Manovra 2023: Opzione Donna, multe Pos, caro energia. Le ultime novità

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Prosegue il frenetico percorso che porterà alla Manovra 2023, il primo macro atto finanziario del governo Meloni (dopo il dl Aiuti Quater). Sul piatto una serie di misure che dovranno servire a ridurre l’impatto negativo di inflazione e caro prezzi, di aumento costo energia e caro bollette. Frenetico a causa dei tempi stretti per l’invio del disegno di legge in Parlamento, e per la successiva approvazione della legge, che dovrà avvenire entro la fine dell’anno, per non rischiare di passare all’esercizio provvisorio. Il 21 novembre il disegno di Legge di Bilancio è stato approvato in CdM, e il testo è stato bollinato il 30 novembre. La parola passa ora al Parlamento. Nell’ultima versione del testo, con 174 articoli, arrivano anche 50 milioni di euro per il completamento della Metro C di Roma e viene confermato lo stop alle multe per gli esercenti che rifiutano i pagamento col Pos per importi inferiori a 60 euro.
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Manovra 2023 – testo integrale bollinato 2 MB
Tra le altre misure pronte a vedere la luce: il nuovo tetto al contante di 5mila euro nel 2023; stralcio cartelle sotto i 1.000 euro; Flat Tax forfettari; taglio del cuneo fiscale per imprese e lavoratori; potenziamento bonus sociale bollette. E c’è anche spazio per il ponte sullo Stretto: prevista in Manovra la revoca della liquidazione della società incaricata della progettazione dell’opera. Alla luce delle ultime novità inserite nel testo bollinato, ecco una sintesi delle principali misure che saranno presenti nel testo, che sarà poi perfezionato in Parlamento.
Indice
Manovra 2023: più risorse dalla NADEF La Nota di aggiornamento al documento di economia e finanza (NADEF) approvata lo scorso 4 novembre ha rivisto al rialzo le stime di crescita del PIL italiano per il 2022, portandola dal 3,3% al 3,7%. Ridotta tuttavia la stima per il 2023, che da una crescita prevista dello 0,6% vede una riduzione allo 0,3%, risultato che si allinea a quello degli altri paesi europei.

Sono state invece riviste lievemente al rialzo le previsioni di deficit per il 2024, dal 3,5 al 3,6 per cento del PIL, e per il 2025, dal 3,2 al 3,3 per cento, a causa soprattutto di maggiori oneri per interessi sul debito pubblico causati dal recente rialzo dei rendimenti di mercato.

Il Governo ha deciso, per sostenere imprese e cittadini in questo momento di crisi energetica, di mantenere le previsioni di indebitamento al 5,6% per quest’anno, nonostante il miglioramento del PIL, ottenendo così altri 9 miliardi di euro che serviranno a finanziare “la riproposizione dei crediti di imposta a favore delle imprese e il taglio delle accise sui carburanti fino al 31 dicembre” arrivato con il Decreto Aiuti Quater, e ulteriori 30 miliardi per il 2023.

Si legge nella NADEF che “con ambizione, pragmatismo e prudenza, la legge di bilancio porrà le basi per superare le complicate difficoltà di questi anni e rispondere alle migliori speranze dei cittadini, senza tuttavia perdere di vista la sostenibilità della finanza pubblica, come conferma la discesa del rapporto debito/PIL da circa il 150 per cento del 2021 a poco più del 141 per cento nel 2025“. Per farlo, però, il governo ha presentato in Parlamento un nuovo piano di indebitamento.
Manovra 2023: taglio cuneo fiscale Una delle misure che riguardano il lavoro è il taglio del cuneo fiscale. Nello specifico si parlerebbe di una conferma dell’attuale taglio di 2 punti percentuali previsto dalla scorsa Legge di Bilancio. Il taglio viene portato al 3%, a patto che la “retribuzione imponibile, parametrata su base mensile per tredici mensilità, non ecceda l’importo mensile di 1.538 euro” maggiorato, per la competenza del mese di dicembre, del rateo di tredicesima. Manovra 2023: revisione pensioni Per quanto riguarda le pensioni, come anticipato e visti gli stretti tempi per approvare la Manovra, la Legge di Bilancio 2023 dovrebbe contenere la proroga di Opzione Donna e Ape Sociale. Previsto inoltre un meccanismo di uscita anticipata con la cosiddetta “Quota 103“, una misura che consentirebbe di andare in pensione con 41 anni di contributi e con 62 anni d’età.

Per Opzione Donna modifiche sul requisito anagrafico: in pensione a 58 anni con due figli o più, a 59 con un figlio, a 60 negli altri casi. Possono accedere alla misura di flessibilità le donne che si trovano in una di queste condizioni:
  • assistono, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero un parente o un affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i settanta anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti; 
  • hanno una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale al 74 per cento;
  • sono lavoratrici licenziate o dipendenti da imprese per le quali è attivo un tavolo di confronto per la gestione della crisi aziendale presso la struttura per la crisi d’impresa di cui all’articolo 1, comma 852, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. In quest’ultimo caso si può andare in pensione direttamente a 58 anni a prescindere dal numero dei figli.
  • Per chi decide di restare al lavoro invece è previsto un bonus sotto forma di decontribuzione al 10%.
    Manovra 2023: Flat Tax 85mila euro Forfettari In base a quanto riportato nel comunicato stampa post CdM è in arrivo con la prossima Legge di bilancio un’estensione della Flat Tax al 15% ai forfettari con fatturati fino a 85mila euro. L’obiettivo iniziale era di innalzare la soglia a 100mila euro. I pochi fondi a disposizione per quest’anno però obbligheranno l’esecutivo a fermarsi su un’asticella più bassa, come aveva annunciato tempo da a Radio24 il sottosegretario all’Economia, Federico Freni, parlando di “85-90mila euro”.

    Si parla inoltre dell’introduzione per i lavoratori autonomi di una flat tax incrementale al 15% con una franchigia del 5% e un tetto massimo di 40.000 euro.
    Discorso a parte invece sull’idea di introdurre una Flat tax incrementale per lavoratori dipendenti. Il progetto potrebbe arenarsi, a causa dei limiti delle casse statali per il 2023. La misura porterebbe a una tassazione del 15% sull’incremento di reddito da lavoro e da impresa. Una soluzione che verrebbe abbandonata per ora, perché troppo costosa. Manovra 2023: incentivi assunzioni Previste agevolazioni alle assunzioni a tempo indeterminato con una soglia di contributi fino a 6 mila euro per chi ha già un contratto a tempo determinato, e in particolare per le donne under 36 e per i percettori del Reddito di cittadinanza. 

    Detassati i premi di produttività: per i dipendenti aliquota al 5% per premi di produttività fino a 3.000 euro.
    Manovra 2023: bonus sociale bollette Il bonus sociale bollette sarà potenziato, alzando la soglia ISEE di accesso a 15mila euro. Per il 2022 era stata alzata a 12mila, mentre prima delle modifiche era di circa 8mila euro. Manovra 2023: revisione Reddito di cittadinanza Dal 1° gennaio 2023 alle persone tra 18 e 59 anni (abili al lavoro ma che non abbiano nel nucleo disabili, minori o persone a carico con almeno 60 anni d’età) è riconosciuto il reddito nel limite massimo di 8 mensilità invece delle attuali 18 rinnovabili.

    È inoltre previsto un periodo di almeno sei mesi di partecipazione a un corso di formazione o riqualificazione professionale. Senza partecipazione, decade il beneficio del reddito. Si decade anche nel caso in cui si rifiuti la prima offerta congrua.

    In questo momento non cambieranno le cose per chi non è occupabile, o per gli occupabili che hanno nel nucleo familiare minori, disabili o over 60, ma dal 2024 il Reddito di Cittadinanza sarà sostituito da una nuova riforma.
    Manovra 2023: caro energia Per contrastare l’aumento dei costi dell’energia sono a disposizione circa due terzi dell’intero budget della finanziaria. Questi 21 miliardi serviranno a riproporre fino al 30 marzo 2023, potenziati, i crediti d’imposta per le imprese: passano al 45% quelli per le imprese energivore e al 35% quello per le altre imprese. Confermata inoltre la cancellazione degli oneri impropri dalle bollette.

    Stanziati 3 miliardi di euro per sanità, Enti locali e trasporto pubblico.
    Manovra 2023: stop obbligo Pos e sanzioni sotto i 60 euro All’interno della nuova bozza del Ddl di Bilancio è presente un articolo contenente “misure in materia di mezzi di pagamento”. Questo dispone l’innalzamento del tetto al contante e anche lo stop alle multe per i commercianti che rifiutano i pagamenti elettronici per importi inferiori a 60 euro. Per transazioni fino a questa cifra limite i commercianti non saranno infatti più obbligati ad accettare il pagamento con il Pos. Manovra 2023: tetto contanti a 5mila euro Importante e discussa misura economica promessa dall’entourage Meloni è l‘innalzamento della soglia per il pagamento in contanti dagli attuali 2mila euro a 5mila euro. Si attendeva la misura nel Decreto Aiuti Quater, ma così non è stato. Inserimento slittato in extremis. Dovrebbe comunque essere inserito in Legge di bilancio. Il tetto in questione, visto come misura per contrastare l’evasione fiscale, è stato più volte rimaneggiato negli anni: nel 2016 era stato fissato a 3.000 euro, per poi scendere a 2.000 nel 2020 e a 1.000 euro nel 2022. Tuttavia, con un emendamento approvato durante la conversione del Dl Milleproroghe di quest’anno, la riduzione a 1.000 euro è stata posticipata al 2023.

    Ora, il centrodestra compatto su una revisione del tetto, la soglia passa da 1.000 a 5mila euro, a partire dal 1° gennaio 2023.
    Manovra 2023: aumento Assegno Unico L’importo dell’Assegno Unico sarà maggiorato del 50% per il primo anno, mentre per le famiglie con 3 o più figli sarà maggiorato di un ulteriore 50%. Manovra 2023: Iva ridotta su prodotti per l’infanzia e assorbenti L’ipotesi di azzerare l’Iva su beni di prima necessità come pane e pasta non si è concretizzata, dato lo sfavorevole rapporto costi-benefici. Prevista però la riduzione dell’Iva al 5% per i prodotti per l’infanzia e per l’igiene femminile.

    Viene inoltre istituito un fondo di 500 milioni di euro da fornire ai Comuni per emettere buoni spesa per famiglie con redditi fino a 15mila euro per l’acquisto di beni di prima necessità.
    Manovra 2023: stralcio cartelle Con la Legge di bilancio 2023 le cartelle dell’importo massimo di 1.000 euro saranno eliminate. Non tutte, ma solo quelle dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2015, quindi vecchie di 7 anni rispetto al 2023.  Manovra 2023: proroga bonus prima casa Under 36 Le agevolazioni previste per quest’anno per l’acquisto della prima casa per giovani Under 36 saranno prorogate al 2023. Manovra 2023: iter per l’approvazione Il Ddl di bilancio, contenente l’ossatura della manovra, è arrivato in Parlamento. La scadenza è quella della fine dell’anno, e considerando che la legge prevede l’approvazione da parte di entrambe le Camere i tempi si fanno sempre più stretti. Solo con l’approvazione del testo definitivo si conosceranno tutte le misure in arrivo nel 2023.
    Alessandro Sodano
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