Come cambiano Senato e Titolo V: la riforma del governo Renzi

Redazione 01/04/14
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Infine, ieri pomeriggio, dopo mesi di annunci e marce indietro, il Consiglio dei ministri ha approvato la riforma del Senato. E non solo: nel disegno di legge trasmesso al Parlamento, si trova anche la ristrutturazione del Titolo V, l’abolizione del Cnel e delle province, in seguito allo svuotamento del ddl Delrio: tutti punti annunciati dal premier Renzi come obiettivi di mandato.

Come sarà il nuovo Senato

Il testo presentato dal governo modifica la Costituzione all’articolo 55, specificando che “Il Parlamento si compone della Camera dei deputati e del Senato delle Autonomie”. Ma è all’articolo 57 che arrivano i cambiamenti più significativi, quelli relativi alla composizione della nuova Camera Alta. “Il Senato delle Autonomie è composto dai Presidenti delle Giunte regionali, dai Presidenti delle Province autonome di Trento e di Bolzano, dai sindaci dei Comuni capoluogo di Regione e di Provincia autonoma, nonché, per ciascuna Regione, da due membri eletti, con voto limitato, dal Consiglio regionale tra i propri componenti e da due sindaci eletti, con voto limitato, da un collegio elettorale costituito dai sindaci della Regione”.

In queste poche righe, si condensa il nuovo progetto di riordino istituzionale, che prevede un Senato delle Autonomie composto da presidenti di giunta regionale, più due consiglieri per ogni regione, oltre a due sindaci eletti tra quelli di ogni regione e della città capoluogo di regione. Oltre a questi, vi saranno membri di diritto gli ex presidenti della Repubblica e 21 personalità a nomina del presidente della Repubblica, con durata di sette anni; il mandato del Senato, però, sarà in generale valido per un quinquennio come allo stato attuale.

Sulle competenze, la nuova conformazione di palazzo Madama potrà avanzare proposte di modifica alle leggi votate dalla Camera, che resterà l’unico luogo di approvazione, mentre al Senato rimarrà il potere di iniziativa legislativa. Solo in caso di approvazione di una legge costituzionale, resterà la possibilità di votare anche da parte dei senatori: dunque, nessuna chiama dei membri di palazzo Madama verrà effettuata in caso di fiducia al governo o di approvazione della legge di stabilità.

Riguardo le autonomie, che il Senato dovrebbe principalmente rappresentare, le proposte arrivate dal Senato potranno essere cancellate da Montecitorio solo in caso di votazione a maggioranza assoluta di deputati.

Come cambia il Titolo V

Dopo la riforma del 2001 approvata dal centrosinistra, il governo Renzi interviene sul Titolo V della Costituzione per ridefinire l’elenco delle materie a competenza esclusiva dello Stato, tramite l’eliminazione tout court delle materie concorrenti. Così, finanza pubblica, fisco, scuola, università, Comuni, commercio con l’estero, ambiente, beni culturali. La sanità resterà competenza dello Stato sulle linee generali, mentre le norme particolari continueranno a essere emanate dalle regioni.

Vai al testo del ddl costituzionale del governo Renzi

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