decreto fiscale 2019

Il Decreto fiscale 2019 è legge di Stato. È stato approvato in via definitiva nella serata del 13 dicembre con 272 voti favorevoli e 143 contrari, e oggi, 19 dicembre, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 293 del 18 dicembre 2018 della legge n. 136/2018, di conversione del D.L. n. 119/2018, sono entrate in vigore tutte le misure previste: dalla pace fiscale alla rottamazione ter, dalle modifiche alla fatturazione elettronica, al bonus bebè.

Il provvedimento è di importanza fondamentale, perché collegato alla Legge di bilancio 2019, che tutta l’Italia sta aspettando e che nelle prossime ore dovrà approdare in Aula al Senato con il maxi-emendamento proposto dal Governo, a seguito dell’accordo raggiunto nella serata di ieri (18 dicembre) con la Commissione europea.

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Ci sono novità inserite in fase di conversione del Decreto in legge: l’accesso all’interpello sui nuovi investimenti, la proroga dell’applicazione facoltativa del reverse charge fino al 2022 su pc e tablet, la definizione agevolata dei processi verbali di contestazione, l’aumento della platea degli esclusi dall’obbligo di fatturazione elettronica.

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Dal capitolone sulla pace fiscale al bonus bebè, fino alla fatturazione elettronica: vediamo le novità e le misure su fisco e agevolazioni contenute nel Decreto.

Decreto fiscale 2019: reverse charge su Pc e tablet

È stata prorogato fino al 30 giugno 2022 il meccanismo del reverse charge (inversione contabile) per le cessioni di telefoni cellulari, dispositivi a circuito integrato, di console, tablet pc e laptop.

Decreto fiscale: interpello sui nuovi investimenti

L’allegato al Decreto fiscale divenuto legge specifica che possono presentare istanza di interpello all’Agenzia delle entrate le imprese che vogliono effettuare investimenti nel territorio dello Stato. In particolare: le imprese che intendono effettuare investimenti nel  territorio dello Stato di ammontare non inferiore a 20 milioni di euro e che abbiano ricadute occupazionali significative in relazione all’attività in cui avviene l’investimento e durature possono presentare all’Agenzia delle  entrate  un’istanza  di  interpello in merito al trattamento fiscale del loro piano di investimento e  delle eventuali operazioni straordinarie  che si ipotizzano per la sua realizzazione, ivi inclusa, ove necessaria, la valutazione circa l’esistenza o meno di un’azienda.

Decreto fiscale 2019 approvato: pace fiscale

Il provvedimento (D.L. n. 119/2018) supera anche l’esame della Camera, che ha approvato definitivamente il testo, così come emendato dal Senato, e contiene diverse tipologie di sanatoria fiscale. Iniziamo col dire che lo stralcio delle mini cartelle fino a 1.000 euro per debiti compresi tra il 2000 e il 2010 è rientrata ed è legge. Tra le misure del capitolo pace fiscale che sono legge ci sono queste:

  • Definizione agevolata dei verbali di constatazione;
  • Definizione agevolata degli avvisi di accertamento;
  • Rottamazione Ter delle cartelle esattoriali fino al 31 dicembre 2017 con nuove rate. Si avrà in pratica l’annullamento automatico e totale di questi debiti;
  • Saldo e stralcio delle mini cartelle fino a 1.000 euro comprese tra il 20000 e il 2010;
  • definizione agevolata delle controversie tributarie, con il pagamento del 90% dell’importo oggetto del giudizio. Il dovuto per chiudere la procedura scende al 40% se si è ottenuta una sentenza favorevole in primo grado e al 15% in caso di soccombenza dell’Agenzia delle entrate in secondo grado.
  • Sanatoria sugli errori formali, con il versamento di 200 euro per ogni periodo di imposta.

Come già annunciato invece è stata esclusa la possibilità di effettuare la dichiarazione integrativa speciale per i redditi non dichiarati.

Consulta lo speciale Pace fiscale 2019

Decreto fiscale 2019 approvato: addio scontrini

Diremo addio ai vecchi scontrini fiscali da gennaio 2020, perché a partire da questa data sarà obbligatoria la trasmissione e la memorizzazione telematica degli scontrini. Diciamo quindi che, più che un addio, è una trasformazione dei vecchi scontrini in scontrini digitali.

Decreto fiscale 2019 approvato: fatturazione elettronica

L’avvio della fatturazione elettronica obbligatoria è confermato dal 1° gennaio 2019. Non ci saranno comunque sanzioni per ritardi nel primo semestre di avvio dall’adempimento.

Le sanzioni saranno poi ridotte poi al 20% per le fatture emesse nel trimestre successivo del periodo d’imposta e fino al 30 settembre per chi effettua la liquidazione mensile.

Non ci sarà obbligo di e-fattura per gli operatori sanitari che utilizzano la tessera sanitaria per la precompilata. La numerazione progressiva è stata abolita.

Inoltre dal 1° luglio, poi, le fatture devono essere emesse entro 10 giorni dall’operazione e registrate entro il 15 del mese successivo all’emissione.

Consulta lo speciale sulla Fatturazione elettronica 

Decreto fiscale 2019: bonus bebè con +20%

Confermata la proroga dell’atteso bonus bebè 2019, il contributo economico che lo Stato garantisce ali genitori di bambini nati. L’importo è suddiviso in base a due fasce Isee, con un assegno di 960 euro (doppio per famiglie con Isee sotto i 7 mila euro), fino al primo anno di vita. Ci sarà inoltre una maggiorazione del 20 per cento dal secondo figlio.

Leggi anche “Bonus bebè: quanto spetta e come chiederlo”

Decreto fiscale 2019: tasse ridotte su sigarette elettroniche

L’imposta sui liquidi con nicotina passa dal 50% al 10%, per quelli senza nicotina dal 50% al 5%. Viene poi idotta dal 50% al 25% anche la misura per il calcolo dell’accisa sui tabacchi da inalazione senza combustione. E viene anche concessa la vendita online ma solo in Italia e solo ai depositari autorizzati.

Decreto fiscale 2019 approvato: Iva precompilata

La precompilata per le liquidazioni trimestrali e la dichiarazione annuale Iva partirà dal 2020.

Decreto fiscale 2019 approvato: Money transfer tassati

Sui trasferimenti di denaro extraeuropei, cioè sulle rimesse degli immigrati, i cosiddetti money transfer, viene introdotta un’imposta dell’1,5% del valore di ogni singola operazione, a partire da un importo minimo 10 euro.

Decreto fiscale 2019 approvato: estesa cassa integrazione straordinaria

La cassa integrazione straordinaria per le crisi aziendali consentita alle imprese sotto i 100 dipendenti viene rinnovata e concessa fino a dicembre 2019.

Decreto fiscale 2019 approvato: Incentivi per rete unica Open fiber

Semaforo verde agli incentivi per l’integrazione delle reti a banda ultralarga di Tim e Open Fiber. Inoltre l’Agcom definirà i meccanismi di remunerazione del capitale investito “tenendo conto anche del costo storico degli investimenti effettuati in relazione alle reti di accesso trasferite, della forza lavoro dei soggetti giuridici coinvolti e delle migliori pratiche regolatorie europee e nazionali adottate in altri servizi e industrie a rete”.

Decreto fiscale: stretta su chi guida senza assicurazione auto

Il provvedimento dichiara anche guerra ai guidatori che si mettono al volante senza assicurazione auto. Raddoppia infatti, tra 848 e 3.393 euro, la multa per gli automobilisti che verranno colti più di una volta senza assicurazione. Si rischia inoltre la sospensione della patente per 2 mesi.

Decreto fiscale 2019 approvato: fondi per liste d’attesa nella sanità

Stanziati 50 milioni di euro per l’anno 2020 per introdurre misure volte a ridurre i tempi delle liste di attesa delle prestazioni sanitarie attraverso “l’implementazione e l’ammodernamento delle infrastrutture tecnologiche legate ai sistemi di prenotazione elettronica”.

Decreto fiscale 2019 approvato: il capitolo banche

Le banche popolari di Sondrio e di Bari avranno tempo fino al 31 dicembre 2019, per la trasformazione in Spa. Il decreto fiscale ha spostato dal 31 dicembre 2018 al 31 dicembre 2019 il termine per completare la riforma.

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1 COMMENTO

  1. In Italia risiedono moltissimi ex cittadini stranieri (Regno Unito, Germania, Francia ecc.), che dopo il trasferimento in Italia per motivi di famiglia, di lavoro od altro, detengono ancora legittimamente nei paesi di origine beni immobili, conti correnti bancari ecc.. Molti di queste persone non sapevano neppure l’esistenza del monitoraggio fiscale e le esagerate sanzioni in caso di mancata presentazione del quadro RW per la dichiarazione dei redditi che avrebbero dovuto presentare in Italia essendo ora qui residenti.
    Si tratta di beni immobili e capitali legittimamente detenuti al’estero senza alcun trasferimento di denaro oltre i confini dello stato.
    Con l’esclusione della sanatoria per tutte le attività finanziarie e patrimoniali detenute fuori dal territorio dello Stato Italiano, introdotta nel decreto fiscale, viene operata una eclatante discriminazione per i soggetti di cui sopra che legittimamente detengono beni e capitali al’estero e che in assoluta buona fede (per dimenticanza o perché inconsapevoli delle conseguenze introdotte dal governo Monti), non hanno provveduto al monitoraggio fiscale e ora si trovano a dover pagare delle esagerate sanzioni ( dal 3% al 15% delle somme non dichiarate, per tutte le annualità accertabili), una vera estorsione di stampo mafioso. Se i politici del movimento 5 stelle non sanno dove prendere i soldi per i loro programmi elettorali non possono moralmente continuare con i sistemi della vecchia politica che ha vessato i cittadini italiani con tasse e sanzioni oltre ogni limite sopportabile. La predetta discriminazione ritengo che non rispetti neppure i principi su cui si basa la Comunità Europea basati sulla libera circolazione dei beni e delle persone e con particolare attenzione alla non discriminazione tra cittadini della comunità europea. Così procedendo il movimento 5 stelle non può meravigliarsi se perde consensi. La “manina” nefasta non è quella che aveva introdotto nel decreto la possibilità per i su detti soggetti di sanare la loro posizione con il vorace fisco italiano pagando sanzioni ragionevoli, ma quella che questa possibilità l’ha loro negata. Il movimento 5 stelle non può pretendere che chi si trasferisce in Italia debba fare dei corsi approfonditi per capire le complicatissime strategie dell’assurda burocrazia fiscale italiana, unica al mondo per complicazione e voracità. Spero, per quanto sopra esposto, che qualcuno, direttamente interessato, faccia ricorso alla Corte di Giustizia Europea per lo spregio al’equità e ai principi di eguaglianza dei cittadini europei.

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