Corte Costituzionale: Non pagate quel contributo!

Redazione 27/06/11
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E’ ormai ufficiale: pagare il contributo unificato per le spese giudiziarie “fa male”. In particolare, impedisce che la normativa di riferimento possa essere sindacata dalla Corte Costituzionale nel relativo giudizio.

“La norma censurata, che impone il pagamento del predetto contributo, è già stata spontaneamente applicata dal ricorrente”.

Ha così ammesso la Consulta, con ordinanza depositata lo scorso 24 giugno, dichiarando che “pertanto, l’asserito vulnus ai principi costituzionali invocati e, in particolare, a quello dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge ed a quello dell’effettività della tutela giurisdizionale sarebbe, in ipotesi, determinato da una norma di cui il rimettente non deve fare applicazione nel giudizio a quo”.

Quindi, “come recentemente affermato da questa Corte in caso analogo (ordinanza n. 143 del 2011), la questione è manifestamente inammissibile per difetto di rilevanza nel giudizio a quo”.

Se il ricorrente, nel giudizio a quo (davanti al Giudice di Pace di Rimini) non avesse “spontaneamente” pagato “quel” contributo, solo allora la Consulta avrebbe potuto ammettere la (attuale) rilevanza della questione!

Il testo integrale dell’ordinanza 195 del 2011

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