Siamo così giunti all’ultima settimana delle Elezioni 2018 e soprattutto di quella che è stata riconosciuta all’unanimità come la “campagna elettorale più brutta di sempre”. Osservatori, blogger, addirittura gli stessi politici hanno preso le distanze spesso dalle loro stesse dichiarazioni, o dai loro stessi candidati. La definizione, insomma, per quanto già sentita, sembra calzare a pennello a questo periodo di avvicinamento ai seggi, per almeno quattro ragioni fondamentali.

1) Nessun confronto tv

L’Italia si conferma l’unica democrazia occidentale in cui i confronti diretti tra i leader sembrano un orpello al regolare avvicinarsi delle urne. In realtà, come studi e analisi hanno dimostrato, i dibattiti tra i principali candidati, oltre a incollare al video milioni e milioni di spettatori, possono indirizzare in un senso o nell’altro il voto soprattutto quando c’è incertezza. Vista la centralità del mezzo televisivo nell’orientare gusti, opinioni e giudizi, sarebbe stato necessario che Di Maio, Salvini (Berlusconi è ineleggibile), Renzi e Grasso si fossero incontrati almeno una volta in diretta, senza filtri, davanti agli elettori. Questo, purtroppo, non è accaduto e ci abbiamo rimesso tutti, in primis la credibilità degli stessi leader.

2) Decide chi non vota

Inutile girarci intorno: la questione principale di queste elezioni è una sola: l’immigrazione. Il tema, cavalcato ormai stabilmente da forze politiche e organi di informazione, è deflagrato con i fatti drammatici di Macerata e ha portato fino alle opposte manifestazioni di piazza, lasciando campo libero agli estremisti e riducendo l’intera popolazione alla dicotomia antistorica comunisti/fascisti. Peccato, però che proprio coloro che sono al centro del dibattito politico e dunque a influenzare in maniera decisiva le preferenze – gli stranieri, i clandestini, i rifugiati – sono gli unici a non avere diritto di voto.

3) Il primo partito non avrà rappresentanti

È ormai scontato che le elezioni politiche 2018 segneranno un record nella storia dell’Italia Repubblicana: saranno infatti quelle con il maggior tasso di astensione mai registrato. Un primato molto giovane, se si pensa che il 25% attuale picco massimo del non voto, risale appena al 2013. Che la china sia stabilmente in discesa, lo si era capito già dalle europee e soprattutto dalle recenti amministrative, con i ballottaggi che hanno visto esprimersi meno della metà degli aventi diritto. I sondaggi degli ultimi tempi hanno previsto regolarmente un’astensione superiore al 30%, senza tenere conto dell’ondata di gelo che si sta abbattendo sulla Penisola e potrebbe ingrossare le fila del primo partito italiano: non M5S, non il Pd, ma l’indifferenza.

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4) …e alla fine non ci sarà maggioranza

Se tutta questa fatica – e denaro pubblico – almeno portasse un risultato tangibile in Parlamento, quantomeno si potrebbe apprezzare il buon funzionamento delle istituzioni. Ma il quadro politico frammentato e una legge elettorale che non aiuta a semplificare porteranno, con ogni probabilità, a uno stallo totale tra i partiti.

Il rischio concerto è di ritrovarsi, tra pochi giorni, con un teatrino se possibile ancora più pallido e sfiancante della campagna elettorale stessa. Con una differenza: a quel punto, gli elettori potranno solo stare a guardare.

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4 COMMENTI

  1. Non sono assolutamente d’accordo con il titolo del punto 2, perché il cittadino è solo attraverso il voto, che decide chi sarà eletto. Quindi: buon voto a tutti.
    Per il resto pieno accordo anche con le osservazioni di Mauro e del mio omonimo.

  2. Non è la difesa della costituzione che porta instabilità ma la legge elettorale confusa e pasticciata. La riforma ,giustamente bocciata dagli italiani , limitava troppo le libertà dei cittadini e nulla ha a che vedere con la legge elettorale.

  3. Come si può avere un confronto elettorale se l’unico leader sicuro è Di Maio dei 5stelle? Infatti della destra non può essere Berlusconi perchè incandidabile(SOLO IN ITALIA SUCCEDE CHE PUç FARE CAMPAGNA ELETTORALE UNA PERSONA CONDANNATA DEFINITIVAMENTE ).Neanche Salvini è leader perchè berlusconi dice che se prende più voti forza italia ,non può essere lui.Nel centro sx non dicono che il leader è Renzi (altrimenti non prendono neanche il 10 per cento ,ma dicono che Gentiloni può essere di nuovo il presidente del consiglio .Conclusione Di Maio con quale leader deve confrontarsi ,se non esiste nessun candidato premier in nessun schieramento?

  4. Sono gli Italiani (dico sono, perché io ho votato Sì), con il loro NO al REFERENDUM del 4 DICEMBRE, che ci hanno riportato ad una situazione politica fatta di partiti, partitini, movimenti e movimentini che con questo terribile ROSATELLUM fanno di tutto per accaparrarsi un posticino nelle sedi istituzionali. Gli stessi Italiani che si sono mobilitati per difendere “a loro dire “la Costituzione Italiana, dovrebbero adesso, in nome del DIRITTO/DOVERE al VOTO riconosciuto da quella stessa Costituzione che hanno voluto “blindare”,tornare a VOTARE “per chi vogliono e come vogliono”, garantendo così una VERA MAGGIORANZA al risultato elettorale.

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