Reddito di cittadinanza

Il Vice Premier e Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio cerca di recuperare terreno e di ritagliarsi il suo spazio in questo governo in cui la Lega ha fino ad ora nettamente predominato. E per farlo cerca di rilanciare subito i suoi cavalli di battaglia: reddito di cittadinanza, taglio a vitalizi e pensioni d’oro. Ma il leader del Movimento 5 Stelle ha già trovato i primi ostacoli dentro il governo.

Stop ai vitalizi degli ex parlamentari e alle pensioni d’oro

Il Ministro Di Maio è intervenuto all’assemblea di Confartigianato affermando: “La Camera è pronta ad abolire i vitalizi per gli ex parlamentari e io a fare una legge sulle pensioni d’oro”. E ha poi aggiunto: “Diranno che sono pochi soldi: io non credo siano pochi soldi, ma diciamo che lo Stato che in passato ha tolto ai cittadini per dare privilegi, oggi toglie i privilegi per dare ai cittadini e questo aiuta molto di più di tante norme impositive”.

Reddito di cittadinanza per chi lavorerà gratis otto ore alla settimana

Il Vice Premier grillino, dopo aver annunciato di attuare il reddito di cittadinanza entro il 2018 utilizzando anche i fondi UE, deve fare i conti con le coperture: sono necessari ben 19 miliardi di euro per riformare i centri per l’impiego e introdurre il reddito e i fondi UE non bastano.

Davanti alla Uil, Di Maio ha cercato il dialogo con i sindacati: “Dobbiamo lavorare insieme, da soli non si va da nessuna parte”. E sul reddito di cittadinanza, sostiene: “Obiettivo del reddito di cittadinanza non è dare soldi a qualcuno per starsene sul divano, ma è dire con franchezza: hai perso il lavoro, il tuo settore è finito o si è trasformato, ora ti è richiesto un percorso per riqualificarti ed essere reinserito in nuovi settori. Ma mentre ti formi e lo Stato investe su di te, ti do un reddito e in cambio dai al tuo sindaco ogni settimana 8 ore lavorative gratuite di pubblica utilità”.

L’amico e collega pentastellato Alessandro Di Battista gli tende la mano: “Il PD è morto. Il presente impone un’accelerazione sui diritti economici e sociali: soprattutto il reddito di cittadinanza, che deve diventare un diritto esattamente come la sanità pubblica e l’istruzione pubblica. Non si tratta di regalare denari ai fancazzisti. Si tratta di rilanciare il lavoro proprio con lo strumento del reddito”.

Sul reddito di cittadinanza Il Ministro Tria placa l’entusiasmo di Di Maio

Il Ministro dell’Economia frena Di Maio e stoppa i suoi annunci: “Per il 2018 i giochi sono quasi fatti”, poi smentisce il collega Ministro del Lavoro: “Con Di Maio non sono mai entrato in questi dettagli, non mi ha mai espresso questa idea, quindi non posso dire né che sono a favore né che sono contro”, per poi concludere: “Dicendo che per il 2018 i giochi sono quasi fatti, intendo che adesso occorre agire molto rapidamente con interventi di riforma strutturale che non hanno costi e tra questi il decollo degli investimenti pubblici”.

Inoltre, il Ministro Tria non è mai stato un simpatizzante del reddito di cittadinanza. Una volta aveva anche affermato: “Non sappiamo ancora cosa sarà questo reddito di cittadinanza e, quindi, le risorse richieste e l’ampiezza dei beneficiari. Esso sempre oscillare tra una indennità di disoccupazione un poco rafforzata e un provvedimento, improbabile, tale da configurare una società in cui una parte della popolazione produce e l’altra consuma”. Anche lo psichiatra Paolo Crepet ha criticato con toni duri il reddito di cittadinanza, specialmente sulla lontananza dal posto di lavoro offerto e ha chiosato: “la proposta è culturalmente disastrosa”.

La risposta di Di Maio non si fa tardare: “Il reddito di cittadinanza si farà entro la fine del 2018, subito. Ci sto lavorando notte e giorno”. Una risposta lapidaria data a chi gli chiedeva con insistenza un commento sulle dichiarazioni del Ministro Tria. Infine ha aggiunto: “Il reddito di cittadinanza è la mia priorità più grande. La lotta alla burocrazia e la lotta alla povertà decideranno il futuro di questo governo. Quindi ce la devo mettere tutta”.

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