Il nuovo presidente del Consiglio sarà Enrico Letta. Ne sono convinti osservatori, analisti e addetti ai lavori che, in seguito alla nottata post consultazioni lampo di ieri, stanno spargendo il verbo in attesa dell’ufficialità: Giorgio Napolitano ha scelto l’esponente Pd.

Se la notizia venisse confermata dal Quirinale, si tratterebbe del secondo premier più giovane per la storia d’Italia, dopo Giovanni Goria che fu nominato presidente del Consiglio dei ministri nel 1986 a 43 anni. Letta, infatti, compirà 47 anni il prossimo 20 agosto.

Dunque, il presidente della Repubblica avrebbe deciso di puntare su un “giovane” – in Italia a 46 anni un politico spesso è alle prime armi – ma di esperienza come Enrico Letta, da sempre tra i papaveri del Partito democratico, nipote “d’arte” con lo zio Gianni fido braccio destro di Berlusconi nei lunghi anni di governo del Cavaliere.

Insomma, si conferma la linea del Colle emersa già ieri nelle consultazioni flash: mettere a capo del nascituro governo non un personaggio all’ennesima esperienza da premier, ma “testare” un volto nuovo, senza però fare un salto nel buio. In un primo momento si era fatta strada l’ipotesi di mandare direttamente a palazzo Chigi Matteo Renzi, sull’onda dello sconquasso in casa Pd e in virtù delle simpatie che il sindaco fiorentino nutre anche sul centrodestra. Poi, però, pare sia arrivato il veto direttamente da Silvio Berlusconi e, così, il Colle ha cercato una soluzione il più possibile condivisa tra i partiti che ne hanno caratterizzato la rielezione di sabato.

Nella logica di Napolitano, dunque, Letta risponde perfettamente ai criteri del nuovo capo del governo: da anni in Parlamento, con Massimo D’Alema è stato il più giovane ministro della Repubblica, quando gli venne affidato, nel 1998, il dicastero delle Politiche comunitarie. Quindi, negli anni seguenti, venne dirottato a Industria, Commercio e Artigianato. Con il governo Prodi del 2006, ha ricoperto la carica di sottosegretario alla presidenza del Consiglio e, negli ultimi anni, è stato vicesegretario Pd.

Intanto, si avanzano già le prime ipotesi della lista dei ministri. Tra i papabili, troviamo il direttore generale di Bankitalia Fabrizio Saccomanni all’Economia e il fondatore e presidente Istat Enrico Giovannini sembra pronto a rilevare lo Sviluppo da Corrado Passera o la Funzione Pubblica da Filippo Patroni Griffi.

Considerando, poi, che l’agenda del governo Letta sarà quella messa nero su bianco dai dieci saggi di Napolitano, non è da escludere che nella squadra dei ministri entri anche il garante Antitrust Giovanni Pitruzzella, che delle due Commissioni era uno tra i membri non politici più in vista.

Allo stesso modo, chance per il presidente emerito della Consulta Valerio Onida, che potrebbe finire alla Giustizia, mentre alla Farnesina sembra prendere piede l’idea di mettere in campo Emma Bonino. Agli Interni, Anna Maria Cancellieri potrebbe essere l’unica reduce del governo Monti a restare in pista, mentre per l’Istruzione la lotta sembra tra una vecchia conoscenza, Maria Stella Gelmini, e l’esponente di Scelta civica Mario Mauro.

Anche l’ex sindaco di Torino Sergio Chiamparino, che a sorpresa nei giorni scorsi è entrato ber un breve lasso di tempo nel toto Quirinale, potrebbe essere chiamato a occuparsi della materia più delicata, il Lavoro.

 


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