Ape sociale 2023: per quali lavoratori, requisiti, domanda. La guida completa

Paolo Ballanti 13/01/23
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L’Ape sociale 2023 si caratterizza per essere un prestito corrisposto in quote mensili per dodici mensilità destinato ad accompagnare il cittadino fino alla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia.

Introdotta in via sperimentale dalla Legge 11 dicembre 2016 numero 232, a decorrere dal 1° maggio 2017, la prestazione economica spetta a quattro categorie di lavoratori in possesso non solo di requisiti anagrafico – contributivi ma altresì, in alternativa:
  • Disoccupati;
  • Caregivers;
  • Soggetti con capacità lavorativa ridotta;
  • Lavoratori coinvolti in mansioni gravose.
  • L’ultima Legge di bilancio, approvata il 29 dicembre 2022, grazie all’articolo 1, commi 288 e 289, ha esteso il periodo di sperimentazione dell’Ape sociale sino al prossimo 31 dicembre, rispetto alla precedente scadenza del 31 dicembre 2022.

    Analizziamo in dettaglio chi ne avrà diritto e come nell’anno corrente.
    Indice
    Ape sociale 2023: requisiti L’Ape sociale 2023 spetta, fino alla fine dell’anno in corso, ai lavoratori residenti in Italia iscritti all’assicurazione generale obbligatoria, alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, nonché alla Gestione separata Inps che, alla data di accesso al trattamento:
  • Hanno compiuto almeno 63 anni di età;
  • Hanno cessato l’attività lavorativa;
  • Non sono titolari di un trattamento pensionistico diretto.
  • In aggiunta a quanto appena descritto, l’interessato deve trovarsi in una delle seguenti situazioni:
  • Stato di disoccupazione;
  • Assistenza a familiari;
  • Capacità lavorativa ridotta;
  • Svolgimento di mansioni gravose;
  • ed altresì possedere una determinata anzianità contributiva, calcolata tenendo conto di tutta la contribuzione versata o accreditata, a qualsiasi titolo, nelle gestioni rientranti nell’ambito di applicazione della norma.
    Il requisito contributivo non può essere perfezionato totalizzando i periodi all’estero, maturati in Paesi UE, dello Spazio economico europeo, in Svizzera o extracomunitari convenzionati con l’Italia.

    Per le donne, i requisiti contributivi sono ridotti di dodici mesi per ciascun figlio (anche adottivo), nel limite massimo di due anni.
    Stato di disoccupazione
    Possono accedere ad Ape sociale i soggetti in stato di disoccupazione a seguito di:
  • Cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento (anche collettivo), compreso il licenziamento durante o all’esito del periodo di prova e la cessazione dell’attività di lavoro a causa dell’interruzione dell’attività aziendale;
  • Dimissioni per giusta causa;
  • Risoluzione consensuale in sede protetta;
  • Scadenza del termine del rapporto a tempo determinato, a condizione che, nei trentasei mesi precedenti l’interruzione del contratto, siano stati totalizzati periodi di lavoro dipendente per almeno diciotto mesi;
  • che abbiano concluso l’integralmente la percezione della NASpI. Per la categoria di beneficiari appena indicata l’anzianità contributiva dev’essere pari almeno a trent’anni. Caregivers
    Ape sociale è garantita anche a coloro che assistono, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge, la persona in unione civile, un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità (ai sensi dell’articolo 3, comma 3, Legge numero 104/1992).

    Sono altresì ricompresi quanti garantiscono assistenza a parenti o affini di secondo grado conviventi se i genitori o il coniuge degli stessi è interessato da handicap in situazione di gravità, ha compiuto settant’anni ovvero è anch’egli affetto da patologie invalidanti, è deceduto o mancante. Anche per i caregivers vale l’anzianità contributiva minima di trent’anni
    Capacità lavorativa ridotta
    Un’altra categoria di destinatari dell’Ape sociale è quella di quanti hanno una capacità lavorativa ridotta, almeno pari al 74%, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile. In aggiunta, è necessaria un’anzianità contributiva non inferiore a trent’anni.
    Mansioni gravose
    Alla data di decorrenza dell’Ape è richiesto che l’interessato sia lavoratore dipendente all’interno delle professioni indicate nell’allegato numero 3 alla Legge 30 dicembre 2021 numero 234, che abbia svolto in Italia da almeno sette anni negli ultimi dieci ovvero da almeno sei anni, negli ultimi sette, attività lavorative per le quali è richiesto un impegno tale da rendere particolarmente difficoltoso e rischioso il loro svolgimento in modo continuativo.  
    In queste ipotesi l’anzianità contributiva richiesta dev’essere pari almeno a trentasei anni, ridotti a trentadue per:
  • Operai edili, indicati come tali nel contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti delle imprese edili e affini;
  • Ceramisti (classificazione Istat 6.3.2.1.2);
  • Conduttori di impianti per la formatura di articoli in ceramica e terracotta (classificazione Istat 7.1.3.3).
  • Per le lavoratrici madri la riduzione del requisito contributivo di dodici mesi per ciascun figlio, nel limite massimo di ventiquattro mesi, opera con riferimento ai trentadue anni di anzianità contributiva.
    Ape sociale 2023: decorrenza e durata L’indennità economica decorre dal primo giorno del mese successivo la presentazione della domanda di accesso al beneficio, laddove a tale data sussistano tutti i requisiti e le condizioni previste dalla legge, previa cessazione dell’attività lavorativa.

    L’Ape è corrisposta ogni mese per dodici mensilità nell’anno, fino all’età prevista per il pensionamento di vecchiaia ovvero sino al conseguimento di un trattamento pensionistico diretto anticipato o conseguito o conseguito anticipatamente rispetto all’età per la vecchiaia.
    Ape sociale 2023: importo L’Ape sociale è riconosciuta in dodici quote mensili, pari all’importo corrispondente quello della rata mensile della pensione di vecchiaia, calcolata al momento della domanda.

    La somma in questione, in ogni caso, non può eccedere l’importo mensile di 1.500 euro lordi, non è soggetta a rivalutazione né ad integrazione al trattamento minimo.
    Ape sociale 2023: compatibilità L’indennità mensile è compatibile con la percezione di:
  • Redditi da lavoro dipendente o parasubordinato derivanti da attività lavorativa svolta in Italia o all’estero, nel limite di 8 mila euro lordi annui;
  • Redditi derivanti da attività di lavoro, nel limite di 5.500 euro lordi annui;
  • Reddito di cittadinanza.
  • Incompatibilità
    A differenza di quanto appena descritto, Ape è incompatibile con i trattamenti di sostegno al reddito connessi allo stato di disoccupazione involontaria, con l’indennizzo previsto in caso di cessazione di attività commerciale e con l’indennità ISCRO.
    Ape sociale 2023: domanda La domanda di Ape sociale dev’essere indirizzata all’Inps in modalità telematica collegandosi al portale inps.it e seguendo il percorso “Prestazioni e Servizi – Prestazioni – APE Sociale Anticipo pensionistico”, in possesso delle credenziali Spid, Cie o Cns.

    Quanti nel corso del 2023 sono in possesso dei requisiti necessari per l’anticipo pensionistico sono tenuti a presentare la domanda per il riconoscimento delle condizioni entro il 31 marzo o il 15 luglio. Le richieste presentate oltre tali termini e, in ogni caso, non oltre il 30 novembre 2023 saranno prese in considerazione soltanto in presenza delle necessarie risorse finanziarie.
    Ape sociale 2023: reversibilità Ape sociale è una prestazione che si interrompe in caso di decesso del titolare. La stessa, pertanto, è da considerarsi non reversibile ai superstiti. Ape sociale 2023: contribuzione figurativa Nel corso del periodo di godimento dell’indennità:
  • Non spetta la contribuzione figurativa;
  • I mesi di fruizione non sono utili per il diritto alla pensione.  
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