euro alla platea dei pensionati. “Questa è una delle misure che stiamo studiando. – ha affermato il Presidente del Consiglio – Stiamo discutendo di quale fasce andare a prendere. Ci sono le minime che oggi prendono davvero pochissimo”.

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Sono questi i macro temi-caldi sulla Riforma delle Pensioni che saranno al centro dell’incontro che si svolgerà oggi tra il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, il sottosegretario Nannicini e i sindacati.

Questi temi dovrebbero, infatti, essere inseriti nella legge di Stabilità per il 2017. In merito alla riforma pensionistica le tre sigle sindacali (CGIL-CISL e UIL) “hanno proposto una loro piattaforma” ha affermato Poletti secondo cui è necessario inserire un meccanismo di flessibilità in uscita nella prossima manovra finanziaria, mantenendo comunque l’equilibrio economico.

In sostanza, quello che si vuole ottenere con il nuovo intervento non deve essere né eccessivamente oneroso per le casse dello Stato né precludere la sostenibilità previdenziale garantita dalla legge Fornero, alquanto sostenuta nel contesto europeo. Non a caso, ieri lo stesso Fondo Monetario Internazionale (Fmi) ha comunicato l’importanza di “non compromettere la sostenibilità del sistema pensionistico”.

L’intera misura dovrebbe costare non oltre il miliardo di euro, a cui verrebbero poi a sommarsi dai 600 agli 1,2 miliardi richiesti per prevedere l’ampliamento del bonus degli 80 euro ad alcune categorie di pensionati. Nonostante le proposte, in materia di riforma pensionistica e flessibilità sono ancora molti i punti da chiarire. Bisogna vedere se l’incontro con i sindacati di oggi ne riuscirà a risolvere almeno qualcuno.

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