Decreto del Fare; modifiche al testo unico dell’Edilizia

Redazione 07/08/13
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Nell’art.30 del decreto del Fare sono inserite le modifiche al testo unico in materi di edilizia; dunque gli interventi di demolizione e ricostruzione che determinano il cambiamento della sagoma dell’edificio preesistente (ad esclusione di quelli che hanno come oggetto immobili vincolati in base al codice dei beni culturali) saranno attuabili presentando una Scia, segnalazione certificata d’inizio attività.

In questo modo l’operatore cominciare i lavori il giorno successivo alla presentazione della segnalazione, salvo che l’immobile da demolire sia situato all’interno delle parti storiche degli insediamenti urbani, ossia le zone omogenee A. In quest’ultima circostanza, invece, sarà possibile presentare una Scia, ma bisognerà aspettare almeno 30 giorni per dare inizio ai lavori.

A conferma  della poca urgenza e del relativo bisogno dell’intervento normativo, l’esecutivo, nello stesso decreto, prima ha sospeso l’efficacia delle modifiche al dpr 380/2001 alla data di conversione del decreto, quindi ha ulteriormente posticipato l’efficacia della norma riguardante l’applicabilità della Scia agli interventi di demolizione e ricostruzione degli immobili siti all’interno delle parti storiche degli insediamenti. A tal proposito è stata riconosciuta ai comuni la possibilità, da esercitare entro il 31 dicembre 2013, di selezionare le parti della zona A rispetto alle quali non sarà possibile procedere, con la Scia, per attuare interventi di demolizione e ricostruzione che determinano il cambiamento della sagoma dell’edificio preesistente.

E’ stato fissato, allo stesso tempo, che la norma in oggetto non riscontra, in ogni caso, applicazione per le zone omogenee A fino al 30 giugno 2014. Questa ennesima operazione di taglia e cuci del testo unico è stata condotta senza aver compiuto nessuna valutazione sull’effettivo impatto delle precedenti modifiche, che vanno calcolate in termini di titoli abilitativi richiesti, di autorizzazioni rilasciate e di interventi realizzati in base alle norme che si sono stratificate nel corso dell’ultimo quinquennio.

Inoltre è necessario rilevare che le modifiche nel dl fare presentano almeno un problema applicativo. La mancata coincidenza fra il termine entro il quale i comuni possono circoscrivere la sfera di applicazione della norma, e quello fino al quale la disposizione non sarà efficace, sarà alla base delle questioni interpretative e dei contenziosi. E’ sufficiente pensare alla possibilità nella quale i comuni approveranno la delibera dopo il termine del 31 dicembre.

In questa circostanza,non è certo se la restrizione del campo di applicazione genererà o meno un effetto giuridico. Il legislatore non ha chiarito la questione e per questo motivo dovranno occuparsene i tribunali amministrativi che saranno chiamati a giudicare i contenziosi che si apriranno.

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