Ape sociale 2023: domanda entro il 15 luglio. Dettagli e istruzioni

Paolo Ballanti 12/07/23
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C’è tempo fino al 15 luglio per inviare domanda di riconoscimento dei requisiti per l’Ape sociale 2023. La scadenza è rivolta a chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2023 per accedere alla prestazione. L’istanza va inviata all’Inps.

Introdotta con la Legge di bilancio 2017, l’Ape sociale è un’indennità a carico dell’Inps, riconosciuta ai cittadini in possesso di specifici requisiti anagrafici, contributivi e di condizione personale.

Obiettivo dell’Ape è garantire copertura economica al beneficiario sino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia, ovvero fino al conseguimento della pensione anticipata o di un trattamento ottenuto anticipatamente rispetto all’età per la vecchiaia.

>> La guida completa alla pensione con Ape sociale 2023

Dopo esser stata più volte prorogata, l’Ape sociale è stata da ultimo estesa sino al prossimo 31 dicembre 2023 ad opera della Legge di bilancio per l’anno corrente.

Per quanti intendono accedere ad Ape, sta per scadere il termine del 15 luglio (il prossimo sarà il 30 novembre), per presentare la domanda di riconoscimento dei benefici di accesso.

Analizziamo la questione in dettaglio.

Indice

Ape sociale 2023: domanda entro il 15 luglio

Coloro che entro il 31 dicembre 2023 si trovano o potrebbero trovarsi nelle condizioni previste dalla legge devono, preliminarmente alla domanda di Ape sociale, presentare istanza di riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio entro il prossimo 15 luglio

Quest’ultima data rappresenta la seconda scadenza dell’anno, dopo quella già spirata del 31 marzo scorso.

Le domande presentate oltre i termini del 31 marzo / 15 luglio ma, in ogni caso, entro il 30 novembre 2023, saranno prese in considerazione esclusivamente se residuano le necessarie risorse finanziarie.

Come fare domanda di Ape sociale 2023

La richiesta di Ape sociale dev’essere trasmessa sull’apposita piattaforma Inps, disponibile collegandosi al portale dell’Istituto “inps.it”. Due sono i servizi disponibili. Il primo riguarda la verifica dei requisiti” ed è raggiungibile al seguente percorso: “Home – Pensione e Previdenza – APE Sociale, Anticipo pensionistico, Verifica requisiti”.

Il secondo servizio permette invece di inoltrare la domanda di Ape (“Home – Pensione e Previdenza – APE Sociale, Anticipo pensionistico, Domanda”).

In ogni caso, per accedere ai servizi telematici Inps è necessario possedere le credenziali SPID, CIE o CNS >> CIE: come usare la Carta d’Identità Elettronica al posto dello SPID per i servizi digitali.

Da notare che, come precisato dall’Istituto nella pagina dedicata alla presentazione delle domande, contestualmente o nelle more dell’istruttoria per il riconoscimento dell’Ape, il soggetto già in possesso di tutti i requisiti previsti, compresa la cessazione dell’attività lavorativapuò presentare la domanda di accesso alla prestazione, questo al fine di non perdere ratei di trattamenti”.

Requisiti per accedere ad Ape sociale 2023

Possono accedere ad Ape sociale, fino al 31 dicembre 2023, i lavoratori residenti in Italia iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO), alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, nonché alla Gestione separata Inps, che, alla data di accesso al trattamento:

  • Hanno compiuto 63 anni di età;
  • Hanno interrotto l’attività lavorativa;
  • Non sono titolari di un trattamento pensionistico diretto.

E’ altresì necessario trovarsi in una delle seguenti condizioni sia personali sia di anzianità contributiva:

Con anzianità contributiva 30 anni (ridotta per le donne di 12 mesi per ogni figlio, sino ad un massimo di 2 anni):

Stato di disoccupazione a seguito di:

  • Cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento (individuale o collettivo);
  • Dimissioni per giusta causa;
  • Risoluzione consensuale in sede protetta;
  • Scadenza del termine del rapporto a tempo determinato, a condizione che, nei 36 mesi precedenti la cessazione del rapporto, abbiano avuto periodi di lavoro dipendente per almeno 18 mesi.

Conclusione integrale della percezione della NASpI
Assistenza, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, a coniuge, persona in unione civile o parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità, nonché parente o affine di secondo grado convivente se i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità hanno compiuto 70 anni o sono anch’essi affetti da patologie invalidanti ovvero sono deceduti o mancanti
Capacità lavorativa ridotta pari almeno al 74%, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile

Con anzianità contributiva 36 anni (ridotta per le donne di 12 mesi per ogni figlio, sino ad un massimo di 2 anni):

– Quando, al momento della data di decorrenza dell’Ape un lavoratore dipendente impegnato nelle professioni di cui all’Allegato 3 alla Legge numero 234/2021, che ha svolto in Italia da almeno 7 anni negli ultimi 10 o almeno 6 anni negli ultimi 7, attività lavorative per le quali è richiesto un impegno tale da rendere particolarmente difficoltoso e rischioso il loro svolgimento in modo continuativo >> le cosiddette attività gravose o usuranti
– questa anzianità contributiva è ridotto a 32 anni nel caso di:

  • Operai edili, come indicati nel Ccnl per i dipendenti delle imprese edili ed affini;
  • Ceramisti;
  • Conduttori di impianti per la formatura di articoli in ceramica e terracotta.
  • Per le lavoratrici madri appartenenti alle tre categorie citate il requisito contributivo è ridotto di 12 mesi per ciascun figlio, sino ad un massimo di 24 mesi, con riferimento ai 32 mesi di anzianità contributiva

Da notare che ai fini dell’anzianità contributiva si considera tutta la contribuzione versata o accreditata, a qualsiasi titolo, nelle gestioni rientranti nell’ambito di applicazione della norma.

Per approfondire l’intera disciplina del rapporto di lavoro subordinato consigliamo il volume “Il lavoro subordinato”.

Ape sociale 2023: l’importo della pensione

L’Ape sociale spetta in 12 quote mensili, corrispondenti all’importo (mensile) della pensione di vecchiaia, calcolato al momento della domanda.

Non si tratta di una vera e propria pensione, ma di una indennità-accompagnamento alla stessa. In ogni caso questa indennità:

  • Non può superare la somma mensile di 1.500 euro lordi;
  • Non è soggetta a rivalutazione;
  • Non è soggetta ad integrazione al trattamento minimo;
  • E’ compatibile con la percezione di redditi da lavoro dipendente o parasubordinato derivanti da attività lavorativa svolta in Italia o all’estero, nel limite di 8 mila euro annui, nonché di redditi derivanti da attività di lavoro autonomo nel limite di 4.800 euro lordi annui.

Da notare che durante il godimento dell’indennità non spetta la contribuzione figurativa. Inoltre, i periodi di fruizione non sono utili per il diritto alla pensione.

L’Ape sociale 2023 è compatibile con altre prestazioni?

Previsto un regime di incompatibilità dell’Ape con altre prestazioni di sostegno al reddito, ad esempio quelle garantite per gli eventi di disoccupazione involontaria, ovvero con l’indennizzo previsto in caso di cessazione dell’attività commerciale, nonché con l’indennità ISCRO.

L’Ape è invece compatibile con il Reddito di cittadinanza (che comunque verrà abolito dal 2024, in favore dell’Assegno di inclusione).

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