Tra tutte le novità in tema Pensioni che la futura Legge di bilancio introdurrà per i cittadini italiani stanchi di lavorare, c’è anche Opzione Donna. È ufficiale: la sua proroga sarà inserita nella nuova Manovra.

La misura è stata inserita in un più ampio quadro che il Governo ha dipinto sul tema pensioni, con l’obiettivo di un superamento della Legge Fornero e di un suo graduale ma inesorabile smantellamento. Quota 100 ne è il primo risultato.

“Cominciamo a mantenere gli impegni presi, gradualmente ma con coraggio, a partire dallo smontare mattone dopo mattone la legge Fornero restituendo il diritto alla pensione e al lavoro per circa 400mila italiani, senza penalità di nessun tipo”, ha detto il ministro degli Interni Salvini, aggiungendo poi che l’obiettivo è quello di azzerare la legge.

In questo quadro quindi, con l’approvazione della Legge di bilancio 2019 targata Lega-5Stelle l’anticipo pensionistico pensato per le donne – Opzione donna – sarà riconfermato e la misura verrà prorogata oltre il 2015.

Tutte le novità sulle Pensioni 

Per capire le modalità effettive con cui verrà prorogata occorre attendere la pubblicazione della Legge di bilancio 2019, dove saranno inseriti i dettagli veri e propri, ad esempio entro quando bisogna maturare i requisiti richiesti.

Vediamo ora qualche dettaglio in più.

Opzione donna: cosa prevede

Si tratta di un regime agevolato pensionistico introdotto Legge 243 del 2004 (Legge Maroni) in via sperimentale, per consentire ad alcune tipologie di lavoratrici donne del settore pubblico e privato di anticipare l’età di uscita dal lavoro di qualche anno, a patto di accettare un assegno pensionistico interamente calcolato secondo il sistema contributivo: una decurtazione di circa il 20-25 per cento dall’assegno.

La riforma Fornero del 2011 aveva poi confermato l’Opzione fino al 31 Dicembre 2015 e dopo ancora un’altra riconferma dalla legge di bilancio 2017. È la volta oggi della legge di bilancio 2019 che non fa eccezione e proroga a sua volta la misura, così come sancito dal comunicato diffuso da Palazzo Chigi:

“Per le donne si proroga “Opzione Donna”, che permette alle lavoratrici con 58 anni, se dipendenti, o 59 anni, se autonome, e 35 anni di contributi, di andare in pensione”.

Opzione donna: i requisiti

La possibilità di optare per il regime sperimentale è riconosciuta a tutte le lavoratrici iscritte alla previdenza pubblica obbligatoria (dipendenti del settore privato; pubblico impiego e lavoratrici autonome) in possesso di contribuzione alla data del 31 dicembre 1995. A seguito delle modifiche apportate dall’articolo 1, comma 281 della legge 208/2015 e dall’articolo 1, co. 222 della legge 232/2016 possono esercitare l’opzione le lavoratrici dipendenti in possesso di:

  • 57 anni di età per le dipendenti e 58 per le autonome, e
  • 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2015

Ora che la misura sarà rinnovata per il 2019, occorre attendere i dettagli precisi scritti in Legge di bilancio: bisogna cioè capire se i nuovi requisiti dovranno essere maturati al 31 dicembre 2018 o al 31 dicembre 2019.

Ribadiamo che i nuovi requisiti sono:

  • 58 anni di età per le dipendenti e 59 anni per le autonome,
  • 35 anni di contributi

Opzione donna o Quota 100: cosa conviene

In realtà Opzione donna è pensata dal Governo per tutte quelle lavoratrici che non riescono (con i requisiti maturati) ad accedere a Quota 100. È dunque una valida alternativa, una possibilità in più.

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3 COMMENTI

  1. Sono d’accordo con Nunziata. Se la decurtazione non superasse il 10 % un pensiero lo farei. Noi donne abbiamo famiglia e genitori anziani a cui pensare. Nessuno tiene in considerazione le nostre necessità.

  2. Mi chiedo perchè chi è nato entro maggio può usufruire di opzione donna, ed io che ho compiuto 58 anni a Ottobre con 37 anni di contributi non posso accedere ne ad opzione donna( 37 anni a contatto con i malati è dura non dimenticandosi di essere moglie , madre e figlia) Ne a quota 100 perchè anche se avrò maturato i 38 anni non ho raggiunto i 62. E comunque è scandaloso avere delle decurtazioni del 20% o 35% che sia, visto che si calcola solo contributivo…se proprio devono che non superi 10%.

  3. almeno per opzione donna cavoli contate anche tutti i figurativi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! io ho 42 anni di contributi ma non pieni per i 35 o 64 anni e al momento disoccupata!!!!!!!!!!!!!!!! portate i contributi come ape sociale dove volgono tutti i figurativi!!!!!!!!!!!!!!!!

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