Home Pensioni Opzione donna e Ape social nel 2022. Novità, requisiti e domanda

Opzione donna e Ape social nel 2022. Novità, requisiti e domanda

Per Opzione Donna l'età si ferma a 58 anni per le dipendenti e 59 per le autonome

Daniele Bonaddio
opzione-donna-ape-social-2022

Arriva la proroga per Opzione Donna e Ape sociale nel 2022. Il capitolo pensioni sta occupando buona parte degli sforzi del Governo nella Manovra Finanziaria per il prossimo anno. Il premier Mario Draghi, infatti, ha confermato a più riprese la volontà di “tornare alla normalità”, ossia di avvicinare nuovamente il sistema pensionistico alla Riforma Fornero (L. n. 92/2012). Si ricorda, al riguardo, che l’ex ministro del Lavoro, Elsa Fornero, insieme al Governo tecnico di Mario Monti, aveva attuato nel 2012 una rivoluzione nel sistema pensionistico, prevedendo misure sempre più stringenti per andare in pensioni. Nel susseguirsi degli anni, i vari Governi che si sono alternati, hanno cercato di ammorbidire la riforma pensioni, introducendo meccanismi – per specifici lavoratori e con determinati requisiti – più agevoli per il pensionamento.

Ora, afferma l’attuale presidente del Consiglio, c’è bisogno di tornare – seppur gradualmente – alla Riforma Fornero, al fine di riequilibrare anche i conti dello Stato. Dunque, stop a “quota 100”, che con ogni probabilità vedrà una fase transitoria di estensione in cui le persone possono pensionarsi con “quota 102”, e poi successivamente con “quota 104”.

Tuttavia, non tutti i mali vengono per nuocere. Infatti, due pilastri fermi del prepensionamento, ossia con requisiti agevolati rispetto a quelli ordinari della pensione di vecchiaia e anticipata, vengono prorogati anche per il 2022. Stiamo parlando, in particolare, dell’opzione donna e dell’Ape sociale, che saranno leggermente rivisti nella sostanza.

Dunque, in attesa del testo finale della Manovra Finanziaria, appare opportuno riepilogare brevemente i requisiti e come fare domanda per l’accesso all’opzione donna e ape sociale per il 2022.

Pensioni 2022: da quota 100 a quota 102. Cosa cambia nel nuovo anno e in futuro

Opzione donna 2022: come funziona

Si allunga di un altro anno il meccanismo di pensione riservato alle donne, ossia l’Opzione donna. Trattasi di un processo di pensionamento che riguarda esclusivamente una categoria di lavoratrici, ossia le donne con un determinato numero di contributi minimi e con un’età anagrafica minima. L’accesso al pensionamento anticipato è riservato sia ai lavoratori privati che pubblici, e riguarda sia i dipendenti che autonomi.

Il meccanismo di pensionamento è riservato unicamente alle lavoratrici iscritte all’Ago (Assicurazione generale obbligatoria), ed ai fondi ad essa sostitutivi od esclusivi (dipendenti del settore privato, pubblico impiego e lavoratrici autonome) in possesso di contribuzione alla data del 31 dicembre 1995.

Pertanto, non vi rientrano le lavoratrici iscritte alla Gestione separata INPS, di cui all’art. 2, co. 26 della L. n. 335/1995.

Per poter usufruire dell’opzione donna è necessario possedere determinati requisiti, sia pensionistici che anagrafici. In particolare, il requisito contributivo è univoco, ossia pari a 35 anni. Diversamente, l’età anagrafica si differenzia in base alla categoria di appartenenza della lavoratrice. Infatti, è necessario avere:

  • un’età pari o superiore a 58 anni, nel caso delle lavoratrici dipendenti;
  • un’età pari o superiore a 59 anni, nel caso delle lavoratrici autonome.

Dopo l’iniziale timore di innalzamento dell’età minima per accedere all’opzione (si pensava a 60 anni per le dipendenti e 61 per le autonome) la riunione sulla Manovra di bilancio 2022, tenutasi oggi 9 novembre a Palazzo Chigi, ha messo nero su bianco che gli anni resteranno gli stessi: cioè 58 anni di età per le donne dipendenti e 59 per le lavoratrici autonome.

Tali requisiti devono essere posseduti entro il 31 dicembre 2021.

L’opzione donna, tuttavia, presenta alcuni limiti che potrebbero disincentivare le lavoratrici a protendere per tale meccanismo di pensionamento. Uno su tutti è sicuramente il meccanismo di calcolo, che è quello contributivo, di cui al D.Lgs. 30 aprile 1997, n. 180 (in genere più penalizzante rispetto al sistema retributivo).

Altro fattore da considerare per chi intendesse accedere all’opzione donna è la decorrenza del primo assegno pensionistico, in quanto tale tipologia di prestazione soggiace ancora alla cd. “finestra mobile” (cfr. INPS, Circolare n. 53/2011), che prevede un meccanismo in base al quale l’erogazione avviene:

  • dopo 12 mesi dalla maturazione dei predetti requisiti per le dipendenti;
  • dopo 18 mesi per le autonome.

In base alla nuova proroga 2022, chi matura i requisiti al 31 dicembre 2021 può esercitare il diritto alla pensione anticipata con Opzione Donna, facendo domanda subito oppure aspettando il momento che si reputa più opportuno, magari continuando a lavorare per aumentare il proprio montante contributivo. Chi non vuole aspettare, può inoltrare domanda online tramite sito INPS, o chiamando il contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile, ma anche farsi seguire da un patronato.

Legge di bilancio 2022: tutte le novità confermate in Manovra

Ape sociale 2022: come funziona

Rinnovo di 12 mesi anche per l’Ape sociale ma con alcune novità. Innanzitutto, la categoria dei lavoratori gravosi viene allargata ad altre 8 mansioni. Inoltre, viene eliminato il requisito di accesso all’Ape dei 3 mesi dalla fine della NASpI, il sussidio di disoccupazione.

Dunque, la lista dei cd. lavori gravosi aumenta: da 15 diventano 23. In soldoni, una platea più ampia di contribuenti potrà ottenere l’anticipo pensionistico grazie all’assegno-ponte dell’INPS.

Per quanto riguarda i requisiti anagrafici, bisogna avere almeno 63 anni d’età. Mentre i contributi minimi richiesti sono 36 anni. È previsto un importo massimo di 1.500 euro che saranno erogati fino al raggiungimento dell’età pensionabile agli italiani che hanno svolto mansioni gravose per 6 degli ultimi 7 anni o 7 degli ultimi 10 anni.

I lavoratori interessati devono rientrare in una delle seguenti condizioni di tutela:

  • disoccupati;
  • invalidi (superiore o uguale al 74%);
  • caregivers (soggetti che assistono parenti disabili da almeno sei mesi)
  • addetti a mansioni cd. gravose (contenuti nel Decreto 18 aprile 2018).

Inoltre, il richiedente deve:

  • aver maturato entro il 31 dicembre 2022 almeno 30 anni (o 36 anni di contributi per i lavori gravosi), a seconda della categoria di appartenenza, con un massimo di 2 anni di sconto per le donne;
  • aver cessato l’attività lavorativa;
  • essere residenti in Italia;
  • essere privo di una pensione diretta in Italia o all’estero;
  • maturare una pensione di vecchiaia di importo non inferiore a 1,4 volte l’importo della pensione minima dell’INPS.

Infine, si ricorda che la predetta certificazione è solamente un adempimento preliminare alla domanda vera e propria. Infatti, in caso di accettazione della certificazione dei requisiti d’accesso all’Ape sociale da parte dell’INPS stesso è possibile procedere con la domanda di liquidazione, che decorrere dal mese successivo alla presentazione della stessa.

L’istanza può essere inoltrata all’INPS:

  • tramite Patronato;
  • oppure direttamente dall’interessato attraverso il portale web dell’INPS, se in possesso delle credenziali di accesso (serve il PIN dispositivo).

Chi intendesse inviare la domanda autonomamente, è possibile accedere sul sito INPS seguendo il percorso: “Domanda di prestazione pensionistica: pensione, ricostituzione, ratei maturati e non riscossi, certificazione del diritto a pensione” -> “Nuova domanda”.

Riforma pensioni: aumentano i lavori gravosi con la Manovra. Il nuovo elenco



© RIPRODUZIONE RISERVATA


CONDIVIDI

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Inserisci il tuo nome