Maxi-bonus famiglie, il piano: detrazione di 10mila euro per figli a carico. Le novità

Chiara Arroi 21/04/23
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Zero tasse per chi fa figli: questa l’idea su cui ora punta il governo, con un maxi-bonus famiglie da 10 mila euro, per aggredire il problema del calo delle nascite.

L’idea era stata lanciata dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, come trapelato dal quotidiano Il Foglio. Ora però anche il sottosegretario dello sviluppo economico, Massimo Bitonci rincara, annunciando qualche dettaglio in più sulla misura allo studio: “non significa abbandonare l’assegno unico” (che anzi il governo vorrebbe aumentare, come indicato nel DEF 2023). “oltre a questo – aggiunge – si dovrebbe reintrodurre una detrazione di 10.000 euro l’anno per ogni figlio a carico (ora 950 euro fino ai 21 anni) fino al termine degli studi anche universitari, per tutti i nuclei senza limiti di reddito”.

In sostanza tasse azzerate per chi fa figli. Come evidenziato dal Foglio, l’unico Paese in Europa ad aver già studiato una norma simile è l’Ungheria di Viktor Orbán. Il modello Ungheria sulle politiche familiari non a caso è sempre piaciuto a Meloni e Salvini, e ora potrebbe essere preso come spunto per rivedere la politica per le famiglia italiana e sostenere la ripresa delle nascite, con incentivi che, di fatto, quasi cancellerebbero la tassazione per coppie che decidono di mettere su famiglia.

Indice

Maxi-bonus famiglia 10 mila euro: il piano del governo

Il piano del governo, e quindi l’idea lanciata dal ministro dell’Economia Giorgetti, sarebbe quella di introdurre un maxi-bonus famiglie, con una super detrazione di 10mila euro per coppie che fanno figli (per figlio): “Abbiamo l’occasione della legge delega fiscale che già qualcosa dice. Lo strumento della detrazione figli a carico è stato rivisto con l’assegno unico“. Ora si punta a “presentare entro l’anno un bonus famiglie modello ‘110%’ pensato per i genitori con figli. In sintesi: niente tasse per chi fa figli”, ha affermato Giorgetti.

Tra le priorità del governo, – ha ricordato anche il viceministro all’Economia Maurizio Leo, “c’è il sostegno alla natalità, come riporta il Def. Le risorse dovranno essere individuate con la Nadef”

Ricordiamo che la Nadef è la nota di aggiornamento al DEF (approvato ad aprile 2023 dal governo). Questa vedrà la luce in autunno 2023.

Come ribadito dal ministro Giorgetti in audizione il 20 aprile alle Commissioni bilancio di Camera e Senato: Sulle tendenze di lungo periodo “gioca un ruolo rilevante la tendenza demografica. L’inversione della curva demografica è una delle principali sfide del nostro Paese. Da diversi anni le previsioni della popolazione residente pubblicate da ISTAT forniscono un quadro preoccupante, con calo graduale e continuo della popolazione. Tali tendenze possono essere contrastate con le politiche di sostegno alla natalità e alla genitorialità, come pure con politiche volte ad incentivare il tasso di partecipazione al lavoro ovvero l’offerta di lavoro individuale e l’imprenditorialità femminile, al fine di stimolare cambiamenti nelle abitudini e nei progetti di vita delle persone”.

Come funzionerebbe il maxi-bonus 10 mila euro per figli

Se andasse in porto l’introduzione del maxi-bonus famiglie, questa misura azzererebbe di fatto le tasse alle famiglie che fanno figli, in questo modo: si potrebbero stanziare 10mila euro oppure 5mila euro per ogni figlio, fino al compimento degli studi, che andranno ad abbattere la tassazione sul reddito delle famiglie.

Non dovrebbero essere introdotti limiti di reddito. Quindi la misura sarebbe rivolta a tutta la platea di cittadini che fa figli.

Numeri e risorse disponibili

Le misure per la natalità, comunque, come gli altri impegni presi dal governo, dalle pensioni ai rinnovi contrattuali, dovranno fare i conti con le risorse disponibili: al momento gli spazi in deficit aperti dal Def (3,4 miliardi quest’anno e 4,5 il prossimo) sono già appaltati per il prossimo taglio del cuneo e la riduzione delle tasse.

Per tutto il resto bisognerà attendere la Nota di aggiornamento al Def in autunno. L’emergenza nascite è al centro del dibattito da giorni, soprattutto dopo che l’Istat ha certificato una natalità al minimo storico, con meno di 7 neonati e oltre 12 decessi ogni 1.000 abitanti.

Cosa prevede il DEF 2023

Il Documento di economia e finanza 2023 approvato dal governo, delinea i tre principali obiettivi programmatici della politica economica e di bilancio del Governo per il medio termine:

  • la rinuncia graduale ad alcune delle misure straordinarie di politica fiscale attuate negli scorsi tre anni e l’individuazione di nuovi interventi a sostegno dei soggetti più vulnerabili e per il rilancio dell’economia;
  • la riduzione graduale, ma in misura sostenuta nel tempo, del deficit e del debito della pubblica amministrazione in rapporto al prodotto interno lordo (PIL). Il Governo conferma gli obiettivi di indebitamento netto in rapporto al PIL già dichiarati a novembre nel Documento Programmatico di Bilancio (DPB), ossia 4,5 per cento quest’anno, 3,7 per cento nel 2024 e 3,0 per cento nel 2025. L’obiettivo per il 2026 viene posto pari al 2,5 per cento;
  • il sostegno alla ripresa dell’economia italiana, volto a conseguire tassi di crescita del PIL e del benessere economico dei cittadini più elevati di quelli registrati nei due decenni scorsi.

In questo DEF il governo stima una crescita dellʼ1% del Pil italiano e un deficit al 4,5%, rispetto a uno scenario tendenziale che vede il Prodotto interno lordo allo 0,9% e lʼindebitamento al 4,35%.

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