Alla tentazione delle primarie, ormai, non resiste più nessuno. All’ormai navigato Pd, è seguito un Pdl in crisi d’identità. Ora anche la “terza forza” – ma stando agli ultimi sondaggi, seconda – del ring politico sceglie la consultazione popolare per selezionare i propri futuri parlamentari: il MoVimento 5 Stelle, in vista delle elezioni politiche, farà le sue “primarie”.

Una votazione che, va detto subito, a differenza di quanto avviene ormai da alcuni anni nel Pd, non sarà “aperta”: le urne saranno riservate solo ai fedelissimi del MoVimento, sia per chi si vorrà presentare come candidato, che per i potenziali elettori.

Come ben espresso dalle regole pubblicate in rete lunedì scorso, infatti, potranno ambire a diventare i futuri parlamentari grillini solo coloro che si siano “ presentati alle elezioni comunali o regionali certificati con il logo del MoVimento 5 Stelle o Liste Civiche 5 Stelle”. Altro requisito: non essere stato eletto in alcuna consultazione.


Dunque, un filtro pesante ai candidati dell’ultima ora, quelli che approfittando del boom elettorale, sperano di ritagliarsi un seggio in Parlamento. Niente da fare, il MoVimento non accetta intrusi e si guarda bene dal rischio di “truppe cammellate” che, poi, in sede parlamentare, possono diventare delle mine vaganti tenendo in scacco l’intero MoVimento.

Anche sul fronte dei votanti, la selezione sarà rigidissima: potranno esprimere la preferenza per i candidati soltanto coloro che “risultano iscritti entro il 30/9/12 al MoVimento 5 Stelle”. Dunque, niente “albi degli elettori”, partecipazione allargata o, addirittura, l’utopia del voto libero online.

Insomma, pare tutt’altra musica rispetto alla tanto decantata apertura alla società civile: il MoVimento di Grillo sbarra gli ingressi e non vuole infiltrazioni. Come interpretare questa decisione?

Da una parte, nella manovra di reclutamento grillina si potrebbe leggere un voltafaccia su quelli che erano i principi originari del MoVimento di inclusione massima, democrazia aperta e attivismo dei cittadini in prima persona. Dall’altra, però, sembra che l’idea del comico – e di Gianroberto Casaleggio, uomo ombra del MoVimento – sia di premiare l’avanguardia della sempre più folta rete a 5 Stelle, quelli che, sin dalle prime battute, si sono esposti a favore del “partito” telematico emerso dal cliccatissimo blog del comico.

C’è poi da riconoscere un aspetto fondamentale: queste non sono primarie per il candidato premier, ma per i singoli candidati: un aspetto che, indubbiamente, costituisce una novità nel panorama italiano, dove, di consuetudine, si scelgono i comandanti ma i soldati vengono scelti dalle segreterie.

Inoltre, ogni votante, è specificato nelle regole diramate dal sito web del MoVimento, potrà esprimere sino a tre preferenze per i candidati, le cui liste saranno pubblicate online.

Naturalmente, è già partita la caccia ai futuri parlamentari “5 Stelle”: dato che sono già tutti iscritti alle liste elettorali del MoVimento, si iniziano a stilare possibili liste sui papabili 100-150 tra deputati e senatori che le liste di Grillo dovrebbero eleggere alle prossime elezioni politiche.

Per ora, di certo c’è che tutti costoro saranno candidati in base a una severa procedura interna: a tutti gli altri, che avevano sperato di cavalcare la montante onda grillina, non resta che stare a guardare.


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2 COMMENTI

  1. […] che pare aver intrapreso una strada diversa è Beppe Grillo, che svolgerà, sì, primarie rivolte solo ai fedelissimi del MoVimento 5 Stelle, le quali però saranno indette per scegliere i singoli candidati a Camera e Senato. Un Grillo che, […]

  2. Sono un siciliano e ho votato M5S, pensavo che fosse un movimento autonomo, troppo presto mi son dovuto ricredere. Questo apparentamento o comunque questo elogio di Di Pietro l’ho vissuto come il tradimento di qualcosa in cui cominciavo davvero a credere. Grillo se continui per questa strada, scordati in primis il mio voto e della mia famiglia nelle prossime elezioni e penso che incomincerai a scordarti pure i voti di buona parte degli italiani. Noi italiani cerchiamo pulizia, non giustizialismi solo per le cose altrui, mentre per le proprie ci si fa i propri comodi. Se devi scoprire i tuoi piani, in effetti, meglio adesso, così per le prossime elezioni ci sapremo regolare, che forse a questo punto è “meglio u tinto canusciuto chi u bono a canuscere”.

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