stop al condono fiscale

Sempre più a ridosso di dicembre, mese in cui la Manovra 2019 dovrà essere chiusa, passa la linea del Movimento 5 stelle e l’ultimo accordo di Governo cancella il Condono dall’impianto del Decreto fiscale, lasciando intatta solo la Pace fiscale.

Pieno accordo sul decreto fiscale. Confermata l’assenza del condono, restano tutte le misure della pace fiscale come la possibilità di spalmare in 5 anni il dovuto, la possibilità di uscire da ogni grado di giudizio del processo tributario pagando una piccola percentuale commisurata alla vittoria nei vari gradi di giudizio”. È quanto hanno riferito fonti di governo della Lega al termine del vertice sul decreto fiscale a Palazzo Chigi, confermando che sparisce la possibilità di dichiarazione integrativa.

Ecco il sunto quindi: niente condono. Scompare la dichiarazione integrativa, lasciando solo la possibilità di regolarizzare solo il dichiarato.

E c’è di più: rinviato il carcere per gli evasori, detassate le sigarette elettroniche e in arrivo un Disegno di legge ad hoc per mettere nero su bianco tutte le modifiche apportate.

Sarà quindi una Manovra piena di carte allegate: dalle pensioni Quota 100 e reddito di cittadinanza alle modifiche al Decreto fiscale.

Vediamo quindi cosa cambia in tema Fisco per il 2019, in base all’ultimo accordo raggiunto nel Governo Legastellato.

Manovra 2019, l’Accordo: Condono fiscale cancellato

La famosa Dichiarazione integrativa speciale, inizialmente prevista, è stata tolta dal testo: consentiva di dichiarare fino al 30% in più di quanto già comunicato al fisco, con un tetto massimo complessivo di 100 mila euro di imponibile per anno d’imposta su 5 anni.

In linea teorica quindi erano sanabili posizioni fino a mezzo milione di euro: in base a questa misura quindi sarebbero stati sanati non solo imposte e contributi non versati, ma anche quelli non dichiarati. Bè, ora non più. Dopo l’Accordo trovato in Consiglio dei ministri, la dichiarazione integrativa speciale è stata cancellata.

Stop al condono fiscale: cosa resta?

Cosa resta? Resta il fatto che si potrà regolarizzare solo quello che è stato dichiarato. E gli errori formali in dichiarazione dei redditi potranno quindi essere corretti pagando 150200 euro per ogni anno. Resteranno invece in piedi le altre sanatorie, dalla rottamazione-ter alle liti fiscali. Così come rimarrà la norma sul saldo e stralcio ma solo delle minicartelle.

Manovra 2019, l’Accordo: niente carcere per gli evasori

Se da questo punto di vista è passata la linea intransigente dei pentastellati, su un altro aspetto i 5 stelle hanno dovuto demordere: è stata infatti messa in stand-by, e quindi rinviata a tempi migliori, la norma che prevedeva il carcere fino a 5 anni per gli evasori fiscali.

Manovra 2019, l’Accordo: Bonus bebè nel Decreto fiscale

Il discusso Bonus bebè, la cui proroga non era stata inserita in Legge di bilancio, sarà invece incluso nel Decreto Fiscale. Stando così le cose dunque, dovrebbe essere prorogato anche nel 2019.

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