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Congedo COVID-19 esteso a 30 giorni: regole, novità e istruzioni Inps

Paolo Ballanti
congedo covid 19 a 30 giorni regole e istruzioni

Il Decreto Rilancio (D.l. n. 34/2020) ha esteso il periodo di fruizione del congedo Covid-19 (congedo parentale straordinario) introdotto dal “Cura Italia” portandolo a 30 giorni rispetto ai precedenti 15.

Il periodo di assenza, retribuito a carico dell’INPS, può interessare le giornate lavorative dal 5 marzo al 31 luglio 2020.

Il congedo, alternativo al bonus per servizi di baby-sitting o l’iscrizione ai centri estivi, è fruibile da parte di:

  • lavoratori dipendenti del settore privato;
  • lavoratori iscritti alla Gestione separata;
  • autonomi iscritti all’INPS.

La misura è estesa anche ai dipendenti pubblici, per i quali tuttavia la gestione e l’erogazione delle spettanze per i periodi di assenza è interamente a carico dell’amministrazione di appartenenza.

Vediamo nel dettaglio novità e caratteristiche del congedo alla luce anche delle recenti istruzioni fornite dall’Inps con circolare n. 81 dell’8 luglio scorso.

Congedo Covid-19: giorni di assenza

Come anticipato, il Decreto “Rilancio” ha esteso i giorni di assenza per congedo straordinario a 30 rispetto ai precedenti 15 previsti dal Decreto “Cura Italia”. Le assenze devono collocarsi temporalmente nel periodo 5 marzo – 31 luglio 2020. E’ ammessa la richiesta di giorni precedenti la data di inoltro della domanda purché non anteriori al 5 marzo.

Nel caso in cui entrambi i genitori fruiscano del congedo, il limite si calcola con riferimento alle giornate complessive, con la conseguenza che se il genitore Tizio si assenta per 20 giorni, alla moglie Tiziana residuano 10 giorni da richiedere all’INPS.

Identico criterio si applica in presenza di più figli, per i quali si applica il limite complessivo di 30 giornate. Di conseguenza i nuclei con due figli non avranno diritto a 60 giornate bensì a 30.

Si precisa che eventuali periodi di congedo parentale richiesti all’INPS prima del 29 marzo (per i dipendenti privati) e dal 17 marzo al 28 marzo (per iscritti alla Gestione separata ed autonomi) e riguardanti il periodo 5 marzo – 31 luglio 2020 saranno convertite d’ufficio in congedo straordinario COVID-19 fino ad un massimo di 30 giornate.

Al contrario, per convertire le richieste di congedo ordinario (presentate al di fuori dei periodi sopra citati) in assenza per COVID-19, sarà necessario:

Annullare la domanda di congedo parentale;

– Presentare domanda di congedo straordinario COVID-19;

– Informare il proprio datore di lavoro.

I lavoratori iscritti alla Gestione separata dovranno altresì annullare la richiesta di congedo parentale e inoltrare domanda di assenza straordinaria COVID-19.

A chi spetta il nuovo Congedo parentale straordinario

Il congedo straordinario COVID-19 spetta ai genitori di figli di età non superiore a 12 anni che siano:

  • lavoratori dipendenti del settore privato;
  • collaboratori iscritti in via esclusiva alla Gestione separata Inps;
  • lavoratori autonomi iscritti all’INPS;
  • dipendenti pubblici.

Con esclusivo riferimento ai genitori di figli con handicap grave la fruizione del congedo è prevista senza alcun limite di età.

I dipendenti del settore privato possono altresì ottenere un periodo di congedo non retribuito per i figli di età compresa tra i 12 e i 16 anni.

Il congedo viene esteso anche ai genitori adottivi, affidatari o che hanno minori in collocamento temporaneo.

Congedo Covid-19: condizioni per richiederlo

Possono fruire del congedo, alternativamente, i genitori di figli minori di 12 anni a patto che:

– Nel nucleo familiare non sia presente altro genitore destinatario di strumenti di sostegno al reddito, tali si intendono tutte le tipologie di ammortizzatori sociali;

– L’altro genitore non sia disoccupato o non lavoratore;

– L’altro genitore non fruisca contemporaneamente del congedo COVID-19;

– Non sia stata fatta richiesta per il bonus servizi di baby-sitting o iscrizione ai centri estivi.

Le giornate di congedo possono essere godute solo per intero e non frazionate ad ore.

Congedo Covid-19: retribuzione

Eccezion fatta per le ore di assenza non retribuite, riguardanti i dipendenti privati genitori di figli di età compresa tra i 12 e i 16 anni, i periodi di congedo straordinario COVID-19 sono retribuiti a carico dell’INPS.

Le spettanze vengono erogate:

– Per i dipendenti privati, dal datore di lavoro il quale anticipa le spettanze per conto dell’Istituto, salvo recupero successivo in F24 sui contributi da versare all’INPS (eccezion fatta per i lavoratori ai quali si applica comunque il pagamento diretto dell’Istituto);

– Per gli altri destinatari il pagamento avviene direttamente dall’INPS.

Fanno eccezione i dipendenti pubblici cui il congedo è retribuito dall’amministrazione di appartenenza.

Congedo Covid-19: come fare domanda

Le domande di congedo devono essere trasmesse sul portale INPS, se in possesso delle credenziali PIN, SPID, CIE, CNS. In alternativa è possibile chiamare il Contact center dell’Istituto (necessarie comunque le credenziali di accesso) ai numeri 803.164 (gratuito da rete fissa) o 06 164.164 (da mobile).

Per coloro che sono sprovvisti di credenziali è possibile rivolgersi ai patronati.

I lavoratori dipendenti privati sono tenuti ad informare l’azienda sui periodi di congedo, accompagnando la comunicazione con copia della domanda inoltrata all’INPS.

Congedo e bonus baby sitter

Sul rapporto tra congedo e bonus baby-sitter l’INPS (circolare n. 81) precisa che:

  • n assenza di una domanda di bonus è possibile chiedere il congedo fino ad un massimo di 30 giorni;
  • in presenza di una o più domande di bonus per un importo pari o inferiore a 600 euro, è possibile ottenere il congedo nel rispetto del tetto di 15 giorni;
  • se è stato richiesto il bonus per un importo superiore a 600 euro non è possibile ottenere il congedo COVID-19.

E’ opportuno ricordare che il Decreto “Rilancio” ha aumentato il tetto massimo del bonus da 600 a 1.200 euro (per i dipendenti pubblici il contributo passa da 1.000 a 2.000), estendendo altresì le richieste di contributo anche per il rimborso delle quote di iscrizione dei figli ai centri estivi ovvero ad altri servizi per l’infanzia.

Decreto rilancio: novità con la conversione in legge

Alla Camera è attualmente in discussione la conversione in legge del Decreto “Rilancio”. Tra le novità, si segnala l’approvazione in Commissione Bilancio all’emendamento sulla proroga del periodo di fruizione del congedo COVID-19 fino al 31 agosto 2020, oltre alla possibilità di godere dell’assenza in modalità oraria oltre a quella giornaliera.

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