Per fortuna che Silvio (non) c’è”, potrebbe essere questo il ritornello adattato della celebre canzoncina che accompagnò la scorsa e ultima campagna elettorale del Cavaliere. E’ notizia di stamattina, infatti, che Silvio Berlusconi non si candiderà al ruolo di premier e, anzi, ha dichiarato come sia necessario scegliere il successore mediante il celebre metodo delle primarie, che, a quanto pare, vanno di gran moda. E così dopo 18 anni di carriera, ascesa e caduta politica, il signore di Arcore lascia fra lo scetticismo e il sollievo di molti.

Sono stati diversi i commenti in merito a questa decisione, alcuni dettati dal fair – play altri un po’ meno, del resto i nostri politici non brillano quasi mai per la scelta dei toni. Fra quanti non hanno affondato il colpo c’è Bersani che ha commentato l’addio del rivale e delle primarie del centrodestra come “una buona notizia”, non solo, il segretario del PD ha voluto fare un plauso al proprio partito ed ha dichiarato “che le primarie sono contagiose, che abbiamo segnato la strada”. L’ironia tutta emiliana però non si è fatta negare, infatti ha chiuso così il segretario “ora aspettiamo anche quelle di Grillo”.

Anche Renzi si dice “felice per la democrazia italiana” e, ossessionato com’è dai regolamenti, “curioso di vedere le regole che faranno loro”. Più cauta e scettica invece Rosy Bindilascia? Vediamo, se è vero è una buona notizia”.  L’ex segretario Udc, Marco Follini, come tanti, si è lasciato andare ad un cinguettio su Twitter “gesto obbligato ma anche generoso” decisamente meno galanti Massimo Donadi, il presidente dell’Idv alla Camera, e Nichi Vendola con i loro “agli italiani non gliene importa più niente” il primo “addio Silvio, senza rimpianti” il secondo.


Pier Ferdinando Casini ha detto che se lo aspettava e che non vede Alfano come successore ma “dopo Monti c’è Monti” e Benedetto Della Vedova (Fli), sempre da Twitter, “Saluto scelta (tardiva) primarie Pdl (più Lega immagino).  Auguri. Per noi montiani ora subito Lista per l’Italia. Vinca il migliore”, dunque anche le esequie politiche del Cavaliere sono buone per un po’ di campagna elettorale.

Il passo indietro di Berlusconi è un atto di generosità che apprezzo e che apre nuove prospettive per il futuro” parole, a mezzo facebook, di Roberto Maroni, il segretario del Carroccio guarda così avanti auspicando nuove prospettive e, probabilmente, nuove intese.

Sono arrivati poi gli attestati di stima dei fedelissimi, Cicchitto e Quagliarello hanno parlato di “gesto di grande nobiltà politica che rende più unito il partito e il centrodestra” mentre Lupi è arrivato a paragonare la scelta del cavaliere ad “un atto di amore verso l’Italia”. Secondo Formigoni sono state gettate le basi della rinascita del Pdl, mentre la Gelmini si lascia andare ad un commento quasi agiografico “ Silvio per la seconda volta ci insegna la virtù della rinuncia”, non una scelta felicissima per uno che faceva festini privati all’ insegna del lusso, e qui ci fermiamo.

Soddisfazione per chi le primarie le chiedeva da tempo all’ interno del centrodestra, Maurizio Crosetto che ritiene che in questo modo ci “sarà un confronto più serio e ci saranno almeno tre e quattro candidati. Tuttavia è prematuro fare nomi”. Per Stefania Craxi la scelta del Cavaliere è “saggia”.

La presidente dei Riformisti Italiani invoca primarie di coalizione. Convergono nella corrente del “rinnovamento” anche Gasparri e La Russa mentre Margherita Boniver è la più nostalgica di tutti “ sentiremo moltissimo la mancanza di Berlusconi leader in politica. Lo strumento delle primarie non mi convince”. “Decisione storica – afferma Rotondi – ma sarebbe stato meglio apprendere questa novità diversamente che dalle agenzie”, ma si sa, Silvio fa solo le cose in grande.


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2 COMMENTI

  1. Tranquilli, non lascia, è solo che non vuole metterci la faccia sulla batosta in arrivo per aprile sul suo schieramento politico. Ad aprile sarà di nuovo pronto a ridiscendere in campo per il “bene” dell’Italia

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