Decreto FOIA è legge. Ecco cosa cambia per cittadini e imprese. Nuovi obblighi PA

Redazione 23/06/16
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Anche in Italia, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il Freedom of Information Act (FOIA), diventa ufficialmente legge dello Stato.

Oggi, 23 giugno, è infatti entrato in vigore il Freedom Of Information Act che di fatto rende libero l’accesso all’informazione pubblica e agli atti della P.A., rendendolo gratuito e aperto a tutti.

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Il provvedimento è stato adottato nel nostro Paese con il decreto legislativo del 25 maggio 2016, n. 97, e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso 8 giugno, ieri 23 giugno è entrato in vigore il Freedom Of Information Act (FOIA).

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La riforma della trasparenza

La riforma della normativa sulla trasparenza, il D.Lgs. 33/2013 riscritto in parte dal D.Lgs. 97/2016, mira ad introdurre in Italia un vero e proprio Freedom of Information Act (FOIA), in analogia a quanto fatto nei Paesi del Nord Europa ed anglosassoni, richiedendo un profondo ripensamento delle modalità operative e mettendo la trasparenza dell’operato della pubblica amministrazione al centro della propria attività.L’elemento più rilevante della riforma, tale da indurre le amministrazioni a modificare organizzazione e comportamenti, amplia l’accesso civico, che divienediritto di ogni cittadino di pretendere la pubblicazione nei siti istituzionali degli atti e delle informazioni da rendere obbligatoriamente pubblici e ottenere gratuitamente dati, informazioni e documenti prodotti. L’eventuale rigetto delle domande di accesso dovrà essere sempre molto ben motivato.La riforma punta anche alla semplificazione dei troppi adempimenti richiesti dalla normativa: viene eliminato il Piano triennale per la trasparenza e l’integrità, essendo sufficiente il Piano triennale della prevenzione della corruzione; alcuni adempimenti non saranno più richiesti, come la produzione dell’elenco semestrale dei provvedimenti in tema di appalti e concorsi; alcune pubblicazioni sui portali, nella sezione “Amministrazione trasparente”, potranno effettuarsi tramite link già presenti nei siti, evitando duplicazioni; i comuni con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti saranno esentati da una serie di adempimenti su cui si attendono le linee guida che emanerà l’Anac; vengono estesi gli obblighi di pubblicità incombenti sugli organi politici anche ai dirigenti pubblici.   Luigi Oliveri Dirigente amministrativo della Provincia di Verona, collaboratore del quotidiano “Italia Oggi”, autore di molteplici volumi sul Diritto amministrativo e degli Enti locali, docente in corsi di formazione.

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FOIA: ecco cosa cambierà per cittadini ed imprese

A partire dal 23 dicembre tutti i cittadini, infatti, avranno la possibilità di richiedere documenti e atti della Pubblicazione Amministrazione. Fanno eccezione le documentazioni considerate sensibili, secondo uno specifico iter per il quale verrà comunque data risposta ai cittadini che ne faranno richiesta.

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A seguito delle più recenti modifiche apportate, l’avvocato Ernesto Belisario ha spiegato che si tratta di una vera e propria svolta; svolta che tuttavia nasconde dei limiti.

Rimane, inoltre, anche l’incognita delle linee guida ANAC (Leggi anche: Codice Appalti, Linee Guida ANAC su affidamento servizi e assegnazione gare. I testi definitivi ) le quali si determineranno decisive.

FOIA: quali vantaggi?

Con il FOIA si affronta la delicata tematica legata, oltre che al diritto dell’accesso all’informazione pubblica, anche alla trasparenza, alla libertà di stampa e al diritto all’informazione.

Fra i dati che si rendono aperti, figurano anche quelli per i quali altre disposizioni prevedono la pubblicazione obbligatoria. Viene inoltre tolto il programma triennale per la trasparenza, che viene interamente a confluire nel piano anti-corruzione.

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La riforma (mini) degli articoli 52 e 68 del Codice dell’Amministrazione Digitale già precedentemente aveva introdotto gli open data by default, rendendo ossia i dati pubblici liberi di essere riutilizzati da chiunque e per qualsiasi finalità.

FOIA: quali svantaggi?

Tra i limiti del nuovo FOIA italiano si evidenzia che le eccezioni, oltre ad essere eccessive, sono  molto generiche. Inoltre l’assenza di unico testo, sprovvisto di abrogazioni del decreto 33/2013, nessuna del capo V della 241/90, non semplifica.

Il decreto fa genericamente riferimento ai “costi”, senza però precisare rimanendo quindi ampiamente soggetto ad interpretazioni. Oltre a ciò, in caso di mancata risposta entro 30 giorni, o qualora tale risposta arrivi ma risulti negativa in maniera immotivata, si delinea un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR)che si prospetta piuttosto oneroso.

Infine, altra questione che rimane discutibile riguarda la mancata previsione delle sanzioni per la Pubblica Amministrazione inadempiente che non fornisce risposte ai cittadini che le richiedono risponde, o che non fornisce adeguate motivazioni o che ancora rifiuta la richiesta.

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