Assegno unico 2023: lettere Inps in arrivo da settembre per nuovi nati

Redazione 04/09/23
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A partire dal mese di settembre 2023 Inps invierà ai neo genitori una comunicazione, invitandoli a presentare domanda per richiedere l’Assegno Unico Universale o integrare il beneficio già percepito per altri figli a carico. La lettera sarà inviata via email.

Il nuovo servizio viene erogato tramite la Piattaforma di Proattività, finanziata dal PNRR, che permette di rilevare la nuova nascita come evento abilitante per il diritto all’Assegno Unico Universale. Questa la novità diffusa da Inps con un messaggio del 4 settembre, con cui appunto si annuncia l’introduzione di un modo di comunicare con i cittadini più proattivo e in linea con gli obiettivi strategici 2022-2025.

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Vediamo cosa cambia, il contenuto delle lettere inviate e i destinatari delle comunicazione Inps da settembre.

Indice

Assegno unico 2023: lettere Inps in arrivo da settembre

Da questo mese l’Inps invierà ai neo genitori una comunicazione via email per ogni figlio nato. In questa lettera si esorta il genitore a trasmettere domanda per l’erogazione dell’Assegno unico e universale.

Questa decisione dell’istituto rientra nel processo di progressiva semplificazione dell’attività amministrativa e di costruzione di un rapporto solido di fiducia con il cittadino. Per questo Inps prevede il graduale passaggio dal tradizionale approccio reattivo ad un nuovo paradigma, per cui il servizio anticipa e mira a soddisfare rapidamente le esigenze del cittadino, anche prima che venga presentata una richiesta puntuale di prestazione. Le comunicazioni via email in arrivo per i potenziali beneficiari dell’Assegno unico vanno in tal senso.

Assegno unico 2023: chi riceve le lettere Inps da settembre

I destinatari delle comunicazioni email in arrivo con mittente Inps, sono tutti i neo genitori di nuovi figli nati. In queste comunicazioni – come spiegato nel messaggio del 4 settembre – “a decorrere dal mese di settembre, in occasione della nascita di un figlio, l’INPS procederà ad inviare ai genitori una comunicazione via e-mail, invitandoli a presentare domanda per richiedere l’Assegno Unico Universale o integrare il beneficio già percepito per altri figli a carico”.

l nuovo servizio viene erogato tramite la Piattaforma di Proattività, finanziata dal PNRR, che permette di rilevare la nuova nascita come evento abilitante per il diritto all’Assegno Unico Universale.

Chi deve fare domanda di Assegno unico 2023

Chi deve presentare domanda per avere il sussidio unico per famiglie con figli? Devono farlo:

  • i genitori che non hanno mai beneficiato dell’Assegno unico;
  • quelli che hanno trasmesso domanda sino al 28 febbraio 2023 e la stessa si trova in stato “Respinta”, “Decaduta”, “Rinunciata” o “Revocata”;

I canali di invio domanda sono:

  • Portale web “inps.it – Prestazioni e Servizi – Prestazioni – Assegno unico e universale per i figli a carico”, in possesso delle credenziali Spid, Cie o Cns;
  • Contact center integrato, disponibile chiamando il numero 803.164 (da rete fissa) o lo 06.164.164 (da rete mobile);
  • Istituti di Patronato.

Per quanto riguarda gli importi di Assegno unico, nel 2023 c’è stata una rivalutazione Istat dell’8,1%, che si applica sia agli importi che alle soglie Isee. Nella tabella seguente vediamo alcuni esempi di come cambiano importi-base e soglie Isee nel 2023, in base a quanto stabilito dalla Tabella 1 del decreto Legislativo 230/2021.

Soglie e importi Assegno unico 2023
Soglie e importi Assegno Unico 2023

La rivalutazione non si applica solo agli importi-base e alle soglie Isee, ma anche alle maggiorazioni: per fare alcuni esempi, l’importo massimo della maggiorazione per il terzo figlio, anch’essa legata all’Isee, passa da 85 a 91,90 euro, mentre l’importo relativo alla maggiorazione per giovani madri under 21 passa da 20 a 21,60 euro.

Il volume “Il contenzioso contributivo con l’Inps“, attraverso la proposta di modelli di ricorsi, si presenta come un valido strumento sia in una fase propedeutica sia nel predisporre e implementare una valida strategia difensiva (preventiva, in sede amministrativa o giudiziaria) nei confronti dell’INPS.

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