I dieci saggi hanno consegnato al Presidente della Repubblica il doppio dispaccio con la cura per i mali dell’Italia, elencando quelli che, almeno a loro avviso, sono gli ambiti di intervento più urgenti.

Come noto, le commissioni in cui gli specialisti nominati dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si dividevano erano due: un gruppo di lavoro sui temi politico-istituzionali e l’altro sui temi economico-sociali ed europei.

I componenti delle due Commissioni erano così distribuiti: Valerio Onida, Mario Mauro, Gaetano Quagliariello, Luciano Violante, Enrico Giovannini per il gruppo politico-istituzionale e Giovanni Pitruzzella, Salvatore Rossi, Giancarlo Giorgetti, Filippo Bubbico Enzo Moavero Milanesi per quello ecoomico-sociale.

Entrate in carica lo scorso 30 marzo, in pieno periodo pasquale, le due task force hanno svolto sottotraccia le proprie relazioni tecniche, che hanno consegnato a distanza di due settimane dal via all’operato.

Con questi atti, con ogni probabilità, si chiude la parentesi dei saggi, che, per stessa ammissione del presidente della Commissione politico-istituzionale Onida : “Sono inutili, servono a prendere tempo”.

Nonostante le perplessità anche dei diretti interessati, e le polemiche che si sono accavallate negli ultimi 15 giorni, le due commissioni hanno elencato i propri consigli per cambiare l’Italia. Una serie di auspici, l’agenda del futuro governo, uno sforzo accademico…le interpretazioni al lavoro delle commissioni sono molteplici, come anche i punti enunciati nelle due presentazioni: si va dal finanziamento pubblico ai partiti, al lavoro, al Parlamento, alla legge sul conflitto d’interessi, agli ammortizzatori sociali. Ce n’è per tutti i gusti, anche se ancora manca una guida politica capace di mettere in pratica i propositi.

Vai al testo della relazione della Commissione politico-istituzionale

Vai al testo della relazione finale della Commissione economico-sociale ed europea

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