Legge elettorale, sarà questa, finalmente, la settimana decisiva? Dopo mesi di incontri, dibattiti, consultazioni, anche i politici pare si siano accorti finalmente che il tempo sta stringendo, e, questa volta, udite udite, potrebbero davvero giungere a un accordo.

Anche perché, forse, qualcuno, dalle parti del Partito democratico, si sta rendendo conto che le controparti dell’attuale maggioranza, leggasi Udc e Pdl, con la gentile collaborazione della Lega Nord, non abbiano alcuna intenzione di stendere il tappeto rosso alla compagine di Bersani, lanciatissimo nei sondaggi, a un passo dal 30% dei consensi.

Al di là delle dichiarazioni ufficiali, è per questo che, qualche giorno fa, è stato compiuto un vero e proprio blitz in Commissione a opera dei partiti guidati da Alfano, Maroni e Casini, per portare, alla Camera, il premio di maggioranza alla coalizione in grado di superare la soglia del 42,5%.


Una percentuale fantascientifica anche per quello che attualmente è il primo partito italiano, ossia il Pd, che, stando così le regole, sarebbe costretto ad allearsi con Udc o Sel pur di avere i numeri per supportare un eventuale governo.

Dunque, dopo la stesura di bozze, controbozze e altri ammennicoli che hanno sortito l’unico effetto di allungare la vita al famigerato Porcellum, anche nel centrosinistra paiono essersi accorti che resta davvero un margine minimo, dal quale, comunque, scaturirà ormai più un compromesso che un vero e proprio accordo, con buona pace dei continui moniti del presidente della Repubblica per la riforma elettorale.

Gli altri partiti, da parte loro, hanno raggiunto il proprio scopo: temporeggiare il più possibile e tornare al voto con il sistema vigente, che garantirebbe la formazione di alleanze “variabili”, e, nelle malcelate speranze Udc, finirebbe per aprire le porte finanche a un Monti-bis.

Il sospetto che questa legge vada bene un po’ a tutti, però, è forte, anche perché, come noto, il sistema Calderoli si contraddistingue per la preminenza delle liste bloccate, che consentirebbero, ancora una volta, a tutte le segreterie di scegliere i propri futuri parlamentari.

L’unico che pare aver intrapreso una strada diversa è Beppe Grillo, che svolgerà, sì, primarie rivolte solo ai fedelissimi del MoVimento 5 Stelle, le quali però saranno indette per scegliere i singoli candidati a Camera e Senato. Un Grillo che, senza dubbio, preferirebbe la conservazione dell’attuale legge elettorale con sistema proporzionale e premio di maggioranza alla lista più votata, di fronte a sondaggi che lo danno vicinissimo al 20%.

Non a caso, anche lo stesso presidente di palazzo Madama Renato Schifani nei giorni scorsi ha lanciato una sorta di ultimatum ai partiti, invitandoli a trovare un’accordo sulla legge elettorale al più presto, o ci si ritroverebbe “Grillo all’80%”.

La replica del comico genovese, da sempre forte detrattore di Schifani, non si è lasciata attendere. Il leader del MoVimento 5 Stelle ha alzato i toni alla sua maniera, parlando apertamente, a questo proposito, di “golpe”.

Insomma, la confusione, sotto il sole, è tanta. Stupisce, ancora una volta, come la politica riesca masochisticamente a rendersi inerme mentre intorno a lei infuria la tempesta, popolare e istituzionale.

L’incapacità di una classe dirigente di darsi le regole per il proprio reclutamento è, alla fine dei conti, il segno più cocente di una sua generale sconfitta e della sua inadeguatezza.

Non cogliere il malessere dell’opinione pubblica, lasciando le regole come sono, o ancora peggio, introducendo nuovi paletti al solo scopo di rendere il Paese ingovernabile, è invece un vero e proprio delitto nei confronti del Paese.


CONDIVIDI
Articolo precedenteSneijder e non solo: ecco le gaffes dei vip su Twitter
Articolo successivoRiforma lavoro, Fornero: apprendistato avanti tutta. I nuovi contratti

1 COOMENTO

  1. DX , Centro e SX, si stanno barcamenando sulle alleanze allo scopo di trovare punti in comune e costituire un fronte quanto più possibile coeso per avere una maggioranza alle prossime elezioni. In casi come questo l’esperienza e la storia insegnano che ciò non porterà a nulla di buono.
    Intanto l’Italia agonizza sempre più e le aggettivazioni adottate nel descriverne lo stato di salute non si contano più.
    Trovo il comportamento dei politici molto irresponsabile, che mirano unicamente ad assicurarsi la poltrona senza curarsi d’altro. Trovo il comportamento del Presidente Napolitano poco efficace, molle, privo di autorità. Le sue parole, i suoi “inviti” per la legge elettorale non sono neppure presi in considerazione e questo mi preoccupa molto. Trovo l’intervento della Magistratura in alcuni scandali che hanno messo a nudo le ipocrisie di un sistema che non va affatto e che offende la dignità della gente onesta quando un LUSI fa sparire 22 milioni di Euro per andare a finire in un convento, perchè “pentito”, senza parlare poi del caso FIORITO e di tanti altri ancora che devono ancora venire alla luce. Ma che giustizia è questa. La gente si lamenta e i politici sono ansiosi su come fare ad assicurarsi lo scranno, le imprese chiudono e le persone si suicidano quando va bene se non addirittura darsi fuoco. Le banche, responsabili di tutto questo, non erogano finanziamenti e intere famiglie che non ce la fanno a pagare i mutui sono costrette alle peggiori condizioni di vivibilità. I bambini guardano con ingenuità e impotenza i genitori che litigano per i fabbisogni che non si riesce a soddisfare. La perdita dei posti di lavoro, il precariato, la cassa integrazione, ma che sta succedendo? Abbiamo un governo tecnico che si discolpa se la situazione è tragica. Adotta mezzi, provvedimenti cui i politici non avrebbero mai pensato di ricorrere per non perdere l’elettorato, non applica la patrimoniale a chi dovrebbe pagare, tenta di combattere l’evasione fiscale con puntate randomiche (che è anche giusto fare) quando vi sono soggetti che evadono per milioni e quando si tratta di rastrellare denaro vanno alla fonte toccando pensioni che la gente si è guadagnata lavorando una vita.

    In tutto questo i politici non si sentono coinvolti. I nuovi segretari di partito cercano di dare lustro all’immagine per accattivarsi gli elettori ma alla fine, fatte le elezioni ritorneranno quelli di prima e agiranno impuniti. Lo stesso Monti si è dichiarato disponibile a rimanere ma, personalmente, lo ritengo solo un pretesto per sottrarsi a possibili condanne, per le denunce che stanno piovendo copiose.

    Se dovesse dichiararsi di parte, penso che farà perdere un sacco di voti al partito di appartenenza. Giocoforza, non vi sono alternative. Monti (o il suo schieramento) non sarà votato e dovrà rispondere dei capi d’accusa (ove riscontrati) che la Magistratura sta tardando a contestargli col chiaro scopo di far arrivare la prescrizione tra qualche anno.

    Questo non è uno Stato, è uno sfascio nello Stato. I politici di lunga data devono andare via. Gli indagati non si devono presentare e coloro che hanno un conflitto di interessi devono lasciare la politica. I senatori a vita non devono avere diritto di voto, nè uno stipendio che fa morire quelle famiglie che non hanno nulla. I deputati e i senatori devono essere più che dimezzati, in concomitanza con le provincie e le istituzioni preposte al controllo della vita amministrativa dello Stato devono essere più autoritarie nel comminare sanzioni a chicchesia. Fallita la Prima Repubblica, la seconda ci consegna recessione, disperazione, impotenza, ingiustizie e, soprattutto, violazione delle più elementari necessità umane, relegando due generazioni: l’attuale che sta pagando per gli errori commessi in trent’anni di politica e quella successiva che non avrà neanche lacrime per piangere.

    Non comprendo come fa Monti a dichiarare che sta preparando il terreno per la crescita e semmai vi sarà, da chi e come verrà gestita e verso quale direzione?

    Le banche detengono un potere che noi stessi abbiamo dato loro. Ritirare i propri risparmi significherebbe togliere loro ossigeno e non si alimenterebbero corruzione, affarismi, clientele particolari, ecc. Loro sono come i politici: se non li voti non hanno potere, allora cosa vogliamo fare per la prossima primavera?

    Sono sicuro che la riforma elettorale sarà fatta quando l’elettorato non potrà più avere alternative ma, nel caso ciò accadesse,ci si può sempre difendere di fronte al Presidente di seggio, quando si va a votare, semplicemente consegnando il certificato elettorale e dicendo: “signor Presidente, mi rifiuto di votare per chè questo sistema non mi permette di scegliere un rappresentante da me voluto.” Dopo aver verbalizzato, il Presidente vi consegnerà il certificato timbrato, in quanto ci si è recati a fare il proprio dovere ma si è altrettanto esercitato un diritto.

    Devono capire che non si può privare la capacità di scelta di una persona, al di là di tutte le possibili scappatoie che cercano di trovare, come premi di maggioranza fissando tetti così alti da non permettere alle nuove forze politiche e/o movimenti di essere rappresentati adeguatamente. Del resto si vede chiaramente che tali proposte/scelte sono mirate unicamente a impedire un rinnovamento generazionale e mentale, ossia un nuovo modo di fare politica per il bene di tutti e che alla politica tutti devono concorrere. Un nuovo modo di concepire la società, al di là del tanto paventato “NUOVO ORDINE MONDIALE” che tanto la Chiesa, quanto la politica e il Capitale ( Rockfeller & C.) auspicano connotandolo come un nuovo corso cui tutti si dovranno “SOTTOMETTERE”. E’ proprio questo il problema, nessuno si vuole sottomettere a nessuno. Ognuno vuole vivere la propria vita nel modo più dignitoso possibile, senza intromissioni e forzature da parte di nessuno, men che meno delle banche, che hanno distrutto sogni, aspettative di giovani (e non solo), con lo scopo condiviso con la politica di condizionare il lavoro. E’ proprio questo binomio che è il responsabile di quanto sta accadendo in Italia e in Europa.

    Ad ogni buon conto, resto fiducioso che le formazioni politiche che si stanno riorganizzando subiranno una forte delusione in primavera.Confido nel fatto che alcune di esse non superino lo sbarramento, perchè se ciò avvenisse ed entrassero a far parte di un certo governo, prima o poi faranno sentire la loro voce al punto da creare tensioni e a riuscire a farlocadere. “VITA DOCET”.

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here