(Foto Ansa/ufficio stampa Palazzo Chigi/Filippo Attili) Dopo una giornata ad alta tensione sulla Manovra, fatta di incontri e proposte, alla fine l’intesa è arrivata: ha vinto la linea Di Maio-Salvini che porterà l’asticella del rapporto Deficit-Pil al 2,4 per cento per il triennio 2019-2021. Un tetto più che sforato rispetto alle prime intenzioni del titolare dell’economia Giovanni Tria, che ha dovuto letteralmente soccombere ai due vicepremier. Una legge di bilancio che arriverà a 27 miliardi.

Manovra approvata (o meglio approvata la nota di aggiornamento al Def) e parlamentari 5 stelle in piazza a festeggiare. Sopra, dai balconi di Palazzo Chigi un Di Maio euforico urla che l’Italia è cambiata.

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I portavoce hanno dato l’annuncio sull’intesa poco dopo le 21 di ieri sera, mentre l’Italia era in trepidante attesa: “accordo raggiunto con tutto il Governo sul 2,4 per cento. Siamo soddisfatti, è la manovra del cambiamento”.

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L’asticella è stata portata a questa cifra per un motivo ben preciso: si è deciso di confermare l’impianto della Legge di bilancio voluto da Lega e 5 Stelle, che prevede lo smantellamento della Legge fornero con la nuova Quota 100 e pensione anticipata, la Flat tax, la pace fiscale, il reddito e la pensione di cittadinanza.

Dodici ore di intense trattative, poi il Professore ha dovuto cedere. Il ministro Tria non ha potuto fare altro che demordere, arrendersi, ma non mollare fino in fondo. Non si è infatti dimesso, resterà al suo posto a tentare di tenere il timone di un’Italia che per il prossimo triennio farà i conti on l’indebitamento per finanziare quella che i 5 stelle definiscono una manovra “del popolo”, “espansiva” e “del cambiamento”.

Una manovra che ora dovrà fare i conti con due altri scogli però: la reazione dei mercati, e ancora di più, il parere della Commissione europea, che verso il 20 ottobre dovrà esprimere un giudizio dopo la presentazione formale della Legge di bilancio.

Vediamo cosa in concreto è stato approvato ieri sera nella stanza dei bottoni di Palazzo Chigi. Cosa prevede il Def firmato 5 stelle-Lega sotto l’egida del Premier Conte?

Manovra, Pensioni: Quota 100 e nuova Pensione anticipata

Approvato il depotenziamento della Legge Fornero. Costo 8 miliardi.

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  • Sarà introdotta la Pensione con la Quota 100. Significa che per andare in pensione servirà la somma di anni di età e di contributi, che dovrà essere uguale a 100. La soglia minima dovrebbe essere 62 anni di età e 37 di contributi o 64 con 36 anni di contributi. Fatto sta che il Governo esulta perché 400 mila lavoratori schiacciati dalla riforma Fornero potranno ora uscire dalla prigione del lavoro e ritirarsi.
  • La nuova pensione anticipata invece prevede l’uscita dal lavoro indipendentemente dall’età, è sufficiente il raggiungimento di un certo numero di anni di contributi: oggi questo numero è fissato a 43 anni e 3 mesi. Con la nuova Manovra il tetto scenderà a 41 anni (al massimo 42).

Manovra: Pensione di cittadinanza

Oltre al reddito è prevista una Pensione di cittadinanza per le persone che dal lavoro sono uscite già ma percepiscono una pensione minima sotto la soglia di povertà. Questa pensione minima verrà innalzata a 780 euro mensili. Per contenere i costi però saranno applicati limiti di reddito personale e familiare. Costo 4 miliardi.

Manovra: Reddito di cittadinanza

Dal prossimo marzo-aprile partirà anche il Reddito di cittadinanza con l’erogazione di un sussidio dello stesso importo della pensione – 780 euro – a disoccupati o chi si trovi senza reddito, purchè accettino di immergersi in un percorso di reinserimento lavorativo. Una misura che raggiungerà circa 6 milioni e mezzo di cittadini. Costo 10 miliardi.

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Manovra: Flat tax graduale

La riduzione delle imposte per i dipendenti e pensionati arriverà nel 2020. Un percorso che dovrà portare entro fine legislatura a due aliquote: 23 per cento per redditi fino a 75 mila euro e 33 per cento per quelli superiori. Si parte nel 2020 con lo sfoltimento delle aliquote Irpef. Nel frattempo ciò che verrà fatto è la Flat tax per le partite Iva: un’estensione del Regime forfetario del 15 per cento per chi ha ricavi fino a 65 mila euro.

Manovra: pace fiscale per debiti fino a 100 mila euro

Chiamiamola pace fiscale o condono. Sarà limitata comunque ai debiti fino a 100 mila euro, coinvolgerà i contribuenti con cartelle esattoriali e debiti fiscali fino a questa entità limite. Questi potranno sanare il debito pagando, a saldo e stralcio, un’aliquota del 6, 15 o 25 per cento a seconda dell’importo.

La manovra firmata 5 stelle – Lega prevede inoltre, come già promesso il blocco dell’aumento dell’Iva e lo stanziamento di altri soldi nel Fondo per risarcire i risparmiatori colpiti da crack bancari, complessivamente 1,5 miliardi di euro.

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