L’esito del secondo turno delle elezioni amministrative lascia una traccia inequivocabile: il centrosinistra – o esponenti che gravitano nella sua orbita politica e culturale – guida tutte le dieci maggiori città d’Italia, da nord a sud senza particolari distinzioni di sorta.

Innanzitutto, era da oltre vent’anni che i primi cittadini delle due maggiori città italiane non appartenevano all’area di centrosinistra e questa è già di per sé una novità di assoluta rilevanza. La lunga tradizione dei sindaci di estrazione socialista al Comune di Milano era infatti stata spezzata dall’avanzata leghista dei primi anni ’90 e, quindi, i primi cittadini arrivati successivamente dovevano la propria elezione proprio a quel panorama politico.

Situazione diversa a Roma, dove, invece, la storica egemonia del centrosinistra era stata spezzata nel 2008 dall’elezione a sorpresa dell’ex An Gianni Alemanno, con il Partito democratico che presentava un imbolsito Francesco Rutelli, già sindaco per un decennio e, dunque, cavallo perdente per l’elettorato romano in tempi di rinnovamento. Poi, ieri, il ritorno del centrosinistra con Ignazio Marino.


A cambiare l’aria delle più rilevanti amministrazioni locali italiane è certamente stata l’infornata tra il 2011 e il 2012, ma è solo con la vittoria di Enzo Bianco a Catania che il centrosinistra si trova a guidare ufficialmente, come non accadeva da molto tempo, tutte le dieci principali città italiane per numero di abitanti. Ecco chi sono:

1. Roma: Ignazio Marino, 58 anni, chirurgo nato a Genova che ha sempre fatto dei diritti civili la bandiera delle proprie battaglie. Senatore dal 2006, prima come indipendente nelle file dei Ds e poi come personaggio di spicco del Partito democratico di cui, nel 2009, si candidò alla segreteria nazionale con una percentuale di sostenitori vicina al 15%.

2. Milano: Giuliano Pisapia, 64 anni, avvocato eletto come indipendente per il centrosinistra nel 2011, dopo aver vinto le combattutissime primarie contro Stefano Boeri e aver scalzato il sindaco in carica Letizia Moratti. Come professionista, è stato impegnato in alcuni tra i più spinosi casi degli ultimi anni, come l’estradizione di Abdullah Ocalan e la difesa dei famigliari di Carlo Giuliani dopo il G8 del 2001.

3. Napoli: Luigi De Magistris, 46 anni. Dopo una lunga carriera in magistratura, De Magistris è stato protagonista di alcune inchieste che hanno creato forte clamore mediatico e crepe istituzionali. Nel 2009, viene eletto parlamentare europeo come indipendente candidato nelle file dell’Italia dei Valori e, due anni  più tardi, si candida a sindaco di Napoli nell’indifferenza generale, riuscendo però ad arrivare al ballottaggio e a vincere le elezioni. Ultimamente, dopo il flop di Rivoluzione civile alle politiche, i ricambi della giunta e un malcontento crescente verso l’amministrazione, la sua stella sembra un po’ appannata.

4. Torino: Piero Fassino, 54 anni, già esponente storico del passaggio dal Pds al Partito democratico, che ha guidato in prima persona nei passaggi decisivi, due volte ministro tra il 1998 e il 2000, Fassino ha conosciuto una seconda giovinezza politica come sostituto dell’amato Sergio Chiamparino in scadenza di mandato. E’ sindaco di Torino dal 2011, grazie alla vittoria al primo turno.

5. Palermo: Leoluca Orlando, 64 anni, esponente storico del legalitarismo italiano, è alla guida del capoluogo siciliano per la quarta volta, dopo le esperienze tra gli anni ’80 e ’90 con Dc e La Rete. Nel 2012, decide di tornare in campo per la sua città dopo le turbolente primarie locali del centrosinistra, imponendosi al ballottaggio con il 72% delle preferenze.

6. Genova: Marco Doria, 55 anni, studioso e docente accademico di area comunista, negli ultimi anni aderisce, da indipendente, a Sinistra, Ecologia e Libertà. Anche la sua, nel 2012, è stata un’affermazione a sorpresa, soprattutto alle primarie del centrosinistra, dove è riuscito a sconfiggere il sindaco uscente Vincenzi. Quindi, si è imposto al ballottaggio con quasi il 60% delle preferenze.

7. Bologna: Virginio Merola, 58 anni, esponente storico della sinistra bolognese, è riuscito ad arrivare alla guida del Comune emiliano nel 2011, dopo aver vinto le primarie interne al centrosinistra al secondo tentativo, dopo quelle del 2008. Di un soffio, riesce a guadagnare la fascia al primo turno.

8. Firenze: Matteo Renzi, 38 anni, enfant prodige della politica italiana, sindaco della città gigliata dal 2009 e, in precedenza, presidente della provincia fiorentina a soli 29 anni. Nel 2012, è sconfitto da Pier Luigi Bersani per guidare il centrosinistra alle elezioni politiche, ma resta tuttora il maggior indiziato per la prossima candidatura a premier.

9. Bari: Michele Emiliano, 54 anni, ex magistrato, personaggio sui generis della sinistra italiana, guida il capoluogo pugliese dal 2004. Al primo mandato, riuscì a vincere le elezioni senza necessità del ballottaggio, che invece gli servì cinque anni più tardi per proseguire la sua esperienza amministrativa.

10. Catania: Enzo Bianco, 62 anni, al quarto mandato a sindaco della città siciliana, dopo l esperienze tra fine anni ’80 e ’90, che lo hanno visto anche alla guida dell’Anci. In precedenza, ha ricoperto l’incarico di ministro dell’Interno nell’ultimo governo D’Alema. Due volte deputato e altrettante senatore, sempre in orbita Ulivo-Margherita-Pd.

 


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