Dopo tre settimane di stop, il Parlamento riapre i battenti. Senatori e deputati sono pronti a tornare sui banchi delle rispettive aule, per riprendere i lavori lasciati prima della lunga pausa ferragostana.

In coda, tra Montecitorio e palazzo Madama, restano molti decreti con data di scadenza ormai imminente, e, nel frattempo, altri se ne sono aggiunti per effetto delle deliberazioni del Consiglio dei ministri, che ha continuato la propria attività anche nelle settimane di stasi parlamentare.

Tra gli ultimi arrivati, ad esempio, figura il decreto 101/2013, quello con le nuove norme sui precari della pubblica amministrazione, ma non solo, che è già sul tavolo della commissione Affari costituzionali del Senato. L’avvio dell’esame al  testo è fissato proprio per oggi: non sono escluse sorprese in sede di emendamento, vista la delicatezza delle corde toccate nel provvedimento (concorsi pubblici, contratti atipici ed eccezioni, consulenze, mobilità). Sempre in ottica di gestione delle risorse, poi, è in via di definizione anche la coppia di disegni di legge che riguarda il rendiconto 2012 e l’assestamento di bilancio per l’anno in corso.


Quindi, tempi più stretti richiede la proposta di legge, supportata con grande vigore dal presidente della Camera Laura Boldrini, sul femminicidio, il decreto 93/2013, la cui discussione è già fissata in commissioni riunite Affari costituzionali e Giustizia proprio a Montecitorio per questo venerdì.

Anche qui, però, difficile azzardare previsioni sulle tempistiche di conversione in legge: il testo del decreto “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere” rappresenta una materia di ampia risonanza, e dunque gli emendamenti apportati al testo potrebbero essere numerosi, anche se difficilmente potranno realizzarsi scontri inattesi in Commissione su un tema che nei significati di fondo unisce tutte le forze politiche.

Passiamo, quindi, a una proposta di legge di cui si è ancora parlato poco, ma che, se qualora venga approvata, introdurrà sicuramente rilevantissime novità per i coniugi che intendano divorziare: si tratta, non a caso, delle possibili innovazioni sulla domanda di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio, che andrebbe a rivedere l’articolo 3 della legge 898/1970, relativo ai presupposti per la domanda di scioglimento.

Infine, resta sempre in attesa di un approdo in Parlamento la dibattuta modifica della legge elettorale, la modifica al Porcellum che è sempre nell’agenda politica  ma non viene mai portata a termine. Sarà questa la volta buona? Al Senato è presente un disegno di legge per modificare la legge che regola la rappresentanza parlamentare, ma tutto, naturalmente, dipenderà dalla tenuta o meno dell’esecutivo nelle prossime settimane.


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