Prepensionamenti quasi impossibili, spesa Inps alle stelle

Redazione 30/06/14
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Pensioni, allarme rosso senza fine. Dopo le smentite del ministro del Lavoro Poletti, che ha smorzato sul nascere ogni speranza di rinnovamento della legge sulla previdenza, il panorama disegnato dagli istituti di settore è quantomai fosco e con sempre meno speranza, anche in relazione alla recente riforma della pubblica amministrazione del ministro Madia.

Mentre si continua ad attendere il rapporto governativo ufficiale sull’esborso della spesa pensionistica, la cui ultima pubblicazione risale a un anno prima dell’arrivo della contestatissima legge Fornero, emerge come i pensionati italiani siano quelli che, nell’orbita Ue, cedono di più allo Stato, mentre le risorse necessarie per l’erogazione degli assegni non accennano a diminuire.

E’ quanto si deduce dal Rapporto sulla previdenza italiana, a opera di un pool di studiosi guidato da Alberto Brambilla, in passato al vertice del centro studi dell’esecutivo. E il dato iniziale, quello del primo anno dopo la cura Fornero voluta da Bruxelles e dal governo tecnico di Mario Monti, fa saltare all’occhio come la spesa previdenziale del 2012 si sia attestata a un livello superiore rispetto ai dodici mesi precedenti, con 211 miliardi, in aumento di oltre il 3%.

Un conteggio che, se soppesato alle entrate contributive ferme a 190 miliardi, evidenzia come il saldo sia tutt’altro che positivo, facendo registrare -21 miliardi che vanno ad aggiungersi al rosso già accumulato dagli enti previdenziali negli anni passati, e pari a quasi il 27% in più rispetto al 2011. Insomma, un baratro.

Un quadro che, comunque, potrebbe essere ben meno roseo, se non fosse per le gestioni in attivo delle casse specializzate, come quelle relative a professionisti  o i lavoratori dipendenti del privato, ce riescono a ridurre il passivo rispetto alla performance ben poco invidiabile degli altri enti. Secondo le stime, infatti, il disavanzo sarebbe potuto crescere fino a superare i 30 miliardi di euro nel solo 2012.

Le casse meno efficienti, da questo punto di vista, a parere dello studio presentato ieri, sono quelle dei dipendenti pubblici ex Inpdap, oggi inclusi nel nuovo superInps, con il record di rosso a 23 miliardi, mentre le sole Ferrovie dello Stato si difendono, avendone accumulato uno superiore a 4 miliardi.

E come se non bastasse, gli ulteriori rapporti stilati nel dossier, evocano scenari ancora più inquietanti per il prossimo futuro: il prepensionamento inquadrato dal governo nel recente disegno di riforma della pubblica amministrazione, potrebbe essere già soffocato sul nascere, dal momento che già nel 2012 il rapporto tra pensionati e dipendenti attivi era 1 ritirato ogni 1,1 alla scrivania. una stima che, secondo lo studio, “esclude per logica ogni ipotesi di prepensionamento”.

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