Legge di stabilità 2014, busta paga:col maxiemendamento 19 euro in più

Redazione 29/11/13
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Come cambierà la busta paga a partire dal 2014 per effetto delle modifiche introdotte in legge di stabilità dal governo? Martedì sera, nella sua seduta più rapida della sua storia recente, il Senato ha approvato il maxiemendamento che sostituisce la finanziaria per i prossimi tre anni. 

Come si ricorderà, al momento dell’approvazione da parte del governo, lo scorso 15 ottobre, la versione originale del ddl venne annunciata come la rivoluzione del cuneo fiscale, che avrebbe dovuto garantire stipendi più corposi ai lavoratori italiani, per effetto delle riduzioni al costo del lavoro.

Peccato, però, che l’euforia del governo ebbe vita breve: dopo qualche giorno, infatti, i primi calcoli sulle reali misure introdotte con la legge di stabilità portarono a calcolare in appena 14 euro mensili il beneficio medio per le buste paga. Un brutto colpo per il governo che, comunque, aveva rassicurato di voler intervenire per correggere al meglio la normativa, potendo contare sul doppio passaggio parlamentare.

Così, dopo il primo via libera ottenuto al Senato, vediamo com’è cambiato l’atteggiamento della finanziaria verso gli stipendi. La discussione in commissione Bilancio, protratta oltre i tempi consentiti e che non ha portato a un’approvazione definitiva di un testo, non ha avuto tra i suoi fronti più caldi quello del cuneo fiscale.

Annunciato come il cuore della manovra, dunque, nel tira e molla di palazzo Madama è stato soppiantato dalle discussioni sulle spiagge o sulle sigarette elettroniche. Risultato: se consideriamo la fascia tra i 15mila e i 17mila e 500 euro annui di reddito, vediamo come nella versione del testo uscita dal Senato, l’aumento del salario sia stato portato da 15 a 19 euro al mese.

E questo, tenendo conto del fatto che proprio in quella parte di redditi si è condensato il massimo degli sforzi. Le detrazioni per quella branca di lavoratori, infatti, passano da 182 a 232 euro annuali, mentre si è invertito il rapporto per chi guadagna più di 30mila euro, dai precedenti 114 euro all’anno agli attuali 58. Ancora, azzerate le detrazioni a partire dai 35mila euro, mentre, in senso opposto, la no tax area  stata allargata da 8mila agli attuali 8mila 195 euro.

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