manovra 2019: le misure previste

La commissione Bilancio del Senato riprende stamattina l’esame del testo della Legge di bilancio 2019, e l’arrivo in Aula è slittato a venerdì. Erano infatti saltate tutte le tre sedute previste per ieri, in attesa delle modifiche che il governo ha inviato a Bruxelles per scendere a una percentuale di deficit pari al 2.04% invece che al 2.4% e che, se approvate, dovranno trasformarsi in uno o più emendamenti dell’esecutivo o dei relatori Gianmauro Dell’Olio (M5S) e Paolo Tosato (Lega).

Il testo non approderà più dunque in Aula alle 17 di oggi, ma il nuovo calendario sarà deciso dalla riunione dei capigruppo fissata sempre per domani alle 15,30 che dovrebbe stabilire un approdo del provvedimento in Assemblea per giovedì o venerdì.

Consulta lo speciale Legge di bilancio 2019

Si fa intanto strada l’ipotesi dell’esercizio provvisorio, visto che ormai i tempi per l’approvazione definitiva sono strettissimi: il provvedimento deve essere esaminato ancora dalla Bilancio di palazzo Madama, passare il vaglio dell’Aula (con ogni probabilità con la presentazione di un maxi emendamento e l’apposizione della fiducia) e tornare nuovamente alla Camera per la terza e ultima lettura entro il prossimo 31 dicembre.

Intanto altra tappa importante è quella dell’approvazione della Commissione europea, concausa dei tanti rallentamenti che provvedimento sta subendo. In pratica il senso delle sedute della Commissione bilancio sconvocate è stato questo: è inutile indire sedute di discussione se ancora non abbiamo un parere definitivo dall’Europa, che ci dica se avvierà o no la procedura d’infrazione. Dobbiamo capire se da Junker e Moscovici arriverà il benestare.

E dai due commissari è arrivato poi nelle ultime ore l’invito ad andare avanti, concedendo ancora tempo. Il dialogo continua fra la Commissione Ue e l’Italia sul bilancio 2019. I commissari Dombrovskis e Moscovici sono in contatto con il ministro Tria. La Commissione deciderà i prossimi passi sulla base dei risultati di questo dialogo. Quanto alla riunione dei capi di gabinetto di oggi, non commentiamo mai le riunioni prima che avvengano. Il lavoro continua a tutti i livelli e non diamo dettagli”. Così il portavoce della Commissione europea, Margaritis Schinas.

Il governo italiano ha inviato a Bruxelles “uno schema” con il nuovo quadro macroeconomico con il deficit al 2,04% e le misure della manovra. L’obiettivo è quello di finalizzare quanto prima l’accordo. Ma per restringere ancora di più le spese e rientrare nel deficit al 2,04 per cento si parla ancora di misure ridimensionate.

Sulle misure in generale, il vice premier Luigi Di Maio è tornato a difendere la Manovra, assicurando che “nelle prossime ore” si chiuderà senza tagli al reddito di cittadinanza o a quota 100.

E ha aggiunto: “Smentisco qualsiasi ipotesi di taglio alle misure come quota 100 o il reddito di cittadinanza. Come sono partite, così arrivano. Siccome partono un po’ dopo, il reddito a marzo e quota 100 a febbraio, costeranno un po’ di meno. Quando ci sediamo al tavolo io, Conte e Salvini troviamo sempre una quadra. Quello che abbiamo ottenuto ogni volta che abbiamo dialogato è un miglioramento sia dei rapporti tra di noi che di risultati per gli italiani. La gente che mi ferma per strada mi chiede di non litigare, di proseguire verso gli obiettivi e di risolvere i problemi”.

Ecco cosa starebbe cambiano nel testo della Manovra che il Governo ha intenzione di portare in Aula.

Manovra, cambiano le misure: ecotassa auto 2019

Dopo un tira e molla durato giorni e attacchi giunti su più fronti, il Governo è giunto a un accordo sull’ecotassa auto 2019: non sarà introdotta sulle utilitarie, ma solo sulle auto cosiddette Extra lusso e per i Suv. Inoltre arrivano incentivi auto: sarà dato un incentivo – da 6.000 a 1.500 euro – per i veicoli con emissioni tra 0 e 90 g/km di CO2 ed elettrici. Sono auto a emissioni molto basse ed elettriche.

Manovra, cambiano le misure: bonus cultura 18enni

Il bonus cultura per i 18enni sarà confermato, e tra le ultime novità, alla fine includerà anche la possibilità di spendere i soldi erogati (500 euro)  per concerti, spettacoli teatrali e cinema, e non solo limitati all’acquisto di libri.

Manovra, cambiano le misure: pensioni di cittadinanza

La pensione di cittadinanza potrebbe finire in una legge delega e quindi slittare al 2020, contribuendo così alla riduzione del fondo da 9 miliardi per il reddito di cittadinanza che doveva contenere al suo interno anche il nuovo sussidio per i pensionati: di fatto un’integrazione al minimo sulla pensione percepita. È questa una delle ultime novità sul tavolo del governo in vista della stesura finale della legge di Bilancio. In pratica la sorella del reddito di cittadinanza potrebbe subire uno stop al momento, per permettere di recuperare risorse e cercare di mettere ordine a un sistema pensionistico assistenziale molto ramificato.

A riguardo comunque a oggi fonti di Palazzo Chigi, in riferimento alle ultime indiscrezioni di stampa, chiariscono che non ci sarà “alcuno slittamento delle pensioni di cittadinanza”. Si attende il maxi-emendamento del Governo.

Manovra: taglio pensioni d’oro

confermato il taglio per le cosiddette pensioni d’oro, che partirà dal 10 per cento ma potrebbe riguardare gli assegni sopra 100mila euro, invece dei 90mila inizialmente indicati, per arrivare al 40% per la parte di pensione che supera il mezzo milione di euro.

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