Dopo la revisione della spesa pubblica che ha caratterizzato l’estate dei palazzi romani e in attesa del rientro in aula, ci si concentra già su quelle che saranno le manovre di stimolo in vista della parte finale dell’anno. Ne sa qualcosa, il ministro per la Semplificazione e la Funzione pubblica Filippo Patroni Griffi, che, in un’intervista al Quotidiano Nazionale delinea la strategia del suo dicastero per i mesi a venire.

Compiti delle vacanze, dunque, poiché, se il professor Mario Monti ha fissato il ritrovo del governo per venerdì 24, all’appuntamento i vari ministri dovranno arrivare tutt’altro che impreparati. Sul tavolo, infatti, il premier si attende proposte chiare per ridurre ulteriori sprechi e favorire la crescita in tutti i settori, dopo la propulsione arrivata anche dal decreto sviluppo, convertito in legge anch’esso nel pieno dell’afa di luglio, tra un anticiclone e l’altro a fare da sfondo alle lunghe giornate sui banchi del Parlamento, tra emendamenti, voti di fiducia e dibattiti.

Patroni Griffi, già in prima linea con la stesura della spending review, soprattutto in riferimento ai tagli agli statali, ha in serbo alcuni “ricostituenti” per ridare fiato all’economia vessata da crisi globale e mali endemici ancora irrisolti. Due le parole d’ordine per il dossier che il titolare della Funzione Pubblica presenterà nel primo Consiglio dei Ministri dopo la pausa estiva: anti-corruzione e semplificazione.


Secondo il successore di Renato Brunetta, il miglior antidoto per i fenomeni corruttivi è perfezionare senza sosta la macchina amminstrativa, già in panne talvolta per i ritmi  elefantiaci o talaltra a causa di un’efficienza non proprio al passo coi tempi. Ecco, dunque, che la via maestra per ridurre i tempi di attesa e evitare smarrimenti in labirinti di pratiche e certificazioni è “oliare la macchina – spiega patroni Griffi – con la rotazione  dei dirigenti preposti a quel settore o con la pubblicazione su internet dello stato della pratica”.

I risultati confortanti della sperimentazione nei primi 4 mesi dell’anno in 88 Comuni dei rimedi taglia-certificati (il 53,65% in meno sugli enti monitorati) danno fiato alle speranze del ministro, che pigia sull’accelertatore verso questo traguardo: “Un piccolo o medio imprenditore che voglia avviare un’impresa, invece di chiedere quattro o cinque autorizzazioni potrà fare una sola domanda e ottenere un’autorizzazione integrata che contenga tutti questi permessi”. E Patroni Griffi è certo che questi risultati si otterranno attuando le norme del decreto Semplifica Italia, il cui regolamento “sarà concordato – annuncia il ministro – con le Regioni e sarà pronto entro settembre”.

Altra spina non di poco conto, per la Funzione pubblica, è quella sugli esuberi degli statali: la spending review convertita in legge, infatti, prevede un taglio del 20% dei dirigenti e del 10% degli altri dipendenti pubblici, con messa in mobilità biennale, al termine della quale, specifica Patroni Griffi “se non c’è riassorbimento del lavoratore da parte dell’amministrazione, scatta il licenziamento“. Naturalmente, esclusi i casi di mobilità-ponte per la pensione.

Ultimo tema toccato da Patroni Griffi, un nervo scoperto dell’opinione pubblica: il tetto agli stipendi dei manager pubblici. Il salario massimo per le figure dirigenziali del settore  pubblico, infatti, era stato inserito in un primo momento proprio nella spending review, salvo poi venire posto in essere solo per i contratti futuri. “Ho inviato ai miei colleghi un questionario – risponde il ministro – per avere un resoconto sull’attuazione della norma. A settembre avrò i risultati”. Nel frattermpo, dovrebbe essere partita l’ultima fase di riforme del governo Monti, il semestre finale che sarà certamente caldo, anzi rovente, malgrado l’inverno alle porte.


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  1. Bravo il ministro, apprezzo l’intenzione di lottare contro la corruzione. Mi dispiace apprendere che la riduzione degli stipendi sarà applicata ai nuovi contratti ma dopo leggo che vuole un reseconto sugli effetti dell’applicazione della norma. Comprendo le difficoltà di chi deve colpire i diritti dei lavoratori, tali sono anche i dirigenti, ma se si prevede il licenziamento di 24000 lavoratori per l’accorpamento delle Province e il licenziamento di dipendenti e dirigenti, è giusto risparmiare in un momento critico, tali importi sono iniqui, confrontiamo i stipendi dei ns. dirigenti con quello di altri paesi, forse diminuendo il numero dei dirigenti e i loro compensi si può diminuire il numero dei licenziamenti. Ha appreso quanti disoccupati vi sono in Italia, il problema che senza domanda di servizi e senza aumento dei consumi non riparte l’economia.Buon lavoro.

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