Sono le ultime ore per varare tutto quel che da varare c’è, perché inizia il countdown per l’invio del documento di bilancio all’Unione europea, in vista del vaglio e del primo parere europeo sulla qualità della nostra Legge di bilancio 2019.

Una manovra che, come abbiamo appreso ufficialmente gli scorsi giorni, vedrà la luce con una previsione di deficit al 2,4 per cento, cosa che l’Europa ha molto mal digerito. Un’asticella a cui si era arrivati convincendo addirittura il ministro dell’Economia Giovanni Tria, messo alla sbarra, che voleva invece impegnarsi a non oltrepassare l’1,6 per cento.

“Bisogna essere molto rigidi perché, altrimenti, l’euro rischia di saltare”, aveva tuonato con severità presidente della Commissione Europea, Jean Claude Juncker, mandando un chiaro messaggio all’Italia: rivedete la Manovra, riducete il deficit o la bocceremo.

Legge di bilancio: come avviene l’invio all’Ue

Si, perché nell’iter di approvazione della Legge di bilancio, è previsto l’obbligo di inviare entro il 15 ottobre a Bruxelles il documento di bilancio, chiamato tecnicamente Draft Budgetary Plan: il documento programmatico che specifica le misure e gli interventi proposti dal Governo.

Dopodiché la Commissione europea, carte alla mano, Bruxelles dovrà esprimere un primo parere all’Italia, in tempo per apportare le prime dovute ed eventuali correzioni. E dovrà farlo entro il 30 novembre.

Il giudizio definitivo sulla Manovra invece, arriverà dalla Commissione Ue soltanto nella primavera prossima 2019, quando ormai la Legge sarà stata approvata dal parlamento italiano e avrà già, presumibilmente, cominciato a produrre i suoi effetti, secondo le misure decise.

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Legge di Bilancio: cosa può decidere l’Ue

Per evitare il pericolo che eventuali scelte nazionali italiane (ma anche di qualsiasi altro membro Ue) possano mettere in pericolo di stabilità economica e finanziaria dell’Unione europea, si è deciso che, tra gli altri compiti, la Commissione europea avesse anche l’autorità per vigilare attentamente sui bilanci dei paesi membri, Italia compresa. Ecco perché ogni anno in fase di approvazione manovra, riappare lo spauracchio della bocciatura.

Ed ecco perché in queste ore il Documento di bilancio dovrà prendere la sua strada rapido verso Bruxelles. Ma cosa può succedere dopo? Che poteri effettivi la Commissione ha sulla Legge di bilancio Italiana?

La Commissione può prendere 3 diversi tipi di decisioni, una volta messa la vaglio la nostra manovra:

  • Approvare tutto e dare il via libera;
  • Chiedere all’Italia alcune correzioni al documento (e quindi alla Legge);
  • Bocciare in toto il documento

Legge di bilancio: cosa succede se viene bocciata dalla Commissione Ue?

Ci chiediamo: cosa succede se davvero l’Ue dovesse bocciare la Legge di bilancio italiana?

Come primo step potrebbe arrivare un invito gentile da parte della Commissione ad apportare modifiche alla Legge, invitando l’Italia a correggere ad esempio le previsioni di deficit o altro.

Se poi, come ampiamente previsto, il Governo Legastellato scegliesse di proseguire dritto per la sua strada, senza apportare alcuna modifica, la decisione finale più probabile è una bocciatura.

In questo caso potrebbero quindi, come conseguenza, scattare sanzioni contro l’Italia per il mancato rispetto dei parametri europei:

  • Una sanzione pecuniaria, quindi una multa;
  • Il blocco dei finanziamenti da parte dell’Europa all’Italia.

Lo stesso Moscovici, a poche ore dalla conferma che la Manovra 2019 si sarebbe fatta con un deficit al 2,4 per cento, aveva subito controbattuto: “Eventuali sanzioni nei confronti dell’Italia per il mancato rispetto delle norme di bilancio sono possibili, anche se io non sono nello spirito delle sanzioni”.

L’arma in mano alla Commissione, la procedura per deficit, è però decisamente a lungo termine: gli step per arrivare alla procedura di infrazione sono molteplici e devono essere tutti validati dall’Ecofin, che si riunisce soltanto una volta al mese, e quelle per arrivare alle sanzioni sono ancora di più. Tutto il procedimento non durerebbe meno di 5-6 mesi. La decisione finale andrebbe quindi presa praticamente a ridosso delle elezioni europee.

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