Sono uscite le regole delle primarie del pdl – c’è la notizia? – vi starete domandando, e anche giustamente, visto che quelle che sono state rese note sino ad oggi altro non sono che la riedizione di quelle del centrosinistra. Sarà deluso Matteo Renzi che si aspettava dal centro destra un tocco di originalità che, francamente, non c’è stato. L’unica differenza sostanziale è che non saranno primarie di coalizione ma di partito, quindi chiuse agli alleati politici di sempre, Lega in testa.

Si terranno il 16 dicembre, lo ha comunicato il segretario del Pdl Angelino Alfano, c’è la necessità, in effetti, che il nome del candidato premier che affronterà la campagna elettorale salti fuori presto, onde evitare di perdere altro tempo. Se Alfano ha ufficializzato la data, ci ha pensato Roberto Formigoni a svelare i meccanismi che consentono di presentarsi come candidato eleggibile alle elezioni di partito.

“Si sta andando verso elezioni aperte ma con alcune garanzie” ha dichiarato Formigoni, e per garanzie intende che chi vota debba “sottoscrivere un documento di valori e versare un contributo, probabilmente di 2 euro”, Renzi non avrebbe gradito ma Renzi sta dall’altra parte, giusto? Ad ogni modo i candidati eleggibili sono quelli che avranno raggiunto un minimo di 10.000 firme suddivise in 2.000 per almeno 5 regioni, le elezioni si svolgeranno a turno unico qualora uno dei candidati raggiunga una percentuale pari o superiore al 30 – 40%.


I candidati, noti, al momento sono 3, il segretario del Pdl Alfano, Daniela Santanché e Giancarlo Galan, l’ex governatore del Veneto. Personaggi politici dall’ appeal diverso e su cui ci sono stati già vari commenti, su Alfano si è espresso lo stesso Formigoni che ha dichiarato “Se vincesse Alfano si porrebbe sicuramente un problema, ma credo lo risolverebbe lo stesso Alfano. Ci sarebbe a quel punto uno in carica come segretario, ed uno in carica come nostro leader nelle istituzioni. È chiaro che se vince Alfano lascerebbe la carica da segretario. Non abbiamo parlato di questo, ma vale questa logica”.

Parole decisamente poco gradite a Cicchitto e Gasparri che hanno risposto “assolutamente no, perché mai? Alfano rimane segretario e si candida alle primarie”. Controreplica dallo staff di Formigoni, poi. Ovvero, “il problema si porrà nella misura in cui Alfano dovesse vincere, dopo le primarie, anche le elezioni”. Polemiche sulla candidatura anche dell’ex sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento Daniela Santanchè, secondo molti “burattino” nelle mani di Berlusconi anche se la pasionaria rassicura “Non ho parlato con Berlusconi della mia candidatura alle primarie del Pdl, ho già dimostrato di non essere come Ambra con l’auricolare. Ho una mia linea politica che saranno gli italiani a giudicare”.

E’ passato molto più sotto silenzio, invece, la candidatura di Galan, l’ex governatore del Veneto – nonché già titolare del dicastero dell’Agricoltura e dei Beni Culturali – forse perché ha giurato amore “politico” al Cavaliere, ammettendo che si farebbe da parte ad un suo ritorno in politica, anche se per il momento bisogna fare i conti anche con lui per concorrere ad un posto di candidato premier del centro destra. 


CONDIVIDI
Articolo precedenteRiforma forense, la Camera approva. Il testo
Articolo successivoDecreto Sanità, adesso il Dl Balduzzi è legge

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here