La lista dei sottosegretari e dei viceministri è pronta: poche ore fa raccontavamo della lotta intestina tra le varie fazioni nei singoli partiti per accaparrarsi i posti al sole rimasti nella squadra del governo Letta. Ora, a distanza di neanche un giorno, i giochi sono fatti grazie a un blitz in Consiglio dei Ministri protrattosi a tarda serata, che ha messo a punto in fretta e furia le caselle ancora vuote.

Così,  ecco stilata la successione delle seconde linee della squadra di Enrico Letta, con Pd e Pdl che hanno fatto da padroni per riequilibrare i rapporti di forza di un esecutivo secondo gli uni troppo orientato verso destra, secondo gli altri più targato Pd di quanto potessero tollerare.

Quindi, il numero è tutt’altro che da austerity governativa: 40 i nuovi nominati, contro i 28 del precedente governo Monti o i 37 del Berlusconi 2008, uno degli esecutivi più affollati di sempre.

Insomma, il solito gioco delle parti: e l’esito è emblematico se si pensa che tra i sottosegretari nominati figura anche quella Micaela Biancofiore che giusto qualche settimana fa lanciava sul web la candidatura al Quirinale di Silvio Berlusconi. Quindi, sorprende anche la nomina di Gianfranco Micciché a sottosegretario alla Pubblica amministrazione, prima in corsa solitaria alle elezioni siciliane – permettendo così la vittoria di Rosario Crocetta – poi tornato sui suoi passi alle nazionali, entrano nella falange berlusconiana con il suo Grande Sud e, oggi, evidentemente, passato all’incasso con la poltrona del Ministero D’Alia. Insieme a loro, come sottosegretari a palazzo Chigi, figurano il democratico Giovanni Legnini (Editoria e Attuazione Programma), mentre Sesa Amici (Pd) e Sabrina de Camillis andranno a coadiuvare Dario Franceschini nei Rapporti con il Parlamento. Un big del centrosinistra è invece Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno e vice ai Trasporti mentre l’ex saggio Filippo Bubbico sarà la spalla di Angelino Alfano agli Interni; sottosegretario all’Ambiente Marco Flavio Cirillo.

Gli altri esponenti di centrodestra entrati nelle file dei sottosegretari sono esponenti di seconda fascia del partito, con le primedonne lasciate al riparo di eventuali turbolenze, a eccezione, naturalmente, dei ministri Lupi, Alfano e Quagliariello. Così, vediamo entrare nella squadra di governo Bruno Archi agli Esteri, Simona Vicari allo Sviluppo economico, Walter Ferrazza del Mir – alleato del Pdl – agli Affari regionali. Ben più noto è invece l’ex Garante antitrust Antonio Catricalà, che diventa sottosegretario alle Telecomunicazioni.

A completare la rosa, poi, troviamo anche nomi proposti dal Partito democratico, su tutti quel Stefano Fassina più volte indicato come possibile titolare di un dicastero e ora nominato vice del ministro del Tesoro Saccomanni, con delega alla riforma fiscale, che verrà affiancato dal Pdl Luigi Casero. Sottosegretari sempre agli ordini di Fabrizio Saccomanni saranno invece Alberto Giorgetti e Pier Paolo Baretta. Rocco Girlanda (Pdl) affiancherà il suo “mentore” Maurizio Lupi alle Infrastrutture, mentre il presidente dei Federalberghi Bernabò Bocca (Pdl) finisce al Turismo.  Lavoro e Welfare vengono presi rispettivamente da Cecilia Guerra e Jole Santelli. Tre i vice di Emma Bonino alla Farnesina: Marta Dassù, Bruno Archi, e Lapo Pistelli.

C’è qualcosa anche per la corrente renziana del Partito democratico, con Simonetta Giordani sottosegretario alla Cultura, Domenica Manzione al Viminale e Erasmo De Angelis a bilanciare il peso politico alle Infrastrutture. Chiudono la fila Gabriele Toccafondi, Marco Rossi e Gianluca Galletti, più Simonetta Giordani e Ilaria Borletti Buitoni a Cultura e Turismo, Paolo Fadda alla Salute.

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