Meno di mezz’ora fa è terminata  la discussione del Consiglio dei Ministri che ha varato la Legge di Stabilità 2016, la manovra compresa tra i 27 e i 30 miliardi di euro, a seconda dell’accoglimento o meno da parte di Bruxelles del margine richiesto dal Governo italiano di deficit pari allo 0,2% del Pil in vista dell’emergenza migranti.
Il Presidente del Consiglio, Renzi, ha presentato il testo sottolineando come”per la prima volta nella storia repubblicana con il nostro Governo le tasse vanno giù”.

Tra gli interventi segnalati: il bonus da 80 euro, la riduzione di Tasi e Imu , il taglio dell’Ires e dell’Irpef previsti per i prossimi anni. In riferimento al taglio dell’Ires, la tassa sui profitti delle imprese, ne è stato annunciato l’anticipo rispetto alla disposizione iniziale, prevista dal 2017, già a partire dal prossimo anno. Il tutto, però, ha precisato Renzi dipende dall’accoglienza o meno “della clausola dei margini sull’emergenza migranti”. “Saremo ben felici  – ha commentato il premier – di usarla per l’Ires e per ulteriori interventi sull’edilizia scolastica”.

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Annunciati anche i tanto attesi interventi sui “minimi per le Partite Iva” che hanno fatto parlare di “una sorta di Jobs Act per i lavoratori autonomi” ha detto Renzi. Confermati i cosiddetti super-ammortamenti: le imprese, infatti, che decideranno di investire in macchinari rinnovati potranno beneficiare di un ammortamento del  140% del rispettivo valore.
Cancellate poi le tasse sulla prima casa, e in programma si delinea una manovra straordinaria di efficientamento energetico ed edilizio sulle case popolari.

In riferimento alle coperture, 17 miliardi dovrebbero servire per le clausole di salvaguardia, oltre 4 miliardi per l’abolizione della tassa sulla casa e infine altri 6 miliardi per ulteriori interventi espansivi, tra cui la proroga parziale della decontribuzione sulle nuove assunzioni a tempo indeterminato, l’anticipo del taglio dell’Ires, il finanziamento delle spese indifferibili.

Intorno ai 13 miliardi dovrebbero, dunque, assestarsi le coperture finanziarie. La manovra invece, complessivamente, potrebbe raggiungere i 30 miliardi, a seconda della partita Ue. Qualora l’aggiuntiva clausola di flessibilità relativa alla questione-migranti fosse accettata, infatti, potrebbero essere sfruttati in deficit ulteriori 0,2 punti del prodotto interno lordo, con un rapporto finale dell’indebitamento pari al 2,4% del Pil.

Ora si attende, per l’approvazione definitiva del testo, l’esame del Parlamento e di Bruxelles. Ci sarà tempo fino a novembre per ricever il via libera da parte dell’Europa. Intanto, però, in relazione alla cancellazione della tassa sulla prima casa, si è già fatta sentire, con parere avverso, la Commissione europea che ha invitato il Governo a far slittare la tassazione dal lavoro ai consumi, alla proprietà e al capitale.


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  1. 200 milioni per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego a fronte di una stima iniziale di 1,6 miliardi. In pratica è un governo illegale che non rispetta nemmeno le sentenze della Corte Costituzionale

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