Al termine della riunione del Consiglio dei Ministri svoltasi ieri a Palazzo Chigi, il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e il Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, hanno illustrato i provvedimenti approvati nella manovra di Stabilità (clicca qui per approfondire).

FLESSIBILITA’ PARZIALE IN USCITA: PART-TIME

La maggiore novità riguarda l’annoso capitolo delle pensioni. Ha trovato, infatti, posto nella legge di bilancio una riforma parziale del sistema previdenziale per il 2016, con l’introduzione di un part-time volontario ed agevolato volto ad accompagnare al pensionamento i lavoratori più anziani in maniera attiva.


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Il part-time può essere richiesto senza comportare penalizzazioni sull’assegno pensionistico in quanto sarà direttamente lo Stato a farsi carico dei contributi figurativi. Spetterà, invece, al datore di lavoro corrispondere in busta paga al lavoratore la quota dei contributi riferiti alle ore non prestate, da trasformarsi poi in salario netto.

SALVAGUARDIA ESODATI

Novità, anche se in parte annunciata, sul fronte esodati con la conferma della settima operazione di salvaguardia a favore dei soggetti in situazioni di difficoltà lavorativa, che però non hanno ancora maturato i requisiti previsti dalla legge Fornero per poter accedere alla pensione.

Le coperture finanziarie che verranno utilizzate per sovvenzionare l’operazione di settima salvaguardia saranno, ha garantito ieri il premier ai margini della conferenza stampa, le risorse che non sono state utilizzate nelle precedenti manovre di salvaguardia, già concluse.

OPZIONE DONNA

Via libera anche alla proroga della cosiddetta Opzione Donna, vale a dire il regime sperimentale previsto per le donne che intendono lasciare il lavoro con 35 anni di contributi e 57-58 anni di età (e la pensione calcolata con il sistema contributivo).  Tale regime, come stabilito nella nuova legge di Stabilità, viene esteso anche al 2016, l’anno in cui devono essere maturati i requisiti.

PENSIONATI

Il capitolo pensioni, si chiude infine con la previsione dell’innalzamento della “no tax area”, la soglia di reddito entro la quale i pensionati non devono versare l’Irpef. Per i soggetti che superano i 75 anni, infatti, con la nuova finanziaria si passa dall’attuale soglia di 7.750 euro a 8mila euro, in sostanza raggiungendo lo stesso livello che viene stabilito per i lavoratori dipendenti.  Per i pensionati di età inferiore ai 75 anni, invece, la “no tax area” aumenta da 7.500 euro a 7.750 euro.


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