Anticipo TFR per mutuo casa: come funziona per i dipendenti

Paolo Ballanti 26/10/22
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Chi può richiedere l’anticipo Tfr per mutuo casa? Come funziona? Il Tfr è un esempio di retribuzione differita dal momento che matura nel corso del contratto di lavoro ma il suo pagamento è posticipato in un’unica soluzione alla cessazione del rapporto.

La disciplina del Trattamento di fine rapporto è contenuta nel Codice civile, precisamente all’articolo 2120. Quest’ultimo prevede che in “ogni caso di cessazione del rapporto di lavoro subordinato, il prestatore di lavoro ha diritto ad un trattamenti di fine rapporto”. Per calcolare l’importo spettante è necessario sommare, per ciascun anno di servizio, una quota pari e comunque non superiore all’importo della “retribuzione dovuta per l’anno stesso divisa per 13,5”.

In deroga al pagamento del Tfr alla cessazione del rapporto, la normativa consente (articolo 2120, comma 6) di anticipare una quota – parte di quanto maturato dal dipendente, in costanza di contratto. Tuttavia, al fine di tutelare sia la posizione del dipendente (affinché abbia comunque una “dote” alla cessazione del contratto) che quella dell’azienda (chiamata a far fronte ad un esborso economico, in alcuni casi di importo rilevante), il Codice civile limita il riconoscimento dell’anticipo Tfr ad una serie di limiti e requisiti, rappresentati da:
  • Motivazione alla base della richiesta di anticipo;
  • Numero di volte in cui il dipendente ha percepito l’anticipo;
  • Anzianità di servizio;
  • Percentuale anticipabile;
  • Numero di richieste che possono essere accolte dall’azienda.
  • Analizziamo la questione in dettaglio, in particolare le condizioni richieste al lavoratore che intende ricevere l’anticipo Tfr per il mutuo della casa di abitazione.
    Indice
    Anticipo TFR per mutuo casa: come funziona Tra le ipotesi in cui può essere chiesto l’anticipo Tfr figura l’acquisto della prima casa per sé o per i figli.
    Con il termine “prima casa” si intende un immobile destinato alla normale residenza ed abitazione del lavoratore e della sua famiglia.

    Negli anni la giurisprudenza ha dettagliato le ipotesi in cui è ammissibile o meno l’anticipazione. Per quanto riguarda l’anticipo Tfr per mutuo casa, si segnala la pronuncia della Pretura di Ravenna del 23 agosto 1996 con cui si è affermato che la “richiesta di anticipazione sul trattamento di fine rapporto per l’acquisto della prima casa” effettuata successivamente all’accensione di un mutuo ipotecario, è legittima “sempreché il pagamento della somma, anche residua, sia di importo superiore o equivalente alla somma che si intende richiedere”.

    Pertanto, l’anticipo Tfr per il mutuo casa è possibile a patto che il finanziamento, anche residuo, quale risulta dal piano di ammortamento, sia superiore o equivalente alla somma riconosciuta a titolo di anticipazione.
    Anticipo TFR per mutuo casa: quali documenti presentare Al fine di ottenere l’anticipo Tfr per mutuo casa, il lavoratore dovrà presentare tutta la documentazione utile a dimostrare la veridicità di quanto affermato. Ci riferiamo, ad esempio, a:
  • Atto notarile di compravendita dell’immobile;
  • Atto di accensione mutuo ipotecario;
  • Piano di ammortamento del mutuo e situazione aggiornata rilasciata dalla banca creditrice;
  • Visura catastale dell’immobile.
  • Ad accompagnare la documentazione citata anche una richiesta scritta del lavoratore, da presentare al datore di lavoro con:
  • Raccomandata a mano;
  • Raccomandata A / R;
  • Posta elettronica ordinaria o certificata.
  • L’azienda, ricevuta la richiesta, dovrà comunque fornire un riscontro, sempre in forma scritta, sia in caso di esito positivo che negativo.
    Anticipo TFR per mutuo casa: anzianità di servizio L’anticipo Tfr può essere riconosciuto a coloro che hanno maturato almeno otto anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro. Con il termine “anni di servizio” si intendono quelli complessivamente in forza nella medesima azienda e non i periodi effettivamente lavorati.

    Il mantenimento degli anni di servizio può verificarsi anche nelle ipotesi di passaggio di un dipendente da un’azienda ad un’altra, a patto che in quell’occasione non gli venga liquidato il Tfr. È il caso, ad esempio, dei lavoratori coinvolti in trasferimenti d’azienda per:
  • Cessione;
  • Fusione, per incorporazione o creazione di una nuova società;
  • Scissione;
  • Usufrutto;
  • Affitto d’azienda.
  • Anticipo TFR per mutuo casa: limiti Il lavoratore ha diritto di chiedere l’anticipo Tfr una sola volta nel corso del rapporto, a patto che siano presenti gli altri requisiti richiesti.

    L’azienda è tenuta ad accogliere le richieste di anticipo Tfr nel rispetto di un limite annuo, pari al 10% dei lavoratori aventi diritto e, in ogni caso, del 4% del numero totale dei dipendenti (articolo 2120, comma 7).
    Il paniere su cui calcolare le percentuali del 10 e del 4% è rappresentato dai lavoratori in forza all’inizio dell’anno, come precisato nella sentenza di Corte di Cassazione del 3 novembre 1980 numero 5861.
    Sempre secondo un orientamento della Suprema Corte (sentenza 6 marzo 1992 numero 2749) la disciplina dell’anticipo Tfr non trova applicazione per le realtà che occupano meno di venticinque dipendenti. In queste ipotesi, infatti, il limite del 4% darebbe un risultato inferiore ad uno.

    Di segno contrario, il pensiero della giurisprudenza di merito (Pretura Milano 9 febbraio 1984) per cui il regime dell’anticipazione Tfr opera anche per le realtà al di sotto dei venticinque dipendenti, con la precisazione che la richiesta non può essere accolta fino a che il cumulo dei valori decimali maturati ogni anno non raggiunga il valore 1.

    Per esempio, un’azienda con:
  • 7 dipendenti può accogliere una richiesta di anticipazione ogni 3 anni, in base al seguente calcolo 4% di 7 = 0,35 * 3 = 1,05;
  • 5 dipendenti può accogliere una richiesta di anticipazione ogni 5 anni, dal momento che 4% di 5 = 0,20 * 5 = 1;
  • 4 dipendenti può accogliere una richiesta di anticipazione ogni 6 anni, posto che 4% di 4 = 0,16 * 6 = 0,96 arrotondato ad 1.
  • Anticipo TFR per mutuo casa: a quanto ammonta La somma riconosciuta a titolo di anticipazione Tfr non può eccedere il 70% del trattamento cui il lavoratore avrebbe avuto diritto nel caso di cessazione del contratto alla data della richiesta.

    Le somme corrisposte in busta paga a titolo di anticipo Tfr saranno, al pari di quanto riconosciuto alla cessazione del rapporto:
  • Esenti da trattenute per contributi Inps a carico del dipendente;
  • Soggette a trattenuta fiscale a titolo di tassazione separata;
  • Non considerate nel conteggio del reddito imponibile ai fini fiscali del contribuente.
  • Anticipo TFR per mutuo casa: priorità I contratti collettivi, nonché gli accordi aziendali o i regolamenti interni, possono prevedere criteri di priorità, nel caso in cui il datore di lavoro si trovi di fronte a più richieste di anticipazione e non sia in grado di soddisfarle tutte.

    In assenza comunque di previsioni in tal senso, si può adottare il criterio cronologico.