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Governo Draghi: ampio sostegno con il sì degli iscritti M5S. Si attendono i nomi della squadra

Il 59,3% degli iscritti M5S si è pronunciato a favore del sostegno al governo. Tra le ombre di una scissione, il Movimento sosterrà il Governo Draghi. Aumenta l'attesa per la salita al Colle del premier incaricato

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Con il 59,3% dei voti a favore, gli iscritti del Movimento 5 stelle approvano il sostegno al Governo Draghi. Una buona notizia, dopo i segnali di apertura reciproca tra il premier incaricato e il Movimento nella figura del garante Beppe Grillo.

Alle votazioni di ieri su Rousseau hanno partecipato quasi 75.000 iscritti, con 44.177 sì. Non un plebiscito quindi, con la base che rispecchia quelli che sono gli animi in parlamento. Le conseguenze del voto potrebbero portare a una scissione, con Alessandro Di Battista che ha già annunciato la sua volontà di abbandonare il Movimento: “Mi faccio da parte” ha affermato Di Battista in un video in cui spiega le sue ragioni.

Con la caduta dell’ultimo ostacolo al governo Draghi, che dispone adesso quindi della più ampia maggioranza possibile (con la sola esclusione di Fratelli d’Italia), resta solo l’attesa per i nomi che comporranno la squadra di governo. Abbiamo ipotizzato in questo articolo i nomi più probabili, ma i dubbi restano molti, così come la composizione del governo, sia questa tecnica o tecnico-politica. Nelle ultime ore si è fatta sempre più forte la voce di un possibile ruolo del premier dimissionario Conte all’interno del nuovo esecutivo, sebbene il giurista stesso avesse smentito nei giorni scorsi una nuova partecipazione nel Governo.

Tra le novità, il Ministero della Transizione Ecologica, fortemente voluto dai 5 stelle e che sarà sicuramente ambito da questi ultimi dopo l’appoggio al governo. La parola spetta a Draghi, che in questo momento si trova ancora in Umbria a cercare di delineare la compagine dell’esecutivo, fissando la linea di governo e i progetti da attuare nel prossimo futuro. La prospettiva, con questa maggioranza, potrebbe essere quella di arrivare al 2023.

Ambiente, lavoro, vaccini, fisco, riforma della giustizia, sono solo alcuni dei temi caldi sui quali il governo Draghi dovrà esprimersi. Abbiamo parlato qui degli scenari che potrebbero verificarsi nel caso in cui il blocco dei licenziamenti non venisse ulteriormente prorogato, proroga chiesta a gran voce dalle parti sociali durante le consultazioni con Draghi.

Dal Quirinale l’indicazione per Draghi è di prendersi tutto il tempo che possa servire, non ci saranno contrattazioni sui nomi ma sarà il premier incaricato a doverli presentare. Mentre cresce l’attesa, con indiscrezioni che vogliono il voto di fiducia tra lunedì e martedì al Senato e il giorno successivo alla Camera, ci si aspetta che Draghi possa sciogliere la riserva stasera o nella giornata di domani, giurando domenica 14 febbraio.

Governo Draghi: le tappe per la formazione del nuovo esecutivo

(FOTO quirinale.it)



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