Caro carburanti, Decreto Trasparenza in Gazzetta: sanzioni, prezzi, nuovo bonus trasporti

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Dal 1° gennaio 2023, dopo un mese in cui il taglio alle accise era stato dimezzato, lo sconto su benzina e diesel deciso dal governo Draghi è stato definitivamente cancellato. Dal primo giorno del nuovo anno si è assistito nuovamente al fenomeno del caro carburanti: in molte stazioni di servizio il prezzo è infatti risalito fino a toccare i 2 euro al litro.

Il governo ha puntato il dito sulle condotte speculative dei gestori, e non potendo intervenire con un nuovo taglio alle accise a causa della mancanza di coperture ha varato, con il CdM del 10 gennaio, il Decreto Trasparenza, un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti in materia di trasparenza dei prezzi dei carburanti e di rafforzamento dei poteri di controllo e sanzionatori del Garante prezzi.
Tra le misure contenute nel nuovo Decreto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 14 gennaio, arriva l’obbligo giornaliero per gli esercenti di comunicare il prezzo di vendita praticato e di esporre, contestualmente, il prezzo medio giornaliero nazionale che sarà calcolato dal Ministero delle Imprese (ex MISE) e diffuso ogni giorno dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica.

Vediamo nei prossimi paragrafi tutte le misure previste dal nuovo Decreto Trasparenza, mentre è ancora incerto se con l’approvazione del Decreto in Gazzetta arriverà lo sciopero dei gestori delle pompe di benzina previsto per il 25 e 26 gennaio 2023.
Indice
Caro carburanti: cosa prevede il nuovo Decreto Trasparenza Il Decreto-legge 14 gennaio 2023, n. 5, recante “Disposizioni urgenti in materia di trasparenza dei prezzi dei carburanti e di rafforzamento dei poteri di controllo del Garante per la sorveglianza dei prezzi, nonche’ di sostegno per la fruizione del trasporto pubblico” contiene le misure del governo contro il caro carburanti, in particolare:
  • nel periodo gennaio-dicembre 2023, il valore dei buoni benzina ceduti dai datori di lavoro privati ai lavoratori dipendenti, nel limite di euro 200 per lavoratore, non concorre alla formazione del reddito da lavoro dipendente;
  • obbligo per gli esercenti l’attività di vendita al pubblico di carburante per autotrazione per uso civile di comunicare il prezzo di vendita praticato e di esporre contestualmente il prezzo medio regionale calcolato e pubblicato dal Ministero delle imprese;
  • si rafforzano le sanzioni amministrative in caso di violazione, da parte degli esercenti, degli obblighi di comunicazione e pubblicità dei prezzi. Le sanzioni potranno andare da un minimo di 500 a un massimo di 6000 euro. In caso di recidiva, la sanzione può giungere alla sospensione dell’attività per un periodo da sette a novanta giorni;
  • si rafforzano i collegamenti tra il Garante prezzi e l’Antitrust, per sorvegliare e reprimere sul nascere condotte speculative. Allo stesso fine, si irrobustisce la collaborazione tra Garante e Guardia di Finanza;
  • viene istituita una Commissione di allerta rapida per la sorveglianza dei prezzi finalizzata ad analizzare – nel confronto con le parti – le ragioni dei turbamenti e definire le iniziative di intervento urgenti;
  • viene riproposto il bonus trasporti fino a 60 euro per l’acquisto di abbonamenti di trasporto pubblico. Il limite di reddito complessivo per usufruire del bonus si abbassa però a 20mila euro.
  • Caro carburanti e Decreto Trasparenza: bonus benzina 200 euro Come visto nel paragrafo precedente, una delle misure del nuovo Decreto trasparenza contro il caro carburanti prevede che per tutto il 2023, il valore dei buoni benzina ceduti dai datori di lavoro privati ai lavoratori dipendenti, nel limite di euro 200 per lavoratore, non concorre alla formazione del reddito da lavoro dipendente. Questa misura rappresenta in realtà una proroga di una disposizione contenuta all’interno del Decreto Ucraina bis (decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21) che prevedeva che il valore dei bonus carburante ceduti dai datori di lavoro privati ai dipendenti non avrebbe concorso alla formazione del reddito da lavoro dipendente per tutto il 2022. Si tratta quindi di un’agevolazione che i datori di lavoro privati possono concedere a titolo gratuito ai propri lavoratori dipendenti come benefit aziendale per contrastare il caro carburanti. Quanto stabilito dal Governo, ovvero la non rilevabilità del bonus benzina ai fini del reddito fino a dicembre 2023, rappresenta una sorta di incentivo alle aziende, sia nei confronti di quelle che già erogano buoni carburante sia nei confronti di quelle che intendono cominciare a farlo. Caro carburanti: obbligo di esporre il prezzo medio Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy calcolerà e pubblicherà il prezzo medio dei carburanti su base regionale e delle province autonome, e pubblicherà il suddetto prezzo online. Le modalità e la frequenza di aggiornamento del prezzo saranno comunicate attraverso un apposito decreto attuativo che dovrà arrivare entro la fine di gennaio. Per i gestori delle pompe di benzina arriva quindi l’obbligo di esporre questo prezzo medio insieme a quello praticato. Caro carburanti: aumentano le sanzioni per gli esercenti Gli esercenti, entro 15 giorni dalla pubblicazione del Decreto attuativo sui prezzi medi, dovranno adeguare la cartellonistica alle nuove disposizioni. In caso di violazione delle suddette disposizioni, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500 a euro 6.000.

    Dopo la terza violazione, inoltre, può essere disposta la sospensione dell’attività per un periodo che va da 7 a 90 giorni.
    Caro carburanti: nuovo bonus trasporti All’articolo 4 del Decreto Trasparenza contro il caro carburanti si legge che: Al fine di mitigare l’impatto del caro energia sulle famiglie, in particolare in relazione ai costi di trasporto per studenti e lavoratori, è istituito un fondo nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con dotazione pari a 100 milioni di euro per l’anno 2023, finalizzato a riconoscere, nei limiti della dotazione del fondo e fino ad esaurimento delle risorse, un buono da utilizzare per l’acquisto, a decorrere dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del decreto di cui al comma 2 e fino al 31 dicembre 2023, di abbonamenti per i servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale ovvero per i servizi di trasporto ferroviario nazionale. In poche parole, torna il bonus trasporto pubblico fino a 60 euro che non era stato prorogato dalla Legge di Bilancio. La differenza rispetto al precedente è che il bonus sarà riconosciuto in favore delle persone fisiche che nell’anno 2022 hanno conseguito un reddito complessivo non superiore a 20.000 euro, anziché i precedenti 35.ooo euro. Si dovrà attendere la pubblicazione di un nuovo decreto attuativo per conoscere tempi e modalità con cui fare domanda. Come è formato il prezzo dei carburanti Il prezzo che troviamo al distributore è formato da diverse parti:
  • prezzo del carburante;
  • guadagno del gestore del distributore;
  • accise e tasse.
  • Il prezzo del carburante all’ingrosso dipende ovviamente dal prezzo del petrolio, al quale si aggiungono i costi di raffinazione. Il prezzo è aumentato vertiginosamente dall’inizio della guerra, andando sopra i 100 dollari al barile. Nell’ultimo periodo è andato in diminuzione, scendendo nel mese di gennaio 2023 sotto gli 80 dollari al barile. Questa riduzione è tra i fattori che avevano spinto il governo a modificare e poi cancellare definitivamente il taglio alle accise, portando però al ritorno del caro carburanti. Il guadagno del gestore del distributore è sicuramente una minima parte del prezzo totale, distributori e benzinai hanno uno strettissimo margine di manovra in questo senso e possono fare davvero poco contro il caro carburanti, per questo motivo le differenze tra i diversi gestori sono spesso minime. È però su questo punto che è intervenuto il governo, obbligando i gestori a esporre giornalmente il prezzo operato dal distributore e il prezzo medio nazionale giornaliero. Accise e Iva si aggiungono al costo complessivo del carburante per gli utenti finali. Fino a prima della guerra le tasse erano il componente principale del prezzo che vediamo al distributore. Con le riduzioni operate da marzo 2022 queste sono state diminuite, contrastando così l’aumento del prezzo del petrolio. Con la fine del taglio sulle accise, questa è la situazione attuale:
    caro carburanti struttura prezzo medio
    Fonte Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (https://dgsaie.mise.gov.it/prezzi-settimanali-carburanti)
    Come si può vedere nei grafici elaborati dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, accise e Iva sono tornate a essere nel 2023 la parte più importante del prezzo dei carburanti, almeno per quanto riguarda benzina e diesel. In particolare, la somma di accise e Iva rappresenta il:
  • 58,2% del prezzo della benzina;
  • 51,1% del prezzo del gasolio.
  • Un po’ meglio la situazione del gpl, il cui prezzo si è mantenuto stabile in questo periodo e che vede la componente delle tasse impattare “solo” per il 36,2% del prezzo totale.
    Alessandro Sodano