Parte oggi l’accoglienza degli eletti e le porte del Parlamento si aprono a deputati e senatori. L’iniziativa ‘accoglienza’ è cominciata questa mattina alla Camera e questo pomeriggio al Senato. Alla Camera infatti i nuovi deputati potranno presentarsi presso la Sala del Mappamondo dalle ore 9 alle ore 20, proseguendo l’accoglienza nella giornata di domani nei medesimi orari. I neo-eletti senatori verranno, invece, accolti a Palazzo Madama, presso la sala adibita alle conferenze stampa, a partire dalle 15. L’accoglienza avrà seguito fino a giovedì dalle ore 9 alle 20.30.

L’operazione è volta a dar corso ai compimenti necessari per consentire ai parlamentari della XVII legislatura di presenziare alla prima seduta delle Camere, convocata in data 22 marzo, e cioè venerdì prossimo. Per gli eletti è difatti prevista la compilazione di un modulo inclusivo dei rispettivi dati anagrafici, amministrativi e generalità, essi dovranno poi fare la foto di rito e, dietro correlativa mail istituzionale, avranno in consegna il token che consente l’accesso al portale e agli altri servizi informatici, unitamente al tesserino personale usufruibile nelle votazioni elettroniche.

Proprio il tesserino costituisce un documento di peculiare importanza, in quanto consentendo la votazione con sistema elettronico, va rigorosamente mantenuto il riferimento al titolare. Nello specifico, a Montecitorio per esempio, viene immatricolato sul tesserino un codice cifrato da dati biometrici, come i punti distintivi delle dita della mano appartenente al titolare deputato. I parlamentari ritireranno in aggiunta due moduli: il primo adibito al contrassegno che consente l’ingresso in auto nel centro storico di Roma, il secondo riservato alla scelta del gruppo.

La selezione del gruppo può tuttavia essere prorogata: al Senato entro tre giorni dalla prima seduta, mentre alla Camera nei limiti di due. Per quest’anno è stata declinata la consegna ai parlamentari del plico comprensivo del dettato costituzionale, dei regolamenti parlamentari e del formulario di funzionamento dei Palazzi. In riverenza al mezzo digitale (Grillo docet), tutta la documentazione sarà direttamente consultabile online sui siti delle corrispondenti Camere. In vista dei rispettivi adempimenti, sia Montecitorio che Palazzo Madama hanno delegato spazi ad hoc. Sono state predisposte 14 postazioni nella sala del Mappamondo alla Camera, ed altrettante sono state allestite nella sala conferenze al Senato.

La prima seduta ufficiale del nuovo Parlamento che si terrà venerdì dando avvio alla nuova legislatura, prevede per la Camera la convocazione alle 10.30 e per il Senato alle ore 11. A Palazzo Madama la seduta verrà presieduta dal senatore anagraficamente più grande, Emilio Colombo, 93 anni ad aprile. L’ordinamento per Montecitorio assegna la dirigenza operativa al più anziano tra i vicepresidenti per elezione della precedente legislatura, ossia Antonio Leone.  Successivamente alla prima seduta dove le singole collocazioni rimangono libere, la distribuzione dei parlamentari verrà a dipendere dagli accorpamenti autonomi di ciascun gruppo.

Tra le fila degli adempimenti che per primi verranno presi dal nuovo Parlamento si erge l’importante costituzione dell’ufficio di presidenza provvisorio e della giunta delle elezioni provvisoria, congiuntamente alla proclamazione dei deputati e dei senatori subentranti ai plurieletti. Raggiunto così l’assestamento definitivo, ciascuna Camera potrà poi procedere, già a partire dalla prima seduta, all’elezione del presidente. Quest’ultima si concluderà, al Senato, entro sabato (limite massimo), e alla Camera, vista l‘assenza del ballottaggio che alla terza votazione, previo mancato raggiungimento della maggioranza assoluta dei presenti, permette di scegliere tra i due candidati aventi più voti, potrà essere procrastinata in tempi anche successivi.

Entro il 18 marzo, poi, i parlamentari saranno tenuti a dichiarare l’appartenenza al gruppo scelto, ai senatori si lascia tempo fino al giorno successivo. Sempre entro la prossima settimana i vari gruppi dovranno infine indicare i rispettivi rappresentanti nelle commissioni permanenti.


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