Saranno circa 52mila le nuove assunzioni nella scuola previste per il 2017, con le procedure che saranno finalizzate nel corso dell’estate e i contratti che entreranno in vigore dal 1° settembre. Ad annunciarlo è stato mercoledì lo stesso Ministero dell’Istruzione, dopo che martedì sera si era finalmente raggiunta l’intesa con il Ministero dell’Economia.

Ottime notizie per gli insegnanti precari di tutta Italia, quindi., mentre il Governo conferma la sua volontà di stabilizzare le cattedre e offrire un servizio scolastico migliore. Dei 52mila posti previsti, oltre 15mila arriveranno dalla stabilizzazione di cattedre oggi coperte da supplenti. Il resto proverrà dalla copertura di posti già vacanti e dai pensionamenti. Vediamo come.

 

Per approfondire, visita anche la nostra sezione dedicata alla scuola e alle riforme del 2017.

 

I nuovi contratti a tempo indeterminato

Tutti le 52mila nuove assunzioni promesse dal Governo per quest’anno saranno coperte da contratti a tempo indeterminato, così come previsto dalla Legge di Bilancio 2017.

La Legge di Bilancio, in realtà, si occupava della stabilizzazione delle cattedre attualmente coperte da supplenti e si limitava a stabilire l’entità dei fondi a disposizione: 140 milioni di euro nel 2017 e ben 400 milioni nel 2018. Nei primi mesi di quest’anno, dunque, si era assistito a un vero braccio di ferro tra Ministero dell’istruzione e Ministero dell’Economia per determinare a quanti posti corrispondessero esattamente tali fondi. Le stime del Miur dicevano 25mila, quelle del Mef si fermavano a 10mila: alla fine, appunto, si è optato per la via di mezzo di 15.100 nuove assunzioni in ruolo.

La ripartizione delle 52mila nuove assunzioni

Agli oltre 15mila posti dell’organico di fatto trasformati in organico di diritto si aggiungono dunque, come accennato, 21mila posti rimasti liberi a seguito dei pensionamenti dei vecchi docenti e altre 16mila posizioni che sono già vacanti e disponibili.

L’ondata di nuove assunzioni a tempo indeterminato serviranno non solo a garantire maggiore continuità didattica alle scuole di tutta Italia, ma anche a dare finalmente una risposta concreta ai precari storici e ai migliaia di vincitori del concorso ancora in attesa di una posizione.

Il Governo: maggiore continuità e stabilità per la scuola

Lo scenario che si sta delineando è quindi indubbiamente positivo per gli studenti e i professori.

Come sottolineato dal Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli, alunni e genitori potranno iniziare a contare su una maggiore continuità didattica e una migliore stabilità del personale. Il Governo “sceglie di continuare a investire sulla qualità della formazione e dei docenti” e si pone l’obiettivo di garantire a tutti gli studenti tutti i docenti in cattedra il primo giorno di scuola.

Molto positivo anche il commento del Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, che parla di un processo complessivo di riforma che procede senza interruzioni e di una gestione lungimirante delle finanze che renderà possibile in futuro nuovi miglioramenti.

 

Volume consigliato:

Organizzazione e legislazione scolastica dopo la Buona Scuola

Organizzazione e legislazione scolastica dopo la Buona Scuola

Rosanna Sanny Calvino, 2016, Maggioli Editore

Il testo è uno strumento indispensabile di preparazione per la prova scritta e orale del concorso a cattedre 2016 nelle scuole statali di ogni ordine e grado. L’opera è una trattazione completa sull’istituzione scolastica, che tiene conto di tutte le tematiche...




CONDIVIDI
Articolo precedenteDichiarazione precompilata: da oggi via al Modello Redditi
Articolo successivoBlocco della perequazione: profili di illegittimità costituzionale

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here