Via libera al DEF 2024: crescita al +1%. Ecco il testo da scaricare

Redazione 09/04/24
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Via libera del Consiglio dei ministri al Documento di economia e finanza, il DEF 2024. E’ stata un’approvazione “light”, senza la parte programmatica del documento. La crescita per il 2024 è fissata all’1%. Percentuale tagliata rispetto all’iniziale previsione del Pil programmatico dello scorso settembre (+1,2%). una leggera sforbiciata, ma comunque sempre col segno +.

L’importante novità confermata dal ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti è la proroga del taglio al cuneo fiscale per il 2025.

Indice

Previsioni economia e debito pubblico 2024/27

Il ministro Giorgetti in conferenza stampa, illustrando il DEF, ha spiegato come “la mancanza del programmatico è un fatto non nuovo, verificatosi già in 4 precedenti”. C’è “un’incertezza generale dell’economia globale afflitta, dopo il Covid, anche da conflitti – ha ribadito. Gli elementi di preoccupazione rimangono, ma l’economia italiana si è dimostrata più resiliente di altre in Europa. E’ aumentato molto l’export e questo ci conforta, ci sono segnali sul fatto che la locomotiva tedesca ha ricominciata a ingranare. Bisogna essere ottimisti, ma il quadro generale induce al realismo e alla prudenza”. 

Come anticipato e come si leggerà nel DEF 2024, il Pil cresce quest’anno dell’1% (meno di quanto previsto: +1,2%). Aumenterà poi ancora dell’1,2% nel 2025, dell’1,1% nel 2026, e dello 0,9% nel 2027.

Il debito è fissato al 137,8% e sale rispetto al 2023, anno in cui si era attestato al 137,3%. Passerà poi al 138,9% nel 2025, al 139,8% nel 2026. Comincerà una discesa solo nel 2027, quando sarà al 139,6%.

Uno dei bersagli confermati resta il superbonus. Il DEF 2024 evidenzierà infatti “il pesante impatto del Superbonus” sui conti pubblici.

Il debito pubblico in risalita previsto dal DEF 2024, come spiega Giorgetti” è pesantemente condizionato dai riflessi per cassa del superbonus nei prossimi anni” ma successivamente al 2026 “comincerebbe a scendere”.  “Ovviamente al ministero stiamo pensando come si possa ulteriormente andare in direzione dei tagli di spesa. Non auspicavamo il disastro del superbonus anche se credo di averlo evocato in questa sede diverse volte. Questo complica il quadro, onestamente”.

Scarica qui il DEF 2024

DEF 2024 in PDF 9 MB

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La Manovra 2025: resta il taglio al cuneo fiscale

Prima azione è la proroga della decontribuzione sul lavoro, che il governo intende portare avanti anche per il 2025. “La decontribuzione che scade nel 2024, intendiamo assolutamente replicarla nel 2025, questo è il vero obiettivo che ci poniamo quando andremo a definire il Programma strutturale”, ha spiegato Giorgetti.

In poche parole: ci sarà ancora il taglio al cuneo fiscale nel 2025.

Taglio Irpef

Si è anche accennato a un possibile nuovo taglio dell’Irpef. “Vedremo quante risorse arriveranno dal concordato preventivo biennale. Se saranno sufficienti, amplieremo il taglio dell’Irpef anche al ceto medio”, ha affermato il viceministro dell’Economia Maurizio Leo.

Scende l’inflazione sotto al 2%

“L’inflazione ormai è arrivata a livelli assai bassi, inferiori rispetto a quelli medi europei. Siamo sotto al 2%: 1,6% nel 2024, 1,9% nel 2025 e 2026”, ha spiegato il ministro Giorgetti. “Questo significa che per l’Italia siamo a livelli che giustificherebbero decisioni da parte Bce per un allentamento sul fronte dei tassi”.

DEF 2024: pesa il superbonus

 “E’ stato devastante per i conti pubblici, ma non servirà una manovra correttiva”. Devastante è l’aggettivo utilizzato da Giorgetti per il Superbonus, che ha pesantemente condizionato il debito pubblico e le casse statali dei prossimi anni, ma che “successivamente al 2026 comincerebbe a scendere”.

Qui il video della conferenza stampa del DEF 2024

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