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Oltre che dei correttivi sulle società partecipate e in merito alla dirigenza sanitaria, sarà stilato un vero e proprio “decalogo” (7 già previsti, 3 che si aggiungono) dei casi in cui un dipendente pubblico rischia il licenziamento disciplinare: ciò alla luce di una vera e propria intesa con le Regioni (e non con un mero parere).
Si fa sul serio, dunque. È lotta aperta ai c.d. furbetti del cartellino, e in generale a tutti i “fannulloni dello Stato”. Vediamo le principali novità.
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Riforma Pubblica Amministrazione 2016: quali sono i casi in cui un dipendente pubblico può essere licenziato?
Tra le cause di licenziamento disciplinare figurano: la falsa attestazione della presenza in servizio, lo scarso rendimento, omessa segnalazione di illecito del dipendente assenteista da parte del responsabile gerarchico.
E ancora: le gravi e reiterate violazioni del Codice di Comportamento, come l’accettazione di regali costosi o l’abuso di auto di rappresentanza.
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Licenziamento disciplinare: come è irrogata la sanzione?
I tempi massimi di durata della procedura di licenziamento disciplinare dovrebbero essere fissati a 3-4 mesi. Già vigente è il procedimento accelerato (1 mese) per il licenziamento dei “furbetti del cartellino”: questo, tuttavia, sarà esteso a tutti gli illeciti accertati in flagranza.
L’obiettivo di celerità potrà essere raggiunto, secondo quanto ritenuto dal Consiglio dei Ministri, soltanto accentrando la gestione delle sanzioni più gravi in capo ad un unico ufficio.
Direttamente dai contratti, invece, saranno disciplinate le infrazioni per le quali sia prevista una sanzione di minore gravità.
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Licenziamento: rispetto dei termini ininfluente
Non esiste prescrizione: anche la violazione dei termini interni fissati per la procedura non potranno mai costituire motivo di invalidità della sanzione inflitta. Nel caso in cui il giudice ritenga non proporzionale e adeguata la sanzione disciplinare, il procedimento di accertamento e irrogazione si ripeterà nuovamente, fatto sempre salvo il diritto di difesa.
Il Governo ha intenzione, inoltre, di affidare ad uno speciale polo interno dell’Inps, le visite fiscali e l’accertamento delle malattie dei dipendenti pubblici.
Nel mirino soprattutto le assenze strategiche in periodi di superlavoro o in prossimità di finesettimana o ponti festivi, c.d. assenzi del lunedì e venerdì. I periodi di fuoco probabilmente segnalati sono quelli in prossimità di eventi internazionali (G7), i periodi di iscrizione a scuola, del pagamento del 730 precompilato dell’Agenzia delle Entrate.
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La riforma della trasparenza
La riforma della normativa sulla trasparenza, il D.Lgs. 33/2013 riscritto in parte dal D.Lgs. 97/2016, mira ad introdurre in Italia un vero e proprio Freedom of Information Act (FOIA), in analogia a quanto fatto nei Paesi del Nord Europa ed anglosassoni, richiedendo un profondo ripensamento delle modalità operative e mettendo la trasparenza dell’operato della pubblica amministrazione al centro della propria attività.L’elemento più rilevante della riforma, tale da indurre le amministrazioni a modificare organizzazione e comportamenti, amplia l’accesso civico, che divienediritto di ogni cittadino di pretendere la pubblicazione nei siti istituzionali degli atti e delle informazioni da rendere obbligatoriamente pubblici e ottenere gratuitamente dati, informazioni e documenti prodotti. L’eventuale rigetto delle domande di accesso dovrà essere sempre molto ben motivato.La riforma punta anche alla semplificazione dei troppi adempimenti richiesti dalla normativa: viene eliminato il Piano triennale per la trasparenza e l’integrità, essendo sufficiente il Piano triennale della prevenzione della corruzione; alcuni adempimenti non saranno più richiesti, come la produzione dell’elenco semestrale dei provvedimenti in tema di appalti e concorsi; alcune pubblicazioni sui portali, nella sezione “Amministrazione trasparente”, potranno effettuarsi tramite link già presenti nei siti, evitando duplicazioni; i comuni con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti saranno esentati da una serie di adempimenti su cui si attendono le linee guida che emanerà l’Anac; vengono estesi gli obblighi di pubblicità incombenti sugli organi politici anche ai dirigenti pubblici. Luigi Oliveri Dirigente amministrativo della Provincia di Verona, collaboratore del quotidiano “Italia Oggi”, autore di molteplici volumi sul Diritto amministrativo e degli Enti locali, docente in corsi di formazione.
Luigi Oliveri | 2016 Maggioli Editore
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